Prova

Audi A6 Avant


Avatar Redazionale , il 09/02/05

16 anni fa - Più grande e più comoda che mai.

Più grande e più comoda che mai, la nuova A6 Avant arriverà in Italia a metà marzo, a prezzi compresi tra i 39.450 e i 68.750 euro. Cinque i motori al lancio, tra cui il nuovo V6 2.7 TDI che pare fatto apposta per spingere quest'Audi.

Benvenuto nello Speciale ENGINE OF THE YEAR 2008: DA 2.5 A 3.0 LITRI, composto da 20 articoli. Seleziona gli articoli di tuo interesse cliccando il sommario ENGINE OF THE YEAR 2008: DA 2.5 A 3.0 LITRI qui sopra, oppure scorri a fondo pagina la panoramica illustrata dell'intero speciale!
TAGLIO E PIEGA Ad alcuni potrà piacere (e tra questi ci sono anche io) ad altri magari no, ma c'è una cosa che è oggettivamente innegabile. La nuova Audi A6 Avant sembra appena uscita da un salone di bellezza: non ha neanche un pelo fuori posto e sfoggia una messa in piega perfetta. Il suo taglio è di quelli moderni ma non segna una svolta nello stile imperante a Ingolstadt. Più semplicemente ci si adegua.

SCELTA OBBLIGATA D'altronde non potrebbe essere diversamente. Negli ultimi tempi i designer Audi hanno già tracciato la strada da percorrere, introducendo elementi di design anche forti, come la calandra "a muso lungo" Single Frame. Cambiare rotta, per di più con un modello destinato a una clientela esigente e non sempre giovanissima, sarebbe stato avventato. La nuova A6 Avant non è comunque che una lontana parente del modello che rimpiazza, rispetto al quale sfoggia una linea molto più filante.

CITAZIONI DOTTE Se la parte anteriore ricopia lavorando di carta carbone il disegno della A6 berlina, per il resto i suoi designer hanno attinto a piene mani dalle forme delle altre più recenti proposte a quattro anelli, con la A4 e la A3 Sportback a guidare la fila. Le citazioni appaiono evidenti soprattutto nella fanaleria allungata ma anche il colpo d'occhio della fiancata ha un qualcosa di familiare.

SPILUNGONA Anche se in modo discreto, un elemento stilistico che dà slancio e personalità all'insieme è la doppia nervatura che solca la fiancata. Una prima corre tra i fari e le luci di coda, mentre una seconda sottolinea le porte e movimenta la parte bassa della coda. Simili artifici permettono a questa Audi di portare in giro con una certa disinvoltura e con grande eleganza un fisico imponente, certo più da giocatrice di basket che non da ginnasta.

SI E' STIRATA Lunga 493 cm, larga 186 e alta 146, la nuova A6 Avant ha così messo su una taglia ma la cosa non si nota molto, visto che buona parte della crescita è concentrata nella zona centrale, con il passo che è aumentato di ben 83 mm. A trarre beneficio dall'operazione stretching è innanzi tutto il bagagliaio, il cui volume utile arriva alla bella cifra di 565 litri con il divano in posizione eretta (sono ben 110 più di prima) e di 1.660 con il divano reclinato (+ 70 litri).

HA BUONI AGGANCI Tanto spazio in più, dunque, ma anche più sfruttabile. Gli ingegneri hanno sistemato ai lati del piano del bagagliaio due furbi binari lungo cui possono essere posizionati a piacere i quattro anelli cui si aggancia la rete fermabagagli. Agli stessi binari può essere fissata una barra telescopica opzionale in metallo che permette di dividere in due porzioni variabili lo spazio utile ed eventualmente, di bloccare più saldamente il bagaglio. Ma non è tutto: per stivare eventuali oggetti bagnati o sporchi o semplicemente per celare meglio alla vista qualcosa di valore, il bagagliaio è dotato di un doppio fondo sotto al quale si trova una vasca in materiale impermeabile e lavabile. Chiude il tutto un portellone la cui altezza di fine corsa può essere regolata a piacere.

TERZO INCOMODO Per i bagagli tutto ok, ma per i passeggeri? Possono stare tranquilli, all'Audi sanno bene che chi compra l'A6 Avant non vuole un cargo, bensì una nave da crociera. Anche loro hanno di che leccarsi i baffi per l'incremento del passo, che regala qualche centimetro in più a livello delle ginocchia e permette di stendere meglio le gambe. Lo spazio abbonda anche per la testa e in senso trasversale, tanto che tre rugbisti non faticherebbero a convivere sul divano se solo l'imbottitura fosse conformata in modo diverso. Stanti così le cose, invece, i due esterni stanno comodi, mentre il posto centrale non è proprio il massimo.

PRIMA CLASSE Per chi viaggia davanti la sistemazione è da cinque stelle, grazie soprattutto a sedili ben conformati e dall'imbottitura non troppo cedevole. La plancia ripropone il bel disegno a forma di 7 già portato alla ribalta dalla berlina, con la consolle centrale e il tunnel che rappresentano la prosecuzione ideale del pannello strumenti. Più luci che ombre anche per le finiture: tutti i componenti sono realizzati con buoni materiali e gli assemblaggi sono perfetti come in un puzzle di ottima qualità.

UNA PER TUTTI Nulla dà insomma l'impressione che l'Audi abbia avuto il braccino corto e abbia fatto le cose in economia. Ampia conferma viene anche dagli equipaggiamenti, davvero completi. Come prassi, l'allestimento della A6 è unico, anche se le dotazioni cambiano a seconda dei motori e si fanno più ricche per le versioni più potenti. Anche acquistando la base, non ci si sposa con pizza e fichi: di serie ci sono sempre infatti tra le altre cose, i cerchi in lega, il climatizzatore automatico bizona, l'Esp, il servosterzo elettroidraulico ad assistenza variabile, il freno a mano elettromeccanico, il sensore pioggia, quello delle luci e l'unità di comando MMI in configurazione basic, con schermo da 6,5" e sintolettore CD.

PAROLA D'ORDINE Tra gli optional di spicco meritano invece una citazione i dispositivi accomunati dall'aggettivo "adattivo". Si va dalle sospensioni intelligenti Adaptive Air Suspension, al regolatore di velocità munito di radar Adaptive Cruise Control che modifica la velocità in funzione della distanza di sicurezza, passando per i fari autodirezionanti Adaptive Light. Tra i gadget tecnologici ci sono poi anche il navigatore plus, il comando vocale per navigatore, telefono e CD charger e il telecomando per garage a frequenza radio programmabile.

2.4 V6 Quando nel weekend del 18 e 19 marzo la A6 Avant arriverà sul mercato, le motorizzazioni presenti in listino saranno cinque, tre a benzina e due turbodiesel, tutte rigorosamente Euro 4. Quanto alle prime, la versione d'accesso viene spinta dal "piccolo" V6 2.4 che eroga 177 CV a 6.000 giri e dispone di 230 Nm di coppia tra i 3.000 e i 5.000 giri. Quel che basta a portare quest'Audi a toccare i 226 km/h dopo essere transitata ai 100 in 9,2 secondi e far registrare un consumo medio di 9,9 litri ogni 100 km. La Avant 2.4 con cambio manuale a sei marce costa 39.450 euro, che diventano 41.800 per la versione con cambio multitronic e 42.600 per la quattro.

3.2 V6 FSI Lo step successivo è rappresentato dal V6 3.2 con iniezione diretta FSI, le cui curve di potenza e coppia hanno picchi a quota 255 CV (a 6.500 giri) e 330 Nm (a 3.250 giri). Con questa iniezione di birra la velocità massima sale a 250 km/h mentre resta stabile il consumo medio, che si attesta a 9,9 l/100 km. Scende invece il tempo in accelerazione, pari a 7,1 secondi. Con questo motore la A6 Avant può essere ordinata a due o quattro ruote motrici, con cambio manuale o tiptronic, a prezzi compresi tra i 46.450 e i 51.800 euro.

4.2 V8 In attesa di evoluzioni in senso sportivo (che non mancheranno, ci si può scommettere) la punta di diamante della gamma è invece Avant V8 4.2, abbinata solo alla trazione quattro e al cambio tiptronic e venduta a 68.750 euro. Accreditata di 335 CV a 6.600 giri e di 420 Nm a 3.500 giri, chiude la pratica 0-100 in soli 6,2 secondi e deve ricorrere al freno dell'elettronica per non superare i 250 km/h. Normale, quindi, mettere in preventivo più frequenti visite al benzinaio, con un fabbisogno medio di 11,7 litri per i classici 100 km.

2.7 TDI V6 La più attesa è però la nuova 2.7 V6 TDI, proposta in un'unica variante a due ruote motrici e con cambio manuale a 42.250 euro. Per lei l'Audi dichiara 180 CV tra i 3.300 e i 4.250 giri e 380 Nm tra i 1.400 e i 3.300 giri. Simili valori permettono all'A6 Avant di raggiungere (in Patria, ovviamente...) i 225 km/h e di scattare da 0 a 100 in 8,3 secondi. Il tutto con consumi capaci di strappare sorrisi a 32 denti anche al più tirchio degli scozzesi, con una sete di soli 7 litri ogni 100 km.

3.0 V6 TDI Ultima, ma non meno stuzzicante è la 3.0 V6 TDI che con i suoi 225 CV a 4.000 giri e i 450 Nm disponibili stabilmente tra i 1.400 e i 3.250 giri, resta una tra le turbodiesel più prestanti della categoria. Con questo motore la A6 Avant raggiunge i 100 km/h in 7,3 secondi e dopo adeguata spremitura del pedale destro arriva a toccare i 240 km/h. Da fare invidia a molte compatte i consumi medi, limitati nell'ordine degli 8 l/100 km. Questa A6 è a listino solo con trasmissione quattro a cambio manuale (47.000 euro) o tiptroinic (49.200 euro). Per entrambe è disponibile a richiesta il filtro antiparticolato, con un sovrapprezzo di 600 euro.

2.0 TDI Solo nella seconda metà dell'anno arriverà invece la piccola di famiglia, la 2.0 TDI. Le sue curve caratteristiche hanno i massimi a 140 CV e di 320 Nm, quanto basta per far scattare la pur massiccia A6 Avant da 0 a 100 in soli 10,6 secondi e per portarla a 205 km/h. Il tutto con consumi medi di appena 6,1 litri ogni 100 km. Per questa versione, realizzata con cambio manuale o multitronic, il prezzo è in via di definizione.

COME VA Viene davvero difficile pensare che qualcuno fatichi a trovare la posizione giusta. Con un perfetto allineamento dei pedali, del volante e dei sedili e grazie alle ampie possibilità di regolazione offerte dagli ultimi due, la A6 Avant asseconda anche chi ama guidare con posture da kamasutra. Qualche perplessità sorge al limite per la concentrazione di comandi sul tunnel centrale, che possono essere azionati con precisione solo togliendo lo sguardo dalla strada. Le cose migliorano con il passare dei chilometri ma l'affiatamento sembra a prima vista un po' laborioso da trovare.

UN AIUTO FA COMODO Ben più semplice è invece fare l'occhio agli ingombri esterni. Sulle prime bisogna mettere in preventivo qualche difficoltà a capire dove finiscano esattamente la coda e soprattutto il muso spiovente ma basta poca pratica per muoversi con discreta maestria in spazi stretti. In ogni caso, il consiglio è quello di ordinare la propria A6 con i sensori di parcheggio. Ma per i più svogliati esistono sempre i parcheggi a pettine...

VIA DI MEZZO L'habitat della A6 Avant non sono comunque certo né le rampe degli autosilos né i labirinti di vicoli dei borghi antichi. Quest'Audi ha la vocazione della maratoneta e ama i grandi spazi ben più della vita in cattività. L'assetto cerca di non deludere nessuno. Viene incontro soprattutto alle esigenze di chi vuol fare il pendolare da casello a casello tra due guanciali senza stroncare le velleità di chi è ossessionato dall'idea di mettere alla frusta tutti cavalli. Solo le buche secche restano un po' indigeste ma il comfort resta nel complesso regale.

FACILE PER TUTTI Le sospensioni anteriori sono indipendenti a quattro bracci mentre quelle posteriori hanno uno schema trapezoidale con un effetto autosterzante.Una simile soluzione regala alla A6 Avant una sorprendente agilità e un'ottima tenuta. Il peso elevato si fa sentire un po' nei rapidi cambi di direzione e quando si forza molto l'andatura, con l'A6 che tende man mano ad andare un po' per la tangente. Il controllo resta però sempre agevole, a prova di neopatentato, dato che per riportare l'Audi nel seminato bisogna fare semplicemente la cosa più istintiva e cioè sollevare il piede dall'acceleratore. Il limite è molto elevato e la stabilità è a prova di bomba. Anche nelle manovre più brusche e nelle situazioni di emergenza la coda segue docile la strada segnata dalle ruote anteriori e non tenta mai di imboccare percorsi alternativi.

ALTOLA' Buona parte del merito va all'assetto e alla taratura indovinata dell'Esp, che vigila e interviene in modo sempre molto discreto. Al punto che su asfalto asciutto ci vuole un palato sensibile per cogliere le differenze di comportamento tra la A6 a due ruote motrici e la versione quattro, limitate più che altro a una maggior motricità in uscita di curva e a una maggior neutralità d'assetto. I freni sono impeccabili per potenza e il loro intervento è dosabile con il contagocce, mentre entusiasma meno lo sterzo, leggerissimo in manovra ma un po' lento nel misto veloce.

LA COPPIA IDEALE Il motore con cui la A6 Avant fa registrare la migliore affinità di coppia è, manco a dirlo, il 2.7 TDI. Fluido, regolare e silenziosissimo, guadagna giri in progressione costante e assicura sempre la giusta spinta. Certo, se si vuole contare su rilanci fulminei, occorre talvolta lavorare un po' con il cambio ma per chi ha a cuore i punti della propria patente il problema è molto relativo. Il selettore si comporta comunque bene, ma un automatico potrebbe rappresentare un'alternativa azzeccata: peccato ci sia solo sulla Avant tremila.

LA TIGRE Tra i tre motori a benzina sarebbe fin troppo facile dire che il migliore è il V8, ma il prezzo non è esattamente popolare e lo mette un po' fuori mercato. Sornione come un felino ai bassi, questo motore spinge come un forsennato ai medi e allunga in modo imperioso, con un vocione baritonale che mette i brividi. Il suo temperamento rende quasi inavvertibile la flemma olimpica con cui in Drive scala i rapporti il cambio tiptronic. Nel caso occorra uno spunto rapido, meglio agire sulle levette al volante anziché seviziare l'acceleratore.

IL GATTONE Lo stesso consiglio vale anche nel caso del V6 3.2 che regala a sua volta alla A6 Avant uno spiccato carattere sportivo. Una sua caratteristica è la rapidità con cui sale di giri, producendosi in acuti che vanno al di là di quello che si aspetterebbe da un'elegantona come la A6. Il concetto di pugno di ferro in guanto di velluto sarà trito e ritrito ma merita comunque di essere rispolverato, vista anche la docilità a passo da parata...

L'OUTSIDER Da assoluto outsider, fa alla fine bella figura anche il 2.4. Nonostante la potenza sulla carta scarseggi, una volta su strada i cavalli che rispondono all'appello si dimostrano volenterosi e di razza e tirano il carro con buona lena. Certo, a pieno carico e in salita si rischia di pagare dazio, perdendo brillantezza, ma nella maggioranza dei casi il "cucciolo" di famiglia si dimostra all'altezza della situazione. In autostrada permette di tenere medie di tutto rispetto con consumi ancora accettabili. E scusate se è poco...


Pubblicato da Paolo Sardi, 09/02/2005
Gallery
Engine of the year 2008: da 2.5 a 3.0 litri
Logo MotorBox