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Tesla FSD, la Germania ora spinge per il via libera UE e propone di chiamarlo Assisted Driving


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43 minuti fa - Berlino chiede un altro nome, Tesla propone «Assisted Driving».

Il ministro Bilger vuole l'approvazione europea e ha concordato con Tesla un tetto del 10% oltre il limite di velocità.
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La Germania non ha ancora approvato la Full Self-Driving di Tesla (perché il via libera decisivo passa dall’Europa) ma vuole che il sistema arrivi presto in tutto il Vecchio Continente. Il ministro dei Trasporti Steffen Bilger ha annunciato che si impegnerà per sostenerne l’autorizzazione, dopo aver raggiunto un’intesa con Tesla anche sull’eccesso di velocità. La posizione del governo tedesco è stata messa nero su bianco in una nota del ministero federale dei Trasporti (BMV).

Cosa prevede l’intesa

Bilger racconta di aver incontrato Tesla a settembre. «A livello europeo si discute dell’approvazione del sistema di assistenza di Tesla. Ci sono molti aspetti tecnici da chiarire, ma anche questioni di responsabilità», spiega. «Abbiamo trovato presto una visione comune e raggiunto un accordo costruttivo. Su questa base mi impegnerò perché il sistema sia approvato presto in tutta Europa». Il punto più concreto dell’intesa riguarda la velocità. Ministero e Tesla hanno stabilito che il sistema potrà superare il limite consentito solo in misura lieve, al massimo del 10%. Per il BMV piccoli superamenti possono, a seconda della situazione, favorire un flusso di traffico più regolare e scorrevole. La Germania si dice pronta ad accompagnare questo approccio nel procedimento europeo.

Responsabilità e nome

Nei colloqui il tema centrale è stata la responsabilità di chi guida nell’uso in città. Trattandosi di un sistema di assistenza, spiega il ministero, la guida resta in capo al conducente, che è responsabile al 100%. Il sistema, descrive il BMV, aiuta in accelerazione, frenata e sterzo, ma chi guida deve restare sempre attento. È un Livello 2, non di più. Per il ministero la sigla FSD è per questo un po’ fuorviante: non si tratta di un sistema che svolge l’intera guida. Tesla si è detta disposta a ribattezzarlo «Tesla Assisted Driving». Il ministero si spinge anche a un giudizio sulle prestazioni: secondo quanto emerso finora, il sistema mostrerebbe un’elevata capacità soprattutto nel traffico urbano.

Un fronte europeo ancora spaccato

Berlino segue il procedimento in stretto contatto con il Kraftfahrt-Bundesamt, l’autorità olandese di omologazione e Tesla. Il percorso è partito dall’approvazione dell’ente olandese RDW, arrivata in primavera. Da lì alcuni Stati si sono mossi per conto proprio: la Danimarca si è appoggiata alla decisione olandese senza aspettare Bruxelles, e con lei hanno aperto anche Lituania, Estonia e Belgio. Altri hanno frenato, e quasi sempre sulla velocità. La Francia ha detto no alla FSD nella forma attuale, citando l’impostazione dell’offset e dubbi sull’attenzione del guidatore nelle manovre complesse. La Svezia, con una lettera al comitato tecnico europeo, ha avvertito che superare sistematicamente i limiti rischia di compromettere sia il quadro giuridico sia i benefici attesi sulla sicurezza.

Qui sta il punto politico della vicenda. Stoccolma e Parigi chiedevano di togliere l’eccesso di velocità, Berlino propone di limitarlo e lo giustifica con la fluidità del traffico. Sono due risposte opposte allo stesso problema. Per estendere l’approvazione a tutta l’Unione serve il voto del comitato tecnico a maggioranza qualificata, con Stati che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione. Finché non c’è, ogni Paese può decidere da sé, e l’Italia resta tra quelli indicati come possibili prossimi, senza alcuna conferma ufficiale. Nei Paesi che l’hanno già autorizzata l’abbonamento costa 99 euro al mese.

FONTE: Bundesministerium für Verkehr

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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