Prova
Ducati Monster S4RS

Ducati Monster S4RS

Il massimo della Monster, anche nel prezzo, difende l'onore Ducati su strada e in pista nella categoria della Super Naked. Ha un motore cattivissimo e una ciclistica molto evoluta per tenere il passo con la concorrenza. Il Testastretta impressiona per la spinta ad ogni regime, ma la posizione di guida mostra ormai i segni dell'età.
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Autore:
Stefano Cordara

COM'E'
La storia dell'icona delle moto nude sembra correre parallelamente a quella di un'altra immortale, la Porsche 911, aggiornata di continuo ma sempre fedele alla linea originale per essere sempre riconoscibile al primo sguardo, puro con una tecnica sempre più moderna. Ancora una volta, quindi, Ducati è riuscita a ridare smalto ad un progetto che ogni anno tutti danno per spacciato ma che invece continua a mostrare ulteriori margini di sviluppo. L'ultima versione del best seller Ducati aggiunge un'altra consonante alla sigla che ormai diventa quasi un codice fiscale. Ma è evidente che chi ha deciso il nome ha pensato che serviva esagerare fin dal nome per dare da subito l'idea dell'oggetto.

STESSA BASE La base non cambia e resta fedele all'impostazione vincente di 13 anni fa, solo di recente si è aggiunto il forcellone monobraccio a fare da contorno al classico traliccio. Tra i tubi del telaio sono passati motori di ogni potenza, l'ultimo arrivo è sicuramente il più eclatante. Perché il cuore della S4RS è il motore della 999, il Testastretta qui in configurazione da 130 cv dichiarati (che al nostro banco sono anche di più!). In effetti, qualche cavallino in più ci voleva per colmare la distanza tra le avversarie più agguerrite come KTM SuperDuke, Triumph Speed Triple, Brutale 910 e l'ultima, cattivissima, Aprilia Tuono, ma soprattutto ci voleva una nuova dotazione tecnica che tenesse testa a quelle sempre più sofisticate della concorrenza.


TESTA INCORNICIATA
Già guardando questa ultima versione sembra che in Ducati abbiano centrato l'obbiettivo. Il Testastretta fa una gran bella figura tra i tubi d'acciaio del telaio, e farà rimpiangere a qualche possessore di 999 la possibilità di vederlo così nella sua interezza. Carrozzato con un coprivalvole in carbonio, questo bicilindrico non ha bisogno di presentazioni visti i titoli dei mondiali Superbike che porta in dote. Nella versione nuda ha un nuovo radiatore per ottimizzare il raffreddamento senza carenatura, oltre a un nuovo airbox e al corpo farfallato dedicato. A sfogare tutta la sua potenza ci pensano poi i due scarichi sovrapposti Termignoni ormai segno distintivo di tutte le ultime Monster (introdotti dalla progenitrice S4R).

TELAIO PIÙ ROBUSTO Ma le novità introdotte dalla S4RS non finiscono certo con il motore. Il monobraccio in alluminio, (ormai un classico della serie S-R) è verniciato in nero, mentre il telaio, stato reso ancora più rigido per sopportare la maggior potenza, senza però variarne le quote caratteristiche.


SOSPENSIONI SVEDESI
La forcella a steli rovesciati, derivata dalla 999, è una Öhlins con steli rovesciati da 43 millimetri trattati al TiN per un maggior scorrimento. Inutile dire che tutto è regolabile in ogni direzione. Per trovare altri "organi" della 999 basta dare un occhio all'ammortizzatore posteriore dove si trova un altro elemento Öhlins regolabile in compressione estensione e precarico.

SUPERBIKE SENZA VELI L'impianto freni anteriore conta su pinza e pompa radiali Brembo e morde un disco da 320 mm e, anche se stiamo parlando di top di gamma, non deriva da quello adottato per la supersportiva di casa. Basta poi guardarla per bene per trovare un sacco di altri elementi racing come il radiatore dell'olio triangolare, il condotto del circuito di raffreddamento in alluminio e non in gomma e qualche etto di carbonio sparso qui e là tra parafango anteriore, cover dei silenziatori e paracalore dei tubi di scarico.

SALATA Qualche novità anche al look arriva grazie ai cerchi a razze a Y, più rigidi e leggeri, e ad una grafica dedicata che ripropone la banda grafica longitudinale, grigia per il nero, bianca per il rosso e rossa per un inedito bianco perlato, sicuramente il colore più attraente per questa Monster che non smentisce il nome che porta presentandosi con un listino elitario: 14.500 € chiavi in mano non sono certo pochi per una nuda, anche se dotatissima come la S4RS. BMW a parte, tutta la concorrenza diretta costa meno.


COME VA
La riconosci a occhi chiusi. Quando sali su una Monster è impossibile non capire che è lei. Perché cambiano i motori, cambia la ciclistica, ma la seduta resta quella di 13 anni fa, un po' anacronistica al giorno d'oggi con la sella bassa, e la posizione allungata. Le naked moderne sono più raccolte e caricate sull'avantreno, ma anche questo fa parte del carattere della Monster. Sempre ad occhi chiusi, basta poi tirare la frizione per avere la conferma. Sì è proprio una Ducati, con tanto di frizione-macigno e cambio preciso ma duretto a fare da contorno.

CHE GRINTA! Insomma la S4RS porta intatti i cromosomi di tutte le Monster, aggiungendo però la grinta esagerata del testastretta. I 137 cavalli all'albero trovati al nostro banco prova con una coppia massima di quasi 11 kgm effettivi la dicono lunga sulle prestazioni del nuovo Mostro Ducati. Prestazioni che non si fanno certo pregare per manifestarsi in tutto il loro fulgore. La S4RS è davvero cattivissima, quasi eccessiva nella guida cittadina o su strada (come peraltro molte delle ultime naked superpotenti). La reattività del motore alle sollecitazioni del gas è esagerata fin dai bassi regimi e come su tutte le Hyper naked di ultima generazione occorre fare un po' l'abitudine a certe reazioni, soprattutto quando il fondo non è perfetto e la ruota motrice perde aderenza con fin troppa facilità.


OCCORRE ESPERIENZA
E pensare che un tempo le naked erano moto tranquille! Adesso sono delle autentiche fabbriche di adrenalina che, almeno nelle versioni top richiedono una certa esperienza. La stessa che richiede la S4RS per essere sfruttata (ma di Monster ce n'è per ogni capacità) perché la ripresa è entusiasmante e il contachilometri sale dannatamente in fretta e in men che non si dica ci si trova a volare a velocità impensabili, solo che poi a volare sono anche i punti della patente. Non che non si possa andare piano eh?Con la S4RS si viaggia anche tranquillamente a fil di gas, ma certo lo stimolo a dare il gas con queste moto è sempre forte e presente.

PICCOLO MA FUNZIONALE Tra l'altro continua a sorprendermi l'ottimo lavoro svolto dal piccolo cupolino che, alla fine, riesce a deviare l'aria quanto serve per consentire di viaggiare in autostrada a velocità dignitose. L'assetto seduto della Monster si fa sentire anche nella guida tra le curve. Perché se il motore richiede assuefazione, la ciclistica della Monster è quella di sempre, facile e intuitiva, il baricentro basso conferisce alla nuda bolognese una gran maneggevolezza e una bella reattività nei cambi di direzione, a mio parere seconda solo a quella strepitosa della KTM Super Duke.


AGILE E SVELTA
Gli inserimenti in curva sono rapidi e veloci le Öhlins scorrono che è un piacere e, almeno fintantoche non si dà fondo al gas si gode di una moto ben equilibrata. Se invece si vuol vedere il fondocorsa dell'acceleratore, la prepotenza del motore soverchia la pur valida ciclistica.La moto tende a "sedersi" un po' sul posteriore e l'avantreno diventa piuttosto leggero, anche nelle marce alte, causando qualche piccola oscillazione al manubrio che credo però si possa risolvere facilmente lavorando di fino tra le mille regolazioni offerte dalle Öhlins.

MOTORE FORMIDABILE Certo che sto Testastretta è davvero formidabile, ha una erogazione impressionante fin dai bassi, ma è l'allungo a non finire mai. La spinta è sempre possente (quasi 8 kgm di coppia a 2750 giri!) ma è comunque oltre gli 8.000 giri che dà il meglio di sé. Superata questa soglia il Testastretta cambia addirittura voce e guadagna giri e cavalli in modo incredibile allungando fin oltre i 10.000 giri con una cattiveria impressionante e passando agevolmente i duecentosessanta indicati. Grandi prestazioni davvero, tenute a bada da freni di alto livello.


LEVA LONTANA
L'impianto tutto radiale Brembo ha come al solito forza e grinta da vendere con l'unica pecca di avere una leva che anche nella posizione più vicina è per me troppo lontana. Il freno posteriore come tutte le Ducati fa presenza ma poco di più, ma ormai anche a questo ci siamo abituati.

BENE IN PISTA Così come ormai siamo abituati ad avere poco spazio per il piede destro nella guida sportiva o in pista. Lo scarico alto vincola il piede ad una posizione obbligata e anche se la luce a terra è notevole si rischia di far la punta agli stivali dopo qualche turno spinto. Turni che la Ducati affronta volentieri, perché con la pista la Monster S4RS ha un certo feeling, la bagarre in circuito con lei è tutt'altro che fuori luogo, anzi con quel motore e quei freni ci si può anche togliere più di una soddisfazione.




Il grafico della prova al Banco

TAGS: prova ducati monster s4rs Un anno di test: tutte le prove moto del 2006

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