Autore:
Luca Pezzoni

MUSCLE CAR Il powerdome, la gobba sul cofano che fa spazio all'impianto di iniezione dedicato, non la trasforma in muscle car, ma è un indizio. Come il vapore che esce dai doppi tubi posteriori. Che si potrebbe, quasi, respirare a pieni polmoni. Una serie 7 superpotente? No.La targhetta Hydrogen spiega tutto. Ecco la prima berlin(on)a di serie a idrogeno.

LUNGA BMW, non è una novità, persegue da tempo la propria via all'idrogeno. Non le fuel-cell abbinate ai motori elettrici, come molti altri concorrenti, ma motori termici alimentati a idrogeno liquido. Il motivo di questa preferenza, secondo i tecnici di Monaco, è che la densità energetica dell'idrogeno liquido - misurata in base al volume - è superiore, di molto, a quella offerta dallo stato gassoso, con la conseguenza che l'autonomia di un veicolo azionato a idrogeno liquido è molto più alta. Capacità di ricerca e abilità motoristica sono indispensabili, ma dietro questa determinazione c'è anche un velato messaggio di marketing: "chi conosce meglio di noi i segreti dei propulsori, anche quelli di domani...?".

VIA BMW Sta di fatto che oggi BMW può vantare l'esclusiva della prima auto a idrogeno regolarmente prodotta, omologata e, prossimamente, disponibile in leasing. Da dove sono partiti? Dai 12 cilindri a V del 6 litri di casa e dall'ammiraglia in versione lunga, in modo da guadagnare spazio per l'accessoristica e il serbatoio supplementare posizionato sotto la cappelliera. Tanto che il divano posteriore è leggermente avanzato di circa 11cm, quasi come la versione corta. Ma il pegno si paga volentieri.

PER TUTTI I GIORNI La piccola correzione di rotta per usare da subito questa serie 7 "a vapore" riguarda proprio il motore bivalente. Invece che solo a idrogeno, il cui pieno consente un'autonomia di 200 km, la Hydrogen può muoversi pure con la cara e vecchia benzina. Un piccolo switch sul volante e il gioco è fatto. In buona sostanza, dentro i cilindri della bavarese idrogenata possono miscelarsi con l'aria sia la benzina sia l'idrogeno.

COME GLI AEREI Il new deal pulito non richiede neppure troppi sacrifici al pilota: le prestazioni, sono comunque brillanti. Certo, inferiori a quelle solite, complice anche il peso e un propulsore evidentemente addomesticato. In qualsiasi momento si passa da un carburante all'altro senza avvertire apprezzabili differenze. Niente panico quindi se il distributore all'idrogeno è lontano. Da Monaco si annunciano future versioni "soloidrogeno", si presume con prestazioni migliorate. E la tecnologia fuel-cell potrebbe dare comunque un aiutino sotto forma di una Auxiliary Power Unit, che sostituirebbe l'attuale batteria, offrendo una capacità molto più elevata e incrementando l'autonomia. Anche in campo aeronautico, del resto, si sta pensando di alimentare i servizi di bordo con fonti di energia rinnovabili e pulite. Per ridurre i consumi.

VAPORE ACQUEO Le emissioni sono il capitolo più interessante. Fa impressione pensare che un berlinone, a occhi di molti troppo potente e simbolo dello spreco, possa muoversi senza depauperare le risorse fossili del nostro pianeta. E senza inquinare. Ma qui carta canta: solo 5 grammi di anidride carbonica per chilometro quando un'auto normale ne produce 140! A fare da contraltare però c'è il capitolo finanziario, affrontato di sfuggita da BMW. Per la Hydrogen si parla infatti di una cessione in leasing con canone mensile di qualche migliaio di euro, che non sono pochini. Presumibilmente almeno all'inizio con alcuni testimonial famosi a tentare di creare il "trend".

PROBLEMINO Meglio quindi tornare alle note tecniche e addentrarsi, senza esagerare, nei dettagli della trasformazione. Primo problema: l'idrogeno ha una certa tendenza all'infiammabilità. Obbligatorio quindi rendere sicura, per tutti, la Serie 7 all'idrogeno, anche in caso malaugurato di incidente. Stesso problema, soprattutto psicologico, anche per la fase di rifornimento. Non farebbe piacere al cliente tipo dirigersi a teatro vestito in tight ed aver paura a fermarsi alla stazione di servizio.

SOTTOZERO Niente paura. Le cose sono state fatte per benino. Oltre al serbatoio di benzina ne troviamo un altro, con lo sportellino diverso dal solito. Che contiene i quasi 8 kg di idrogeno, opportunamente protetto e coibentato. Con un doppio strato di fibra di alluminio e di vetro a ridurre l'irradiazione di calore e assicurare protezione e il giusto raffreddamento. L'idrogeno diventa liquido ad una temperatura di 253 gradi. Sottozero.

SPAZIALE La sistemazione e l'alloggiamento del serbatoio avviene attraverso nastri in materiale plastico rinforzato con fibra di carbonio (CFRP) a bassa trasmissione di calore; il materiale e la tecnologia utilizzati, equivalgono, in termini di capacità isolante, ad una parete di 17 metri di polistirolo. Per fare un esempio se ci versaste del caffé caldo ci metterebbe 7 giorni a raffreddarsi. L'idrogeno quindi rimane al fresco, ma col tempo tende ad evaporare. Nonostante un impianto di recupero dei vapori dedicato, se lasciate ferma la BMW all'idrogeno con il pieno... dopo qualche giorno sarà quasi a secco. Consuma più a lasciarla ferma che a usarla!

INGRASSATA Oltre al serbatoio anche sospensioni e telaio sono stati rinforzati, come accade nella versione corazzata, per assicurare la giusta protezione al serbatoio, al sistema di alimentazione e alla sensoristica di bordo. E come conseguenza del peso extralarge (280 kg di "ciccia" aggiuntiva rispetto ai 2180 della versione a benzina) la Hydrogen porta con sé il correttore automatico d'assetto AdaptiveDrive, che abbina la stabilizzazione antirollio alla regolazione variabile degli ammortizzatori. Non manca anche il sistema telemetrico di ultima generazione per il controllo dei pneumatici. E sono stati utilizzati pannelli della scocca in composito di plastica e fibra di carbonio per alleggerire la silhouette e rispettare le normative di sicurezza.

ENDOTERMICO Anche il propulsore merita un approfondimento. Si tratta di un 12 cilindri bivalente, basato sul noto 6 litri Valvetronic bavarese. A rendere possibile il miracolo del funzionamento a idrogeno ci pensano le valvole di insufflazione nel collettore di aspirazione, il vero coniglio dal cilindro estratto dai motoristi bavaresi. Le valvole sono di dimensioni maggiori rispetto a quelle dei motori a benzina, di qui la gobba sul cofano. E lavorano con pressioni di sistema differenti e con tempi d'insufflazione dell'idrogeno gassoso sia molto lunghi sia molto brevi, nell'ordine dei centesimi di secondo. L'idrogeno brucia fino a 10 volte più rapidamente rispetto ai carburanti tradizionali.

NUMERI I numeri, seppur non eclatanti, sono da promozione: la potenza di 260 CV
si accompagna ad una coppia massima 390 Nm a 4.300 giri/min
. I 100 Km/h si raggiungono in 9,5 secondi, mentre la velocità massima di 230 km/h vienelimitata elettronicamente. Forse poco per un benzina a 12 cilindri, ma se si pensa che quando va a idrogeno da dietro esce solo vapore... L'autonomia complessiva viaggia sui 700 km (200 a idrogeno il resto a verde).

H2 All'interno, oltre alla spia H2 che segnala il funzionamento a idrogeno, si registra l'assenza del bracciolo posteriore. Ci sono invece molti sensori di sicurezza per rilevare eventuali fughe di carburante e una batteria aggiuntiva dedicata proprio al sistema di alimentazione e monitoraggio del serbatoio. Paga pegno anche il bagagliaio, ci staranno pure due sacche da golf, come dicono a Monaco, ma 225 litri sono pochini per una berlina lunga 518 cm. Una serie 3 diventerebbe una due posti secchi?

FAI DA TE È vero che si tratta dell'elemento più vecchio, più frequente e più leggero dell'universo. E che si iniziano a toccare con mano i primi risultati. Ma rimane ancora l'annoso problema delle stazioni di rifornimento. Oltre che della produzione "pulita" di Idrogeno, in attesa che vengano risolti questi dettagli possiamo dire che fare il pieno non richiede Master alla NASA. C'é un innesto dedicato per il rifornimento,ad accoppiamento ermetico alla pressione e alle basse temperature, attraverso il quale passa l'idrogeno liquido. Lo si avvicina come un erogatore tradizionale di carburante al tappo del serbatoio poi, dopo il blocco definitivo, servono meno di 8 minuti per un pieno. E neppure ci si sporca.

INDUSTRIALIZZATA BMW insiste molto sul punto, probabilmente a ragione. Si è passati dalla ricerca alla produzione industriale. L'auto viene prodotta nelle linee di produzioni standard a Dingolfing, insieme alle altre serie 7, 6 e 5. E conseguentemente gli standard di finitura, assemblaggio e affidabilità sono i medesimi delle altre auto con i colori della baviera sullo stemma. Il rispetto degli standard costruttivi ha portato con sé tutte le varie omologazioni del severissimo TUV. Insomma nessun timore, la berlinona teme incidenti o incendi come tutte le altre auto. Né più e né meno. Unica limitazione: non si può parcheggiare nei sotterranei.

FUTUR SYMBOL? Un'auto come la Serie 7 si può acquistare per molti motivi: è comoda, ben fatta, si può guidare senza rischiare di passare per l'autista. E fa "status". Ma da oggi c'é un motivo da aggiungere: va anche a idrogeno liquido. Per stare avanti.



LA SCHEDA TECNICA

Carrozzeria

Numero porte/posti

4/4

Lungh./largh./alt. (vuota)

mm

5.179/1.902/1.489

Passo

mm

3.128

Carreggiata ant./post.

mm

1.578/1.582

Capacità serbatoio

ca. l

74

Quantità accumulabile utile H2

ca. kg

7,8

Peso a vuoto

kg

2.460




Motore

Tipo/cilindri/valvole

V/12/4

Gestione motore

MED9 (H2 e benzina)

Cilindrata

cm³

5 972

Corsa/alesaggio

mm

80,0/89,0

Compressione

: 1

9,5

Carburante

Idrogeno/ROZ 98

Potenza

kW (CV)

191 (260)

a giri

min-1

5.100

Coppia

Nm

390

a giri

min-1

4.300

Pneumatici

245/50 R 18

Cerchi

da 18´´ (8J x 18 EH 2)




Prestazioni

Accelerazione 0-100 km/h

s

9,5

Velocità massima

km/h

230




Consumo ciclo UE

Totale benzina

l/100 km

13,9 (partenza in modo H2)

Totale H2

kg/100 km

3,6 (benzina
equivalente 13,3 litri)

Emissioni CO2 UE da benzina

g/km

332

Emissioni CO2 UE da H2

g/km

5





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