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Quello che ci si poteva aspettare si è anche puntualmente verificato: dopo la riabilitazione di Pierre Gasly, riammesso sul podio del GP di Monte Carlo nel venerdì dello scorso weekend a Barcellona, divampa una nuova polemica in Formula 1 che mette in imbarazzo la FIA. A presentare ulteriore reclamo e dunque a lasciare ancora sub judice il risultato acquisito al termine della gara di ormai oltre una settimana fa, sono infatti sia la Mercedes sia la McLaren, ma per ragioni differenti.
I fatti: perché le polemiche alla fine del GP Monaco
Prima di spiegare i punti di vista dei singoli team querelanti è utile ricordare l'accaduto: nel corso del GP di Monaco dello scorso 7 giugno ben cinque piloti hanno preso sei diverse penalità (una a testa da cinque secondi ciascuna con la sola eccezione di Pierre Gasly, che ne ha prese due) per eccesso di velocità in corsia dei box. Una situazione decisamente infrequente e come minimo insolita nelle modalità, perché se da un lato può capitare che un pilota ecceda la velocità massima in pit-lane sbagliando l'inserimento del limitatore, dall'altro è molto più difficile che possano essere in cinque a commettere lo stesso errore nell'arco di pochi minuti.
Per questo si è subito ipotizzato in un errore di misurazione da parte della Federazione, che ha spinto l'Alpine a presentare ricorso contro la sanzione di dieci secondi applicata a Gasly e che lo aveva fatto scivolare dal terzo al settimo posto con l'applicazione dei 10 secondi di penalità a fine gara. Ipotesi poi confermate dalla stessa FIA, che ha accolto l'appello al diritto di revisione presentato dalla scuderia francese spiegando come ci fosse un problema di misurazione della velocità media in corsia dei box che ha motivato l'accoglimento del ricorso e quindi permesso a Gasly (che non aveva scontato le penalità in gara ma soltanto subito l'aggiunta di 10 secondi al suo tempo finale) di recuperare il terzo posto.
Il ricorso della Mercedes contro la penalità di Russell
Da qui prende le mosse il successivo ricorso della Mercedes, che ha chiesto la cancellazione della penalità subita da George Russell in gara: il pilota inglese aveva preso una sanzione da cinque secondi per eccesso di velocità in corsia dei box e poi si era successivamente fermato per cambiare le sue gomme, senza però correttamente restare fermo per cinque secondi e scontare la penalità; per questo motivo la Direzione gara FIA aveva aggravato la penalità iniziale infliggendo un Drive Through (un passaggio in corsia dei box senza poter effettuare alcun pit-stop), poi scontato in gara. Secondo il team di Toto Wolff, però, la penalità iniziale non ci sarebbe dovuta essere perché innescata dall'errore di calcolo della velocità in pit-lane, tanto che alla fine la richiesta della squadra è quella di annullare il Drive Through restituendo 20 secondi a Russell (che così passerebbe dal 12° al 4° posto, guadagnando anche 12 punti in classifica).
La McLaren non ci sta e si appella all'equità dello sport
Non è finita qui perché, all'indomani del reclamo Mercedes è arrivato anche quello della McLaren. La scuderia di Woking non chiede però di riavere indietro i cinque secondi di penalità correttamente scontati da Oscar Piastri in gara, ma la cancellazione del provvedimento FIA favorevole a Gasly. ''A nostro avviso - si legge nel comunicato ufficiale del team guidato da Andrea Stella - la successiva revoca delle penalità crea una situazione in cui alcuni concorrenti risultano svantaggiati per aver agito in conformità con le regole e le decisioni dei Commissari. Un simile esito rischia di creare iniquità sportiva e di minare la fiducia nell’applicazione coerente del Regolamento Sportivo della FIA”. Il GP di Monaco davvero non finisce mai.



