Autore:
Giulio Scrinzi

SEASON REVIEW L'ultimo appuntamento in cui abbiamo visto i protagonisti della MotoGP darsi battaglia in pista è stato il round tedesco del Sachsenring, dove ha trionfato lo spagnolo Marc Marquez che, ora, si trova in testa al Campionato con 129 punti. I suoi avversari, però, gli sono in scia e non hanno alcuna intenzione di lasciarlo scappare: Maverick Vinales ha solo 5 lunghezze di svantaggio, Andrea Dovizioso una in più, mentre Valentino Rossi li segue con dieci punti di margine dalla vetta. E non dimentichiamoci di Daniel Pedrosa, quinto in classifica con 26 lunghezze di gap dal suo compagno di squadra: la MotoGP, si sa, è imprevedibile e quindi anche lui è assolutamente della partita per il Titolo. Detto questo, andiamo ad analizzare come sono andati i primi 9 GP della stagione 2017.

ESORDIO VINCENTE Iniziamo dalle prime due gare, ospitate rispettivamente sul circuito di Losail e sul Termas de Rio Hondo argentino. Sotto il cielo stellato del Qatar ha subito brillato la stella di Maverick Vinales, capace di portare la sua nuova compagna, la Yamaha M1 ufficiale del team Movistar, alla vittoria davanti alla velocissima Ducati di Dovizioso... ma soprattutto alla gemella di Valentino Rossi. Un successo che è stato capace di ripetere nell'appuntamento successivo, in Argentina: questa era una delle piste preferite di Marc Marquez, ma la troppa foga ha portato “El Cabroncito” a una scivolata alla curva 2 che ha spianato la strada al secondo trionfo iridato di Vinales. E il Dottore? Dietro in scia in seconda piazza, a studiare per bene il suo avversario...

HONDA ALLA RISCOSSA Nei primi due round le Honda, invece, hanno fatto una ben magra figura, grazie al quarto e quinto posto rispettivamente di Marquez e Pedrosa in Qatar e alla doppia caduta in quel di Rio Hondo. Un debutto poco convincente a cui i due titolari hanno posto rimedio nei successivi appuntamenti di Austin, dove il numero 93 ha dominato, e di Jerez, dove invece si è svegliato dal torpore invernale il piccolo “Camomillo”. Dopo quattro gare la situazione dei Costruttori si è, invece, ribaltata: le Yamaha, dopo le ottime prestazioni iniziali, hanno iniziato a intravedere i limiti del progetto della propria M1, per cui le Honda ne hanno approfittato per insidiare i rivali nella lotta per il Mondiale marche. Nonostante tutto, però, al termine dell'appuntamento spagnolo Rossi ha mantenuto la leadership della classifica iridata: ma in quel momento nessuno si sarebbe aspettato il ritorno di un avversario che finora si era nascosto nell'ombra...

DESMODOVI TORNA A SOGNARE Nel successivo round sulla pista di Le Mans la vittoria di Vinales sembrava che avesse permesso di nuovo alla Yamaha di tornare a imporre la propria voce sul resto della griglia, ma sull'Autodromo del Mugello le carte sono state mischiate di nuovo. Stavolta a favore della sorprendente Ducati di un Andrea Dovizioso che, sul circuito toscano, è tornato alla vittoria dopo l'ultimo successo del GP di Malesia dell'anno precedente. Un primo trionfo stagionale bissato nel seguente round sul Montmelò spagnolo, grazie al quale è riuscito a ridurre il gap dal leader iridato, Maverick Vinales, a soli sette punti. Con questa doppietta stagionale il nostro DesmoDovi ha ricominciato sicuramente ad avere maggior fiducia nei propri mezzi... ed è tornato a sognare quel Mondiale che gli manca dal suo unico Titolo del 2004.

L'ARTE DELLA FORMICHINA Rimangono le ultime due gare di Assen e del Sachsenring: all'Università delle Moto il nostro Valentino Rossi ha passato l'esame a pieni voti, tornando ad assaporare quel sapore di vittoria fossilizzato al suo ultimo trionfo nel GP di Catalunya 2016. Sulla pista tedesca, invece, è stato Marc Marquez ha firmare il suo ottavo sigillo di carriera: rispetto a qualche anno fa, lo spagnolo della Honda è diventato più ragioniere del solito, e grazie al fatto che nelle precedenti gare è sempre andato a punti (sesto al Mugello, secondo in Catalunya e terzo ad Assen) al momento si ritrova in testa al Campionato con cinque punti di vantaggio sul diretto inseguitore. Un Maverick Vinales che, invece, si è dimostrato più incostante anche in virtù del fatto che ha rimediato solamente un decimo posto al Montmelò e un ritiro in Olanda. A volte fare la formichina piuttosto che la cicala serve eccome...

SFIDA A CINQUE Ma la battaglia per il Titolo 2017, come già annunciato, non è limitata ai primi due in classifica, anzi! Assieme a loro se le stanno dando di santa ragione anche Andrea Dovizioso, che invece negli ultimi due round ha centrato solo un quinto e un ottavo posto, il nostro Vale nazionale e la seconda guida del team Repsol, un Daniel Pedrosa che, nonostante tutto, è stato capace di portare a casa ben quattro piazzamenti a podio oltre alla sua vittoria in quel di Jerez. Insomma, la lotta Mondiale è ancora apertissima e tutto può ancora accadere!

PROMOSSI E BOCCIATI Per quanto riguarda il resto della griglia, stanno mostrando delle ottime prestazioni anche i due piloti del team Tech 3, con Johann Zarco autore del suo primo podio in MotoGP sulla pista di casa di Le Mans e Jonas Folger che ha risposto con lo stesso risultato davanti al suo pubblico sul Sachsenring tedesco. Sta impressionando anche la crescita di Danilo Petrucci, protagonista di uno splendido terzo posto al Mugello e di una medaglia d'argento (sotto la pioggia) in Olanda. Risultati alla mano, la sua GP17 sembra più veloce di quella ufficiale di Jorge Lorenzo: dopo aver ceduto alle lusinghe di Borgo Panigale, il numero 99 sta portando avanti una stagione fin qui altalenante, culminata finora dall'esser salito sul gradino più basso del podio solamente a Jerez. Stesso andamento anche per Cal Crutchlow, terzo in Argentina e all'inseguimento dei due ducatisti. Non sta convincendo, invece, la stagione di Andrea Iannone: passato in Suzuki sulla GSX-RR ex-Vinales, il pilota di Vasto sembra non essersi ancora adattato alla sua nuova compagna di avventure. Il suo miglior risultato è un settimo posto sul COTA statunitense, ma dopo quello che ha fatto vedere in Ducati è veramente poco, troppo poco...


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