Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 13/03/2020 ore 02:15

VA TUTTO BENE C’è un meme che gira in rete da qualche tempo e che vi sarà già capitato di vedere: un cagnolino con gli occhi evidentemente fuori dalle orbite, mentre tutto ciò che lo circonda va in fiamme, sorseggia una tazza di caffè, ne decanta la bontà e sorride. Ecco. A parole è difficile spiegare meglio di così, quanto accaduto nella giornata da poco conclusa – o appena cominciata, se preferite il fuso orario australiano – nel paddock di Melbourne. Una farsa, una pagliacciata, un continuo e insensato ping-pong tra la possibilità di correre, la chance di farlo a porte chiuse e la saggia scelta di fermarsi dinanzi a un’emergenza sanitaria che ormai non risparmia più nessuno. Una patetica pantomima che è un po’ la dimostrazione di quello che accade quando un circo che va avanti a suon di accordi milionari fa fatica a piegarsi a un fine superiore come quello della salute. E dove i principali attori si rimpallano la responsabilità per scovare chi, alla fine, dovrà pagare il conto più salato. Ma facciamo un salto indietro e proviamo a riassumere le ultime 12 folli ore del GP d’Australia, che avrebbe dovuto inaugurare la stagione 2020 di Formula 1 e che invece non vedrà mai lo spegnimento dei semafori.

This is fine, il meme del cagnolino che sorride ignaro della devastazione attorno a sé

PUNTATE PRECEDENTI Il weekend era cominciato come se nulla fosse, con la classica conferenza stampa dei piloti e gli altri incontri media nelle hospitality dei team. Tutto regolare, la pandemia annunciata dall’Oms poche ore prima, solo un fastidioso disturbo sullo sfondo. Prime avvisaglie di anormalità? Le parole di Lewis Hamilton (“sono molto sorpreso del fatto che siamo qui, è grandioso che ci siano delle gare, ma è scioccante che siamo tutti seduti in questa stanza”) seguito a ruota da un altro veterano come Kimi Raikkonen (“se fosse dipeso dai team probabilmente non saremmo qui). Ma a squarciare il cielo sereno di Melbourne, intorno a mezzogiorno in Italia, è stata la notizia della positività al CoViD-19 di un membro dello staff McLaren, con la conseguente decisione del team di Woking di isolarsi in quarantena, ritirandosi dunque dall’evento.

F1 GP Australia 2020, Melbourne: postazione per il gel igienizzante nel paddock

SI CONTINUA ANZI NO A quel punto, lo abbiamo pensato praticamente tutti: la maschera sta per cadere e a breve arriverà la conferma della cancellazione della gara. Riunioni in corso a Melbourne tra rappresentanti della Fia, di Liberty Media, degli organizzatori dell’evento e dei nove team rimasti in gioco. Andare avanti senza la McLaren? Sì, secondo le indiscrezioni riportate dall’inviato inglese di Sky Sports News, Craig Slater; no, secondo altre fonti citate da Andrew Benson, giornalista della Bbc. Inizia così anche un clamoroso derby dell’informazione che porta però alla fine un po’ tutti a convergere – erano circa le 17 italiane, le 3 del mattino in Australia (qui la nostra diretta) – verso la fumata nera. Il Gp d’Australia non s’ha da fare perché, dopo che i team si sarebbero spaccati al 50% tra le due ipotesi (McLaren, Ferrari, Renault, Haas e Alfa Romeo sfavorevoli alla normale prosecuzione del weekend), la Mercedes avrebbe deciso di schierarsi con i “dissidenti” facendo chiaramente pendere la bilancia verso il buon senso. Il Gp d’Australia non s’ha da fare, quindi. Ok, ma l’ufficialità?

BRACCIO DI FERRO Lo abbiamo atteso invano per tutto il pomeriggio e per tutta la sera, il comunicato Fia sulla cancellazione o sul rinvio del season opener di Melbourne. Il che va anche bene a noi, che siamo chiusi nelle nostre stanzette praticamente – e giustamente – impossibilitati per decreto a mettere il naso fuori dal portone. Un po’ meno bene è andata a tutti gli appassionati australiani, che invece sono usciti dalle proprie case di buonora per affollarsi, inconsapevoli di ciò che stava succedendo, dinanzi ai cancelli dell’autodromo ancora sbarrati. Esattamente quello che bisognerebbe non fare, per scongiurare il rischio contagio. E mentre la Bbc riportava la notizia (poi confermata) di Vettel e Raikkonen già su un volo Emirates verso l’Europa, ai commissari di percorso venivano spediti sms di conferma sul regolare svolgimento del programma di gare. In pista, avevano persino iniziato a girare le due F1 biposto – una delle due pare sia anche finita fuori strada – utilizzate a contorno degli eventi del weekend.

F1 GP Australia 2020, Melbourne: semafori rossi all'Albert Park

LA SOLUZIONE Intorno alle 9 del mattino australiano (le 23 qui da noi) la presa di posizione delle autorità sanitarie e della politica locale: “Se si correrà, sarà solo a porte chiuse”. Una mossa determinante per sbloccare lo stallo alla messicana causato, pare, dagli organizzatori, fino a quel momento convinti ad andare avanti anche senza Formula 1 e con le sole gare di supporto, in modo da non essere costretti a rimborsare i biglietti. Alle 10.10, a meno di due ore dall’inizio delle prime prove libere del 2020, finalmente si scrive la parola fine a una gestione talmente demenziale che farebbe persino ridere se solo la situazione non fosse così seria. Giù il sipario, l’unico Gran Premio a prendere il via è, con qualche giorno di anticipo, quello della logistica. Anche se, per il momento, non è chiara neppure la destinazione dei 20 bolidi in cerca di debutto. Fra meno di una settimana dovrebbe iniziare il weekend del Gp del Bahrain ma, forse, dopo 12 ore così, è meglio prendersi un po’ di riposo e non pensarci troppo.


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