VERSO UNA DIFFICILE RICOLLOCAZIONE Manca solo l'ufficializzazione, ma il GP Cina previsto nel weekend del 19 aprile verrà rinviato a data da destinarsi a causa dell'emergenza legata al coronavirus. Un destino che lo accomuna all'ePrix cinese previsto inizialmente a Sanya nel mese di marzo. I vertici della F1, molto attenti all'immenso mercato asiatico, vorrebbero salvare la gara di Shanghai trovando una nuova data, ma le difficoltà sono molte, stante anche il calendario da 22 gran premi che riduce al minimo le date disponibili.

L'IMPORTANZA DELLA CINA Tramontata l'ipotesi di uno scambio di date con l'appuntamento di Sochi in programma a fine settembre, sembra poco probabile accodare il GP Cina alla fine della stagione, in pieno dicembre. Un'ipotesi che difficilmente troverà d'accordo i team. Ross Brawn, direttore sportivo della F1 targata Liberty Media, ha spiegato: ''Lasceremo aperta la possibilità di valutare se la gara si potrà svolgere nel corso dell'anno. La Cina è un mercato entusiasta e in crescita, quindi vorremmo fare una gara lì. Cercheremo di trovare una finestra nella quale la gara si possa svolgere, verso la fine dell'anno''.

Hamilton in pista a Shangai

PREPARATIVI ALLE PORTE Nel frattempo, Libery Media resta in attesa della comunicazione definitiva da parte delle autorià cinesi e dei promoter della gara. La decisione finale è attesa entro le prossime due settimane ed è abbastanza scontato che si protrarrà la decisione presa con l'annullamento di tutti gli eventi precedentemente in calendario nel corso del mese di marzo. La F1 attende risposte rapide, in quanto i preparativi per un gran premio iniziano molto prima dell'evento e quelli in calendario per il gran premio del 19 aprile sono ormai alle porte.

LE SCADENZE LOGISTICHE Sulla logisitca, Brawn ha spiegato: ''Ci sono due scadenze. Una è quando tutto ciò che viene trasportato via mare arriva, il che accadrà tra questa e la prossima settimana. Si tratta di cose come il carburante che viaggiano su nave, ma non è disastroso se arrivano e poi devono essere rispedite indietro. Poi si passa nel portare fisicamente le persone laggiù. Questa è una grande sfida, è una fase critica e accadrà tra due o tre settimane. Penso che quello sia davvero il momento in cui devi dire qual è la situazione''.


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