Prova

Mercedes GLK


Avatar Redazionale , il 25/07/08

13 anni fa - Punta sul fattore K

Linea tutta spigoli e versatilità totale. Sono queste le due armi su cui punta la nuova proposta di Stoccarda per emergere nel sempre più combattuto segmento delle Suv compatte. E' già ordinabile, con prezzi che partono da circa 40.000 euro, ma le prime consegne saranno a ottobre.

FATTORE K Alla Mercedes, da bravi tedeschi, non credono al fattore C. Per loro il segreto del successo sta nel fattore K. Niente "fortuna", dunque, quel che conta per sfondare con una Suv oggi è la compattezza, quella kompaktheit, che chiude la sigla della nuova GLK. Nella numerosa famiglia delle tuttoterreno Mercedes l'ultima nata non si distingue solo per le dimensioni più contenute ma intona una voce fuori dal coro anche dal punto di vista stilistico.

FUTURO PROSSIMO
L'impressione è che il designer abbia trovato l'ispirazione in un momento in cui aveva sottomano solo il righello e il risultato è una linea squadrata, pettinata con la riga in mezzo, tanto da sembrare più parente di alcune auto della GM (Opel e Cadillac, per esempio) che non una Mercedes Doc. A prima vista, più che bella, si può definire un tipo interessante. Questione di farci l'abitudine, forse. Intanto, stando alle indiscrezioni, pare che i modelli prossimi venturi della stella a tre punte seguiranno questa strada.

FALSA MAGRA A ben vedere, comunque, un lontano legame con la capostipite delle off-road della Mercedes, l'inossidabile Classe G, c'è. La discendenza si nota a livello soprattutto del cofano spiovente, del parabrezza impettito e del taglio da cruciverba dei finestrini. Una simile linea, con il portellone leggermente obliquo, fa sembrare tra l'altro la GLK ancor più compatta dei suoi 453 cm di lunghezza, mentre larghezza e altezza ammontano rispettivamente a 184 e 169 cm. Lo stile tutto spigoli si ritrova anche nell'abitacolo, con la plancia che è un tripudio di linee tese, che danno un'idea di solidità e sobria eleganza. La qualità delle finiture è buona, con elementi schiumati anche sui pannelli delle porte; le sbavature si contano sulle dita di una mano.

DONOMINATORE COMUNE Che la GLK sia un tipo quadrato si capisce anche guardata nel suo lato più nascosto, quello inferiore. Le sospensioni anteriori sono di tipo McPherson e quelle posteriorisono multilink, di sana e robusta costituzione. Il sistema di ammortizzamento è quello già noto chiamato Agility Control, capace di variare la sua risposta in base alle condizioni del momento. A fare da denominatore comune per tutta la gamma c'è inoltre un reparto trasmissione che sembra fatto apposta per esaltare la poliedricità e la versatilità di questa Mercedes. Tutti i motori sono abbinati al cambio automatico 7G-Tronic a sette rapporti, con funzioni Comfort, Sport e Manuale, e all'ultima generazione della trazione integrale permanente 4Matic, con ripartizione base della coppia motrice 45:55 tra le ruote anteriori e posteriori e un blocco di base tra i due assi di 50 Nm.

SCUSATE IL RITARDO Quanto ai motori, la gamma GLK si articola attorno a quattro versioni, due a benzina e due a gasolio. Quella candidata al ruolo di best-seller arriverà solo in un secondo tempo, a primavera del 2009. Si tratta della 220 CDI BlueEfficiency che eroga170 cv tra i 3.000 e i 4.200 giri e ha una coppia massima di 400 Nm tra i 1.400 e i 2.800 giri. Una volta su strada, simili valori si traducono in un tempo di 8,8 secondi nello 0-100, in una velocità di 205 km/h e in una percorrenza media di 14,5 km/litro.

AMERICAN SIZE Il resto della famiglia - in consegna a partire da ottobre, con un weekend porte aperte in calendario per i giorni 18 e 19 - non è proprio fedele alla moda imperante del downsizing, almeno secondo il metro di valutazione europeo. I tre V6 hanno cilindrata più vicina ai gusti yankee. L'altro turbodiesel è un tre litri che equipaggia la320 CDI ed è dotato di 224 cv a 3.800 giri, con un picco di coppia di 540 Nm stabili tra i 1.600 e i 2.400 giri (0-100 in 7,5", 220 km/h e 12,7 km/litro). Il più "piccolo" dei due benzina è a sua volta untre litri da 231 cv a 6.000 giri e da 300 Nm tra i 2.500 e i 5.000 (7,6 secondi, 210 km/h e 9,6 km/litro). Lo sportivone del gruppo è invece il 3,5 litri della 350, che ha 272 cv a 6.000 giri e 350 Nm tra i 2.4000 e i 5.000 giri (6,7 secondi, 230 km/h e 9,4 km/litro).

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DA 40.000 IN SU Quanto ai livelli di allestimento, la GLK 220 CDI sarà l'unica proposta in allestimento base. Quest'ultimo ha come dotazione standard, cerchi da 17", il clima automatico, l'Esp, i poggiatesta attivi, la radio con Bluetooth integrato e setta airbag. Così configurata, la 220 CDI anche l'unica a stare sotto la soglia dei 40.000 euro, a 39.900, per la precisione. A completare il quadro ci sono tre diversi livelli ulteriori. Il Chrome fa da entry level per le GLK V6 ed è dotato di cerchi da 19" e pacchetto off-road, con anche elementi di protezione neri . A seguire ci sono infine lo Sport, con vocazione più stradale e cerchi da 20", e l'Edition1, versione a tiratura limitata per il lancio tutta imbellettata, con di serie anche il volante AMG, i sedili in Nappa, il sistema di assistenza al parcheggio Parktronic. La punta di diamante del listino è proprio la 320 CDI Edition1, che costa circa 58.700 euro.

RASOTERRA La GLK ha un posto di guida capace di vestire tutti a pennello. Il merito va all'ampiezza delle regolazioni possibili. Il sedile, in particolare, può scendere molto in basso, cosa rara per una Suv, per la gioia degli amanti delle posture più sportive. Ilvolante fa la sua parte e si lascia sistemare di conseguenza, in altezza e in profondità. La disposizione dei comandi è razionale e, fatta la mano ad alcune scelte tipiche Mercedes (la classica leva del tergicristallo a destra non c'è, tutto è concentrato a sinistra), ci si trova a meraviglia. Anche chi viaggia dietro ha di che sorridere. Lo spazio a disposizione è buono in tutte le direzioni e lo schienale piuttosto inclinato regala un "effetto Business class" anche in economy.

MULTITASK Una volta in movimento si scopre che il fattore K ha benefici effetti anche sulla manovrabilità. Complice la buona visibilità e il ridotto raggio di sterzata, la GLK si muove con disinvoltura anche nello stretto, sfoderando una praticità degna di un coltellino svizzero. Tutto sommato a suo agio anche nei panni della cittadina modello, questa Mercedes dà il meglio però portata in spazi più aperti. Sulle strade extraurbane la GLK fila via liscia come l'olio con un filo di gas, con l'assetto Agility Control che fa bene il suo lavoro e incassa i colpi senza battere ciglio. Solo sulle buche secche in rapida sequenza può andare un po' alle corde ma si tratta solo di una rara eccezione a una buona regola.

SCARPE GROSSE, TENUTA FINA Nel misto, la GLK fa la sua onesta figura. Per onor del vero, occorre sottolineare che l'esemplare provato era dotato di cerchi da 20", principali artefici della notevole tenuta. Tuttavia la sincerità sembra una dote ben radicata, a prescindere dalla gommatura più o meno sportiva. Agendo su uno sterzo che non è un fulmine di guerra in fatto di rapidità, la GLK entra in curva senza tante esitazioni, specie se si pensa all'altezza del baricentro da terra e al peso, che oscilla tra i 18 e i 19 quintali.

SE RILASCI NON VALE Con simili caratteristiche è normale che la vettura tenda ad allargare un po' la linea impostata, specie se si cerca di condurre la traiettoria in rilascio o se si guida con eccessiva irruenza. Avendo invece l'accortezza di allungare un po' la frenata fino all'ingresso curva e di accelerare poi presto ma con dolcezza, la GLK diventa molto più divertente. In questo modo, infatti, la trazione integrale 4Matic, tira per il bavero la Suv di Stoccarda, rendendo la chiusura della traiettoria più pulita e la guida più redditizia.

BALLA IL TWIST La trazione 4Matic esce a testa altissima anche dal fuoristrada. Alla faccia della sua aria precisina e del suo ruolo di starlette di "Sex and the city", la GLK non si tira indietro nemmeno se le si chiede "ballare" i twist più audaci nell'off-road vero. Con cerchi da 17" e gomme "all weather", la piccola Mercedes s'inerpica per pendii scoscesi e infangati con una motricità sorprendente. I limiti strutturali a un impiego estremo sono rappresentati solo dagli angoli di attacco e di uscita non molto spinti (rispettivamente 23 e 25°) e dalla relativa facilità di "toccare sotto", con un'altezza minima da terra di 187 mm e un angolo di dosso di 19°. Tuttavia nessuno degli acquirenti della GLK probabilmente se ne accorgerà mai, a meno che non si esibisca nei passaggi spettacolari che si vedono nella gallery.

SCELTA COL CUORE Quanto ai motori, anche se a fare la parte del leone nella raccolta ordini sarà il turbodiesel 2.2, è difficile restare insensibili al fascino del V6 3.5 sempre a gasolio. Potendo scegliere con il cuore e con il piede destro piuttosto che con la testa e con il portafoglio, sarebbe questa la GLK preferita. Il V6 spinge con una regolarità encomiabile, senza picchi o cambi di umore. Che si vada a passeggio o si voglia guidare con il coltello tra i denti, questo CDI fa sempre il suo dovere.


Pubblicato da Paolo Sardi, 25/07/2008
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