Toyota ha deciso di mantenere chiusi gli impianti interessati dal terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito il Giappone il 28 luglio scorso.
Produzione sospesa dopo il sisma
La misura riguarda tre stabilimenti situati sull'isola di Kyushu: si tratta delle fabbriche di Miyata, Kanda e Kokura, dove l'azienda ha scelto di sospendere la produzione fino alla fine della settimana. Secondo quanto riportato da Automotive News, la decisione è stata presa per monitorare l'evoluzione della situazione e verificare le condizioni degli impianti (leggi la notizia su Automotive News).

Impatto sulla produzione
Lo stabilimento di Miyata rappresenta uno dei principali siti produttivi del gruppo, con una capacità annua di 430.000 veicoli. Una sospensione di tre giorni potrebbe tradursi in una mancata produzione di oltre 5.000 veicoli. L'azienda sta valutando misure per minimizzare l'impatto sulla catena produttiva e recuperare i volumi una volta ristabilite le normali condizioni operative. Nello stabilimento vengono assemblati i modelli ES, UX, NX e RX, destinati al marchio di lusso Lexus.

Effetti sulla filiera automobilistica
Kyushu rappresenta un importante polo manifatturiero dell'industria automobilistica giapponese. Oltre agli impianti Toyota, anche alcuni fornitori stanno affrontando danni localizzati alle infrastrutture. Tra questi figura il costruttore Aisin, noto per i cambi automatici, che ha fermato le attività, mentre Ahresty, specializzata in componenti in alluminio pressofuso, ha sospeso la produzione per effettuare verifiche tecniche. L'epicentro del sisma è stato localizzato a circa 150 chilometri a sud del principale distretto produttivo dell'area.

Gli altri costruttori e le prospettive
Anche altri costruttori monitorano gli effetti del terremoto. Nissan ha comunicato che gli impianti della regione continuano a operare regolarmente, mentre Honda ha esteso la chiusura del sito motociclistico di Kumamoto. Parallelamente, Renesas ha fermato due impianti di semiconduttori, riaccendendo l'attenzione sul rischio di una nuova carenza di microchip.
La ripresa delle attività è prevista dopo il 31 luglio 2026, ma dipenderà dalle condizioni della rete di fornitori e delle infrastrutture. Per Toyota la priorità resta la tutela dei dipendenti, mentre i clienti di tutto il mondo in attesa dei modelli Lexus potrebbero subire ritardi nelle consegne.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.





