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Tesla FSD, 19 giorni dopo i dubbi arriva il via libera in Croazia


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36 minuti fa - La Croazia diventa l'ottavo Paese UE ad approvarla.

Secondo Tesla, la Croazia ha riconosciuto l’approvazione olandese: sono otto i Paesi UE, meno del 13% della popolazione.
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In Croazia nel giro di 19 giorni è cambiato lo scenario intorno alla Full Self-Driving (Supervised) di Tesla. Il 10 settembre il regolatore nazionale aveva espresso dubbi sulla possibilità di riconoscere l’approvazione ottenuta nei Paesi Bassi. Il 29 settembre Tesla ha invece annunciato il via libera al sistema con il rollout che inizierà presto.

Dai dubbi al nuovo annuncio

Oltre alla notizia di un nuovo Paese europeo che si aggiunge all’approvazione della FSD di Tesla, il passaggio cronologico è particolarmente interessante perché appena 19 giorni prima l’Ufficio statale di metrologia croato, il DZM, aveva fornito un quadro molto diverso. L’ente aveva spiegato che l’approvazione olandese non era stata ancora accettata in Croazia e che non aveva ricevuto la documentazione o le informazioni necessarie per arrivare a conclusioni convincenti sulle principali questioni legate alla sicurezza del sistema.

Il DZM aveva aggiunto che dubbi analoghi erano stati sollevati anche da autorità di altri Stati membri. In quel momento, secondo quanto riferito dall’ente stesso, era quindi improbabile una decisione sul riconoscimento dell’omologazione nazionale prima di un confronto sul futuro delle regole europee e senza ulteriori elementi sulle questioni di sicurezza. Ora Tesla comunica invece che il via libera è arrivato. La fonte non chiarisce quali siano stati i passaggi che hanno portato dal primo orientamento all’annuncio del 29 settembre, né se il DZM abbia modificato formalmente la propria posizione.

La FSD in Europa tra approvazioni e rimandi

La Croazia segue così la Repubblica Ceca, dove Tesla aveva annunciato l’approvazione del FSD il 21 settembre. Anche in quel caso il via libera era arrivato dopo che il ministero dei Trasporti di Praga aveva inizialmente indicato l’intenzione di attendere una valutazione a livello europeo. Il ministro dei Trasporti ceco Ivan Bednárik aveva spiegato la scelta facendo riferimento ai dati e alle informazioni disponibili e alla decisione di seguire l’esempio di Paesi Bassi, Belgio, Danimarca e altri Stati.

Con la Croazia diventano otto, secondo Tesla, gli Stati membri che hanno riconosciuto l’approvazione provvisoria concessa dall’autorità olandese RDW il 10 aprile. Prima della Croazia erano arrivati i via libera di Lituania, Estonia, Danimarca, Belgio, Slovenia e Repubblica Ceca, rispettivamente il 20 maggio, 29 maggio, 9 giugno, 10 giugno, 7 settembre e 21 settembre. Complessivamente, gli otto Paesi rappresentano meno del 13% della popolazione dell’Unione Europea. Il riconoscimento da parte dei singoli Stati non equivale però a un’autorizzazione valida in tutta l’Unione Europea. Per arrivare a una decisione a livello comunitario è necessaria una maggioranza qualificata nel Comitato tecnico sui veicoli a motore, con almeno 15 Paesi favorevoli che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’UE.

Il problema è che il voto europeo continua a slittare. Come abbiamo già raccontato, la riunione del 6 ottobre non prevede una votazione sulla richiesta olandese, ma soltanto la prosecuzione della discussione. La prima occasione utile per un eventuale voto diventa quindi quella di dicembre, mentre nel frattempo altri Paesi possono scegliere autonomamente se riconoscere l’approvazione ottenuta nei Paesi Bassi. La Croazia si aggiunge così al gruppo degli Stati che hanno già fatto questa scelta, ma per Tesla la partita europea resta ancora aperta.

FONTE: Electric Vehicle News

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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