Autore:
Federico Maffioli

QUOTAZIONI ALLE STELLE Al Mugello, la gara di casa della Rossa di Borgo Panigale, Jorge Lorenzo Sabato sfiora la pole per soli trentacinque millesimi e Domenica taglia primo il traguardo in solitaria a più di sei secondi dal compagno di squadra, girando come un metronomo su un passo inarrivabile per tutti gli altri e siglando la sua prima vittoria in sella alla Rossa, tutta di merito senza “aiutini dal pubblico”. Davvero un gran risultato, che se letto anche sotto un altro punto di vista vale al quadrato: questo successo farà sicuramente da volano alle quotazioni di Jorge Lorenzo, eccezionale biglietto da visita da portare in dote ai nuovi sponsor (Petronas) per convincerli definitivamente ad investire sul cinque volte iridato per rimetterlo in sella alla Yamaha M1. Insomma, dopo un successo che farebbe pensare ad un possibile riavvicinamento tra Lorenzo e Ducati, il risultato è esattamente l’opposto, perché adesso che Lorenzo ha dimostrato di riuscire a vincere con la Ducati, le sue quotazioni vanno alle stelle ed in più, il maiorchino può lasciare la Casa italiana senza rimpianti. Tornando alla gara, per noi, un buon risultato di Lorenzo qui al Mugello non arriva inaspettato: la pista gli piace e la Ducati è di casa. Infatti la Desmosedici ha vinto per il secondo anno di fila e ieri ha fatto doppietta. Sentendo Lorenzo, la svolta c’è stata grazie alla nuova carenatura del serbatoio che gli ha permesso una posizione di guida meno affaticante, più concentrata sulla guida. Aspetto che suona vera a metà, perché sarà sicuramente vero che questa nuova soluzione sia servita, ma non il fatto, come ha dichiarato lui, che Ducati non gli l’abbia voluta dare (anche se visto come ha risposto l’anno scorso alla “mappa otto” un po’ di distacco di Ducati nei suoi confronti ci potrebbe anche stare). Semplicemente, tra i tanti tentativi fatti (un anno e mezzo di aggiustamenti infiniti della posizione in sella) l’ennesima soluzione provata ha finalmente funzionato. O meglio, ha funzionato qui al Mugello, dove si fatica, ma non ci sono tutti quelli stop and go di altre piste, più corte, più tecniche o più lente del tracciato italiano. Insomma, come si dice, la prova del nove di un Lorenzo tornato in versione “Martillo” l’avremo solo dalla prossima gara, quella invece di una Ducati vincente al cento per cento l’abbiamo avuta qui oggi, proprio con la vittoria di Jorge, perché ha dimostrato definitivamente che la Ducati 2018 sia la moto più competitiva del lotto, la migliore Ducati di sempre. Per Lorenzo al Mugello, per noi resta un dieci e lode in pagella seguito da 99 minuti di applausi!

SOTTO PRESSIONE Andrea Dovizioso chiude secondo il GP del Mugello, ma, per come ha vinto Lorenzo, l’impressione è che se avesse fatto qualcosa di più (una scelta diversa di gomme?) avrebbe anche potuto tagliare primo il traguardo. Di fatto per Dovi, nel giorno dello zero di Marquez, la missione è compiuta, perché venti punti iridati sono oro colato e adesso è quarto a 29 lunghezze dal numero 93. Non solo perché sul tracciato dove un anno fa è cominciato il suo sogno Mondiale, l’italiano si conferma un pilota diverso:  determinato, preciso, capace di reggere senza timori la pressione di una gara in cui tutti si aspettano tanto e, soprattutto, quella di dover fare in fretta un buon risultato dopo gli ultimi due zeri di Jerez e Le Mans. Ringraziando quel gran bel motore della Ducati che permette a Dovizioso di riuscire a tagliare secondo il traguardo davanti a Rossi per soli 259 millesimi, a Desmo Dovi, al netto della sconfitta nel box,  voto 8

ROCK STAR Valentino Rossi lascia il GP più giallo dell’anno con una pole ed un terzo posto finale, dimostrandosi il solito inossidabile ed infinto talento di sempre, anche se in sella ad una Yamaha che non è proprio la più competitiva degli ultimi anni. Al Mugello è sua la prima delle moto di Iwata sotto la bandiera a scacchi, sul podio dopo aver lottato fino all’ultimo decimo prima del traguardo con la stessa grinta di sempre. C’è poco da dire: Valentino Rossi è una vera rockstar e vederlo davanti al suo pubblico lascia pochi dubbi su questo fenomeno tutto italiano. Adesso il numero 46 è secondo in Campionato a meno 23 punti da Marquez, posizione che durerà poco, ma intanto per lui voto 9

BELLA GARA Andrea Iannone chiude quarto il sesto GP del 2018 mettendo il sigillo su una competitività eccezionale ed un anno dal sapore totalmente diverso da quello passato. Ok, l’italiano non sale sul podio, ma al Mugello è stato sempre tra i protagonisti, in lotta come un leone per tutta la gara e davanti (in volata per 25 millesimi) al suo compagno di squadra. Insomma, Iannone continua a dimostrarsi motivato e competitivo, ma in Suzuki hanno già deciso di farlo andar via. Non sarà tra le persone più facili da gestire quando le cose non vanno per il verso giusto, ma per noi non rinnovargli il contratto è una gran stupidata! Al nostro The maniac nazionale, al netto di qualche errore di troppo dovuto più al calo delle gomme che ad una guida sbagliata, voto 8,5

TORNO SUBITO Marc Marquez in Italia colleziona il suo secondo zero di questa stagione e regala diversi punti iridati ad Andrea Dovizioso&Co. (non più di venti perché per noi Lorenzo avrebbe vinto comunque). Per questo lo spagnolo non guadagna la sufficienza, ma per come sta guidando quest’anno, l’impressione è che Marquez tornerà presto davanti. La Honda degli ultimi anni non ama questo tracciato e l’errore di Marc non è stato poi così grave, per lui voto 5

CONCENTRATO Cal Crutchlow chiude sesto una gara partita dall’ottava casella, piazzando la sua Honda prima tra quelle al traguardo. Insomma, su una pista poco amica della moto di Tokyo (vedi caduta di Marquez e qualifiche di Pedrosa) l’inglese resta concentrato e raccogli più di quanto ci saremmo aspettati. Per lui voto 7,5

QUASI FATTA Danilo Petrucci non riesce a centrare la top five nella gara in cui la Rossa fa doppietta, ma il bilancio per l’italiano non è negativo perché il numero nove resta tra i protagonisti di questo Mugello, al netto della settima posizione finale. Anche se fa la stessa scelta di Lorenzo a livello di gomme, Petrucci si trova presto a fare i conti con i problemi di usura e questo fa riflettere sul fatto che anche Dovizioso, probabilmente, con gomme diverse difficilmente avrebbe potuto battere uno Jorge Lorenzo così indiavolato. Ci mette grinta e carattere e l’impressione è che il contratto con la Ducati sia ad un piccolo passo, per lui voto 7

GESTIONE SBAGLIATA Maverick Vinales inizia bene il weekend di gara conquistando la prima fila dello schieramento, ma in gara parte male ed è costretto ad un recupero che usura le gomme e lo costringe a doversi accontentare dell’ottava posizione finale. Al Mugello Vinales non sfrutta una buona occasione e questo gli costa anche il sorpasso in Campionato del compagno di squadra. Per lui voto 4,5

DEMOTIVATO Dani Pedrosa lascia il Mugello con il suo peggior risultato degli ultimi anni: ventesimo al via e fuori dai giochi in gara (incolpevole) dopo solo due curve. Cosa gli sia successo? Resta un mistero, perché è vero che qui lo spagnolo non è mai stato tra i migliori e la Honda non ama il Mugello, ma così male (è il terzo zero che colleziona in sei gare) non è proprio da lui. Che in Honda gli abbiano dato il ben servito e l’impatto psicologico ci abbia messo del suo? Per noi resta un pilota fortissimo e qui, visto che non c’è praticamente mai stato è un 4 in pagella. Forza Dani! Torna presto perché il Mondiale ha bisogno del tuo talento!  

TUTTI GLI ALTRI Alex Rins, prende paga dal compagno di squadra in una gara iniziata male e corsa in crescendo, dietro a Iannone, ma davvero per un soffio voto 7Alvaro Bautista, dopo il quinto posto del 2017, chiude nono quest’anno, la Ducati c’è ma anche lui ci mette del suo, voto 7,5; Johann Zarcò, letteralmente sparito, dal Venerdì alla Domenica, delude e non poco, voto 4; Jack Miller, sotto le aspettative e la sua gara dura poco più di un giro, voto 4; Pol Espargarò, il migliore degli ufficiali Ktm, ma è una magra consolazione, voto 5,5; Franco Morbidelli, ok i problemi della Honda, ma dopo aver centrato la prima Q2 chiude quindicesimo sotto il traguardo, ci aspettavamo di più, poco, ma di più, voto 5.


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