Brevetto

Tesla brevetta il faro unico per ogni Paese, mentre negli USA richiama le auto per i fari troppo potenti


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1 ora fa - Una soluzione per rispondere alle differenze normative.

Tesla deposita un brevetto per fari regolabili via software su ogni normativa, mentre richiama 20.349 auto per abbagliamento.
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Un faro solo, valido ovunque nel mondo. È questa l’idea alla base del brevetto depositato da Tesla relativo a un sistema di illuminazione capace di adattare la propria emissione luminosa alle normative di ogni singolo mercato senza cambiare hardware. Quello di oggi, l’ottenimento del brevetto, è solo l’ultimo atto dell’iter iniziato nel 2021 (quando fu depositata la domanda). Un progetto che all’epoca Elon Musk aveva definito come «un vantaggio più grande di quanto sembri».

Come funziona il faro universale

Il sistema si basa sui fari a matrice LED. A differenza di un proiettore tradizionale, una matrice LED è composta da centinaia o migliaia di singoli elementi luminosi (pixel) che possono essere accesi, spenti o modulati indipendentemente l’uno dall’altro.

Il brevetto Tesla sfrutta proprio questa modularità. Un software di controllo regola l’emissione dei singoli pixel per rispettare lo standard specifico del Paese in cui l’auto circola, che si tratti di normative per la guida a destra o a sinistra, di limiti di intensità luminosa o di configurazioni del fascio anabbagliante. Lo stesso faro fisico, insomma, cambierebbe «comportamento» a seconda del contesto normativo, senza bisogno di sostituire il gruppo ottico.

Per evitare un uso improprio del sistema (per esempio l’attivazione di una configurazione non omologata in un determinato Paese) Tesla ipotizza due meccanismi di sicurezza. Il primo prevede una password o una chiave fornita dal costruttore per autorizzare il cambio di regione. Il secondo si affida a un sistema di geolocalizzazione GPS, che riconoscerebbe automaticamente il confine attraversato, utile per esempio a chi guida abitualmente tra Regno Unito ed Europa continentale.

Il paradosso del richiamo per i fari troppo potenti

È interessante (e curioso) che la concessione del brevetto arriva poco dopo quanto accaduto negli Stati Uniti a inizio agosto. Tesla ha comunicato alla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) un richiamo per 20.349 esemplari tra Model 3 e Model Y, con targa temporale 2017-2023 per la berlina e 2020-2023 per il SUV.

Il problema riguarda i fari anabbaglianti, che secondo la documentazione depositata potrebbero superare i limiti massimi di intensità luminosa previsti dallo standard federale statunitense sull’illuminazione dei veicoli. Un’eccessiva luminosità può ridurre la visibilità dei conducenti che sopraggiungono in senso opposto, aumentando il rischio di incidente.

Prima di arrivare al richiamo formale, Tesla aveva chiesto alla NHTSA di evitarlo, presumibilmente proponendo una soluzione alternativa per risolvere il problema senza la procedura ufficiale. L'agenzia ha respinto la richiesta e ha imposto la pubblicazione della campagna (la numero 26V507).

FONTE: CarBuzz

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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