F1 GP Monaco incredibile: Gasly perde il podio, Hadjar torna 3°
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F1, incredibile a Monte Carlo: il podio cambia tre mesi dopo il GP, Hadjar torna in top-3


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6 minuti fa - Dopo i ricorsi di McLaren e Red Bull, nuovo ribaltone sul GP Monaco

Colpo di scena al GP Monaco: dopo 90 giorni è accolto il ricorso di McLaren e Red Bull! Gasly perde il podio, Hadjar torna 3°
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A tre mesi di distanza dalla bandiera a scacchi, la classifica finale del GP di Monaco 2026 subisce un'ulteriore - e speriamo definitiva - riscrittura. La Corte d’Appello Internazionale della FIA ha accolto ufficialmente il ricorso congiunto presentato da McLaren e Red Bull, ripristinando le due sanzioni da 5 secondi ciascuna che erano state inflitte in gara a Pierre Gasly per eccesso di velocità nella corsia dei box.

La decisione annulla quindi il verdetto emesso dai commissari sportivi lo scorso 12 giugno, i quali avevano cancellato le penalità a seguito del ''Diritto di Revisione'' promosso dall'Alpine. Con questo ribaltamento, Gasly scivola dal terzo al settimo posto finale, restituendo il gradino più basso del podio a Isack Hadjar, che dunque ottiene il suo primo podio con la Red Bull da infortunato (l'aveva in effetti già festeggiato in pista a Monte Carlo): il francese si è infatti fratturato il polso in allenamento ed è stato costretto a saltare i GP d'Olanda e Italia.

Il nodo tecnico: i 77 centimetri della discordia in pit lane

La complessa vicenda legale ha preso il via da una discrepanza emersa nel sistema di cronometraggio gestito dalla Formula 1 durante il weekend nel Principato. Per misurare la velocità media nella corsia box (fissata al limite di 60 km/h), il sistema ufficiale utilizzava una distanza di riferimento pari a 26.92 metri. Sulla base di questo parametro, le due misurazioni effettuate sulla monoposto di Gasly avevano registrato un'infrazione con velocità media in pit-lane pari a 60.4 km/h e 60.5 km/h.

Successivamente alla gara, però, un'analisi interna aveva rideterminato in 26.15 metri (ossia 77 cm in meno) la traiettoria più breve tra la prima e la seconda linea di rilevamento: applicando questa nuova distanza ridotta, i tempi di percorrenza di Gasly risultavano improvvisamente conformi al limite, portando i commissari ad assolvere il pilota transalpino.

La sentenza d'appello: equità sportiva e mancanza di prove certe

I giudici della Corte d'Appello Internazionale hanno tuttavia bocciato in maniera perentoria la ricostruzione dopo il Diritto di revisione, basando la propria sentenza su due pilastri fondamentali:

Da un lato c'è il requisito di equità sportiva: benché la misura di 26,92 metri fosse frutto di un errore di calcolo originario, questa ha rappresentato la misura ufficiale e uguale per tutti i piloti e i team durante l'intero fine settimana. Sostituirla a posteriori a favore di un solo concorrente viola il principio di parità di trattamento. Un argomento effettivamente valido, se pensiamo che alcuni piloti come Hamilton, Russell e Piastri avevano scontato in gara la penalità per eccesso di velocità, mentre Gasly, che non si era più fermato ai box, aveva evitato la sanzione in corsa per poi subire dopo la bandiera a scacchi l'aggiunta (reversibile) dei 10 secondi extra.

Le perizie svolte post-gara, in secondo luogo, non hanno saputo dimostrare con certezza millimetrica quale traiettoria reale abbia seguito Gasly nei due passaggi contestati in corsia box. Per rientrare sotto i 60 km/h con la nuova distanza, il francese avrebbe dovuto percorrere non più di 26.73 e 26.70 metri. I dati telemetrici presentati dall'Alpine sono stati definiti dalla stessa squadra come semplici ''stime'' e ritenuti insufficienti per smontare il rilevamento del sistema di cronometraggio ufficiale.

Gasly torna quindi ad accumulare 10 secondi complessivi di penalità sul tempo di gara, ridisegnando la zona punti del GP di Monaco a favore della Red Bull di Hadjar.

Il comunicato Alpine

''Il team esprime la propria delusione e frustrazione - si legge nel comunicato ufficiale dell'Alpine dopo la retrocessione di Pierre Gasly dal terzo al settimo posto - per l'esito raggiunto dalla Corte d'Appello Internazionale della FIA in merito al risultato del Gran Premio di Monaco 2026. Pur non essendo d'accordo con la decisione e continuando a sostenere con fermezza che la macchina numero 10 non abbia superato il limite di velocità in pit-lane in alcun momento della gara, il team prende atto della decisione della giuria emessa nel corso della recente udienza di Parigi. Sebbene il risultato non sia quello in cui speravamo, ritenendo di essere stato puniti ingiustamente, il team è fortemente concentrato nel continuare a migliorare le proprie prestazioni in pista e rimane pienamente in corsa in un campionato molto serrato e competitivo. Questo esito non scalfirà gli sforzi e la motivazione del team nel raggiungere i propri obiettivi entro la fine della stagione''.

La risposta della McLaren

''Accogliamo con favore la decisione - aggiunge in una nota successiva la McLaren, che recupera con Oscar Piastri il quarto posto finale - della Corte d’Appello Internazionale della FIA. Una decisione che fornisce importanti chiarimenti alle scuderie e a tutti gli attori coinvolti in questo sport e contribuisce a tutelare l’integrità dello sport e la fiducia nel suo quadro normativo. Il nostro ricorso non era rivolto contro alcun concorrente né contro la FIA, ma è stato presentato e portato avanti fino alla sua conclusione nell’interesse dello sport e per sostenere un’applicazione coerente ed equa del regolamento a beneficio di tutti i partecipanti. Tutte le parti hanno lavorato insieme nell’interesse dello sport per contribuire a fare chiarezza su questioni di rilevanza normativa, riflettendo un impegno condiviso verso l’equità sportiva, la coerenza e l’integrità a lungo termine della Formula 1''. Il caso è davvero chiuso?

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