Autore:
Stefano Cordara


EVO-LUTO
Una piccola parolina "EVO" piazzata sulla fiancata sta a significare che in Sym hanno molta attenzione per la loro clientela. Fin dal suo debutto sul mercato italiano, la casa taiwanese ha sempre mostrato un'ottima capacità tecnica nella produzione di scooter. Con l'HD l'obbiettivo di Sym era chiaro: buttarsi nel segmento dei ruota alta cosiddetti economici, rosicchiando se possibile quote di mercato al gigante Honda SH.

L'ITALIA CONTA L'HD si è subito rivelato un buon prodotto, dal design semplice ma pulito e dall'ottimo rapporto qualità prezzo. Unica nota dolente (rilevata anche nella nostra prova su strada) l'impianto frenante un po' sottotono. Detto, fatto, su suggerimento della filiale italiana (molto ascoltata dai vertici Sym, l'Italia è uno dei mercati più importanti) ecco che arriva la versione EVO del ruota alta taiwanese, che aggiunge un disco, migliora la dotazione e al tempo stesso subisce un moderato restyling.

QUALITÀ AL GIUSTO PREZZO Non rimpiazza il precedente, che resta in listino ad un prezzo ancora più interessante ma lo affianca e nonostante la dotazione sia allineata la concorrenza più evoluta (SH e Sportcity per citare i due principali competitor) il prezzo resta ben più che invitante: 2965 €, meno di Aprilia e Honda, e superiore solo al Kymco People S 200 che però è meno dotato tecnicamente (motore a due valvole raffreddato ad aria, freno posteriore a tamburo).


PIÙ EUROPEO
Il restyling subito dall'EVO è convincente, il Sym ha perso la connotazione di scooter del Far East, per presentarsi più moderno e vicino al gusto europeo; la nuova calandra (sempre cromata) e il nuovo faro hanno un aspetto più gradevole e sul manubrio compare un cupolino che, nel suo piccolo, aiuta a vincere la forza del vento. Elegante e ottimamente rifinito, l'HD non mostra il fianco a critiche quanto a finiture, certo qualcuno potrebbe trovare un po' povera la strumentazione (solo l'indispensabile terna tachimetro/termometro/livello carburante e tre spie, manca il parziale ma c'è l'orologio) ma non è che i concorrenti offrano molto di più.

CURATO NEL DETTAGLIO La voglia di creare un prodotto di qualità da parte dei Taiwanesi si nota anche da molti particolari: come il braccio della sospensione posteriore in alluminio pressofuso o nel tappo del serbatoio esterno che consente di fare rifornimento senza sollevare ogni volta la sella.

VANO VERO Notevole anche la ricerca di spazio nel sottosella. Il Sym non offre il cassettino nel retroscudo, ma il vano sotto la sella è capace di ingoiare senza problemi un casco jet con visiera lunga (come il Nolan N42 nella foto in gallery). Tecnicamente l'HD recita a memoria la ricetta vincente per questo genere di mezzi, ruote da 16 pollici, pedana piatta sellone comodo anche per due. Il motore quattro valvole e con raffreddamento a liquido (Euro 2) conferma, per ora, l'alimentazione a carburatore, ma si rivela senza dubbio uno dei punti di forza dell'HD.


MOTORE QUATTRO VALVOLE
Nonostante la cilindrata non sia piena (è un 171 cc) il piccolo monocilindrico dimostra subito ottime prestazioni sia velocistiche sia in accelerazione e conferisce all'HD un temperamento quasi sportivo. Soprattutto si percepisce un'ottima coppia che aiuta il Sym spuntare veloce al semaforo. Davvero un'ottima unità (forse solo un po' troppo rumorosa di aspirazione) che tra l'altro si accompagna ad una trasmissione calibrata perfettamente sulle sue caratteristiche (il motore non gira alto ma spinge subito) e del tutto esente da strappi o slittamenti anomali.

UN TIPO BRILLANTE Lesto alla partenza, il ruota alta Sym si distende subito in un buon allungo e senza nemmeno bisogno di lanciarsi troppo la lancetta del tachimetro arriva a superare i 120 orari indicati, che diventano quasi 130 con la complicità di qualche scia autostradale frangente in cui il Sym non si trova a disagio mostrando insensibilità alle turbolenze dei veicoli più veloci e una buona stabilità.

BEN FATTO La buona qualità dell'HD si nota anche dagli assemblaggi che appaiono curati ed esenti da scricchiolii fastidiosi anche quando si affrontano chilometri di pavè, situazione dove l'HD si comporta bene anche quanto a sospensioni assorbendo senza problemi le imperfezioni del manto stradale. Solo gli ammortizzatori posteriori appaiono un po' rigidi ma nulla di fastidioso.


FRENI DOC
E finiamo con il capitolo freni, adesso l'impianto dell'HD è da primo della classe, il disco anteriore resta da 220 mm, ma la pinza adesso è a doppio pistoncino e il tamburo posteriore è stato rimpiazzato da un disco anche lui con pinza a doppio pistoncino. L'impianto non prevede sistemi integrali ed ha quindi comandi separati, ma il risultato è una frenata ottima per potenza e gestibilità su ogni terreno. Il posteriore, adesso, dà una gran mano e soprattutto arriva al bloccaggio solo se realmente sollecitato. Con questo ultimo intervento il Sym diventa davvero un concorrente agguerrito per i suoi rivali. Visto il prezzo e la qualità se pensate ad un ruota alta non vedo perché non prenderlo in considerazione.


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