Autore:
Salvo Sardina

ATTIMI DI TENSIONE Un piccolo momento di paura e tanto tempo perso ai box. Così Daniel Ricciardo chiude il day-2 di test a Barcellona: con un sesto tempo provvisorio – per quanto poco possa valere in questa fase precampionato – che comunque migliora notevolmente i rilevamenti cronometrici registrati ieri. Ma soprattutto con un testacoda ad alta velocità in fondo al lungo rettifilo dei box del Circuit de Catalunya. Il motivo? Il cedimento strutturale della sua ala mobile, che già nella giornata di ieri aveva creato più di qualche grattacapo agli uomini della Renault. Grattacapi che per il momento non sembrano invece impensierire la Ferrari, che lo stesso pilota australiano ha voluto eleggere come reginetta di questa prima due giorni di prove al Montmelò.

“TROPPO VELOCE” La proverbiale voglia di scherzare, in realtà, non manca neppure in una delle prime apparizioni con la Losanga, proprio mentre la “sua” Red Bull macina chilometri su chilometri senza apparenti difficoltà con il nuovo propulsore Honda. “La rottura dell’ala? Forse – ha esordito Ricciardo pochi minuti dopo aver lasciato il sedile al compagno Hulkenberg, impegnato in pista nel pomeriggio – ero io che andavo troppo veloce!”. Messa da parte la solita ironia, l’australiano ha chiarito quanto accaduto sulla sua R.S.19: “Anche i pezzi del Drs sono totalmente nuovi, quest’anno c’è un maggior guadagno quando apri l’ala mobile. Non ne conosco bene il funzionamento dal punto di vista aerodinamico, ma forse si crea una maggiore pressione in rettilineo ed è da questo che è scaturito il problema. Non ho visto nello specchietto di aver perso il pezzo di ala posteriore e non ho capito esattamente cosa stesse accadendo in quel momento. Mi sono girato, ma sono contento di non essere finito contro le barriere. Abbiamo perso un po’ di tempo in mattinata, ma è anche a questo che servono i test”.

SVILUPPI INCORAGGIANTI Già, è proprio per questo che servono i test. Ma anche per iniziare a comprendere il funzionamento della monoposto che poi sarà la compagna di viaggio dei prossimi nove mesi. Ed è in tal senso che, nonostante il tempo perso in mattinata, le prime impressioni di Ricciardo sono tutt’altro che negative: “In realtà, fino a ora siamo andati in modo conservativo e non sappiamo qual è la potenza che potremo davvero esprimere. Stiamo ancora imparando, facendo tutte le cose che solitamente vengono fatte durante i test. Però le sensazioni sono piuttosto buone fino a questo momento e non ho particolari preoccupazioni. Ho anche provato un long run e, anche se non l’ho completato, devo dire che le indicazioni avute sono state incoraggianti. Ho sentito la macchina piuttosto bene, anche nella gestione delle gomme nonostante le temperature un po’ fredde dell’asfalto. Ovviamente i miei punti di riferimento sono quelli della Red Bull dello scorso anno, ma in generale le caratteristiche della vettura mi sono sembrate incoraggianti”.

FERRARI? MESSAGGIO FORTE Impossibile anche per Daniel sottrarsi all’argomento principe di questi primi due giorni di attività al Montmelò: la solidità di una SF90 sin da subito affidabile, per non parlare banalmente dei tempi segnati da Vettel e Leclerc. “Ho visto i giri che ha fatto la Ferrari – ha aggiunto Ricciardo – e devo dire che sono stati piuttosto veloci. Ma anche lo scorso anno erano stati rapidi nei test, mantenendosi competitivi per tutta la stagione. Quindi credo che anche nel 2019 saranno lì davanti, vederli in cima non è certo una sorpresa. È vero però che, a livello di prestazioni, stanno lanciando un messaggio forte. Gli altri? Per il momento è difficile capire, anche perché non è chiaro neppure chi utilizza il Drs e chi no…”. La dura vita nei giorni di test.

Le foto sono di Andrea Lorenzina e Stefano Arcari - PLAN image


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