Autore:
Luca Pezzoni
Pubblicato il 28/09/2006 ore 00:01

GRAN BALLO Questione d'immagine. Questione di orgoglio. Per sedere senza complessi al tavolo degli eletti ad Audi mancava solo un piccolo particolare. Una supersportiva d'elezione. Una supercar in grado di convincere i palati fini con pedigree e tecnologia racing. E di far sognare tutti gli altri, quelli che poi, magari, si accontentano, si fa per dire, di una A3, o di una TT.

PERCORSO E l'avvicinamento nel segmento supercar, che si concretizza nella show room francese dove è sbarcata l'R8, è stato guidato da una strategia ben studiata. Prima Audi ha corso a Le Mans. E la gara l'hanno vinta davvero, cinque volte dal 2001. Poi ha presentato un prototipo che era, da solo, una dichiarazione di intenti. La R 8 Le Mans.

DALLA PISTA ALLA STRADA E ora, arriva la R8. Dal secondo semestre 2007 su strada, ma ordinabile subito. Una supercar chediscende dalla sorellastra vincente sulle piste. E dimostra la superiorità tecnologica Audi. Che, idealmente, raccoglie l'eredità della Auto Union Type C Grand Prix. Quanta strada é stata fatta dalle robuste ma polverose Audi anni 70...

URLO DI MUNCH Le linee sono quelle che già si conoscevano. Con il single frame a urlare aggressivo dal frontale, replicato ai lati da altre prese d'aria mostre. Poi il colore alluminio, le linee disegnate attorno alle ruote con un bel tetto basso e arcuato definiscono una presenza pistaiola. Confermata dalle fiancate tradizionalmente scavate da altre prese d'aria e impreziosite dalla finezza dei pannelli neri, dietro le portiere, che tagliano e spezzano la linea.

MOTORE CENTRALE Quasi a segnalare che da quel punto inizia la parte succosa. Con il motore centrale, un 4,2 litri, con 8 cilindri e l'iniezione diretta FSI. Con 420 cavalli e una grinta da turbo agli alti regimi. Ma soprattutto una propensione a girare alto, accompagnata da una coppia poderosa e spalmata lungo tutto l'arco di funzionamento. Coloro che non potranno mai averla potranno sbirciare tanta finezza meccanica dalla vetrata posteriore. Vista replicata anche dal cockpit per pilota e passeggero. Perché in fondo, chi paga, deve poter avere, o vedere, qualcosa in più.

QUATTRO A QUATTRO Il posteriore, aspetto cruciale per una vera supercar che si rispetti, visto che in pochi riusciranno a stare davanti,regala family feeling Audi ed emozioni da pista. Con le prese d'aria che bucano il pieno e gruppi ottici che, una volta illuminati, replicano e accompagnano una ideale immagine speculare dei quattro scarichi che sbucano ai fianchi dell'estrattore posteriore. Promessa di aerodinamica e tenuta di strada memorabili.

MISURE La taglia della R8, anche alla prova numerica, non lascia spazio a equivoci. Larga 1,90, lunga 4,43 e alta 1,25 metri. E soprattutto con una distribuzione dei pesi, che grava per il 44 percento all'anteriore e per il 56 al retrotreno. D'altra parte la bontà telaistica e progettuale doveva accompagnare i 420 cavalli del V8 (a 8250 giri) e i 430 Nm di coppia massima (tra i 4500 e i 6000 giri). Lo zero-cento si brucia in 4,6 secondi e la velocità supera di un chilometro orario il muro dei trecento.

R TRONIC Per snocciolare i cavalli sono a disposizione due cambi, un manuale a 6 marce per i nostalgici. E un doppia frizione automatico-sequenziale (con tecnologia shift by wire, battezzato R Tronic e discendente dalle vittorie a Le Mans) per chi vuole sentirsi un giorno pilota e l'altro cumenda.

MAGNETICA Ma la finezza vera, quella da appassionati, la R8 la regala alla voce telaio, tutto d'alluminio e, soprattutto, sospensioni. Che non solo sono a doppi triangoli come da sana tradizione sportiva. Ma, come optional, i palati fini potranno optare per l'Audi Magnetic Ride. In modo da avere in luogo degli ammortizzatori a gas quelli con fluidi magnetici e governati elettronicamente. Per una tenuta sempre magnetica i cerchi arrivano fino a 19 pollici e calzano dei 295/30. E la trazione integrale quattro completa l'opera.

COLONNE SONORE A quel punto, con il solito tastino magico, si potrà scegliere tra due setting per correre tra le curve. Immersi nel cockpit costruito attorno al pilota e rifinito a mano, in pelle e alcantara, nell'atelier Audi di Neckarsulm. Con una colonna sonora all'altezza, nel caso non bastasse il V8, garantita dall'hi-fi firmato Bang&Olufsen.

SENZA COMPLESSI Lusso, tecnologia e spirito racing. Lo si potrà raccontare al vicino di tavolo, spiegandogli che la R8 non ha davvero niente da invidiare alle altre supersportive. Anzi, ci hanno vinto pure a Le Mans.

 

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