Avanti un altro, un altro SUV col distintivo Kia sul petto. A questo giro full electric, misure ''centrali''. Ciao EV5, cosa ci racconti?

EV5 è l’ennesimo tassello di una famiglia ormai sterminata, ma è anche uno dei più importanti: perché entra nel segmento C-SUV, quello che in Europa fa i numeri veri (sì, in Europa anche numeri ''elettrici'': non esistiamo solo noi italiani, per le Case auto).
In altre parole, EV5 è quello che Sportage è stato (ed è) per Kia nel mondo termico: il modello giusto, della taglia giusta, per convincere chi non vuole estremi, ma nemmeno compromessi.
Un’auto pensata meno per stupire e più per accompagnare, con calma elettrica, la quotidianità.

L'ho vista, l'ho guidata, l'ho ascoltata, l'ho un po' maltrattata e il verdetto preliminare è condensato in queste poche righe.
EV9 in scala: il design esterno
Non cerca, EV5, di sembrare un SUV sportivo a tutti i costi. È squadrata, solida, molto “SUV”, con un family feeling chiarissimo con EV9: frontale verticale, firma luminosa “Star Map”, fiancate pulite e un montante posteriore importante, quasi da... fuoristrada urbano.
Le cifre che contano, cioè le misure:
| Lunghezza | 4.615 mm |
| Larghezza | 1.875 mm |
| Altezza | 1.715 mm |
| Passo | 2.750 mm |
Dimensioni che collocano EV5 nel cuore del segmento C-SUV, molto vicina a Sportage per ingombri, ma con proporzioni più verticali e “pulite”, tipicamente da elettrica progettata fin dall’inizio come tale.
I cerchi vanno dai 18 ai 20 pollici a seconda delle versioni, e fanno la differenza nel carattere: più razionale sulle versioni base, decisamente più scenografica su GT-line e GT (coming soon).
Nel complesso, EV5 riesce in un esercizio non banale: essere moderna, senza sembrare futuristica a tutti i costi. Un pregio, soprattutto per chi l’auto la deve vivere ogni giorno.
Salotto elettrico: gli interni
Aprendo la porta afferrando l'elegante maniglia a filo, comprendi come Kia EV5 punti forte al comfort, prima che all’effetto wow.
L’abitacolo è ampio, arioso, con una plancia orizzontale dominata dal grande pannello curvo tripartito che integra strumentazione (12,3 pollici), infotainment (12,3 pollici) e comandi clima (5,3 pollici).
Stile boxy (cioè pareti verticali), piattaforma elettrica (cioè piatta piatta), uguale spazio spazio spazio anche per chi siede in seconda fila: un metro cubo a testa può bastare?
Il bagagliaio contiente 566 litri, mentre i sedili posteriori completamente abbattibili creano una superficie di carico lunga fino a due metri. Tradotto: weekend, bici, traslochi leggeri, tutto quanto senza essere campioni di Tetris.

Si diceva del comfort: sedile guida con funzione massaggio, supporto lombare regolabile, riscaldamento e ventilazione, relax mode (schienali anteriori totalmente reclinabili, supporto per le gambe)... In marcia, o in sosta, un posticino dove corpo e mente si sentono a casa.
Un ultimo appunto sui materiali, tanti dei quali riciclati (PET, bioschiume, vernici senza BTX), ma senza quella sensazione di “eco-punitivo” che a volte accompagna gli interni sostenibili. Ah, plastiche cruscotto differenti lato guidatore e passeggero: Opposites United anche dentro.

Sì, insomma, l'immagine del “salotto su ruote” non è solo marketing: EV5 invita proprio a rilassarsi, a non mettersi in modalità fuggi o combatti.
Fluida, rilassante, elettrica: alla guida
EV5 nasce sulla moderna piattaforma E-GMP a 400V e si sente. Non tanto per lo scatto bruciante (che comunque non manca: 0-100 km/h in 8,4 secondi), quanto per la fluidità generale.
Al lancio, powertrain da 217 CV e 295 Nm (trazione anteriore): una combinazione equilibrata, considerando un peso di 2,1 tonnellate.

Anche l'assetto è più orientato al comfort, che non alla sportività. Le sospensioni filtrano un gran bene e invitano a guidare pulito, più che a guidare forte.
La frenata rigenerativa è modulabile su tre livelli e ''intelligente'': il sistema legge la strada e il navigatore, adattando frenata e rallentamenti. Funziona davvero, soprattutto in città e nel misto.

E una volta preso il ritmo con l'i-Pedal 3.0, si guida quasi sempre con un piede solo.
Con una batteria da 81,4 kWh, l’autonomia WLTP arriva fino a 530 km, mentre la ricarica rapida 10–80% richiede circa 30 minuti. Numeri non certo rivoluzionari, ma che garantiscono un grado di serenità... sufficiente.

Tecnologia
Un passo indietro all'esperienza tecnologica di bordo. Il cosiddetto ccNC (Connected Car Navigation Cockpit) include aggiornamenti OTA, navigazione online con dati in tempo reale, integrazione Google POI, assistente vocale con AI generativa di ChatGPT, etc.
Pochi pulsanti fisici, interfaccia pulita (e clima trizona) e chicche come Digital Key 2.0, riconoscimento delle impronte, impianto Harman Kardon...

Tutto molto chic, tutto molto pulito. Forse, un po'... ''freddo''?
Sicurezza e ADAS
Qui Kia gioca in casa: Highway Driving Assist 2 con rilevamento mani sul volante, Smart Cruise Control 2, assistenza parcheggio avanzata, anche da remoto, insomma una suite ADAS completa e ben calibrata (finalmente).
Tutto quanto, di serie.
Versioni e prezzi
Una volta al completo, la gamma Kia EV5 sarà articolata su cinque allestimenti, quattro dei quali già a listino e regolarmente ordinabili da gennaio 2026:
Air: da 44.750 euro
Earth: da 47.750 euro
GT-line: da 49.750 euro
GT Line Lounch: da 53.300 euro
GT (in arrivo): bi-motore a trazione integrale
Sul configuratore online di Kia trovi tutti i riferimenti circa accessori, pacchetti opzionali, etc.
In generale, diciamo che i prezzi si posizionano nella media del segmento, senza follie ma nemmeno dumping aggressivo.
A proposito: le concorrenti non mancano di certo. Tipo quelle elencate qui sotto:
Tesla Model Y
Volkswagen ID.4
Skoda Enyaq
Hyundai Ioniq 5
Peugeot e-3008
Nissan Ariya
etc.
Considerando che in Italia quello dei SUV medi elettrici è ancora una nicchia (benché in espansione), si prepari Kia EV5 a... sgomitare senza tanti complimenti.

In conclusione
EV5 non vince sulla carta con un singolo colpo spettacolare. Vince per equilibrio. È l’elettrica che non vuole cambiare il tuo modo di vivere l’auto, ma semplicemente elettrificarlo. Un po’ come Sportage ha fatto per anni.
E forse è proprio questo il suo punto di forza più filosofico: non promette rivoluzioni, ma una... matura normalità elettrica.






















