Controversie

"Sono spie". E scatta il divieto di EV cinesi. Ecco dove


Avatar di Lorenzo Centenari, il 02/02/26

1 giorno fa - Un’altra nazione europea teme che la Cina spii le proprie basi militari

Dopo la Gran Bretagna, un’altra nazione europea teme che le elettriche "made in China" stiano spiando le sue basi militari

In Europa tira una brutta aria per le auto cinesi. Non per questioni di mercato, questa volta, ma per un sospetto ben più pesante: che telecamere, radar e sensori installati a bordo possano trasformarsi in occhi e orecchie indesiderati dentro e attorno alle basi militari.

L’ultimo Paese a muoversi in questa direzione è la Polonia, pronta a vietare l’accesso ai veicoli “made in China” nelle aree sensibili dell’esercito.

Una scelta che ricalca quella già presa dal Regno Unito, dove le EV cinesi sono state bandite dai siti militari per evitare che la tecnologia di bordo – sempre più sofisticata – finisca per raccogliere informazioni che sarebbe meglio non condividere con nessuno, men che meno con potenze straniere.

Smartphone su ruote… troppo smart?

Le elettriche cinesi, sempre più diffuse anche sulle strade polacche, sono finite sotto la lente di un recente studio locale che le definisce senza mezzi termini “smartphone su ruote”.

Auto cinesi sempre più tecnologiche. Troppo, secondo alcuniAuto cinesi sempre più tecnologiche. Troppo, secondo alcuni

Telecamere ad alta risoluzione, sensori ambientali, LiDAR, sistemi di mappatura 3D: tutto materiale che, se usato nel modo sbagliato, può trasformarsi in un perfetto kit da spia.

Secondo l’autrice dello studio, Paulina Uznańska, il potenziale di raccolta dati di questi veicoli è enorme. E non serve molta fantasia per capire perché questo stia facendo drizzare le antenne ai vertici militari.

Varsavia corre ai ripari

Il generale Wiesław Kukuła, capo di Stato Maggiore dell’esercito polacco, sarebbe pronto a firmare una direttiva che vieta l’ingresso di auto cinesi in tutte le installazioni militari del Paese, parcheggi inclusi. Il Ministero della Difesa ha confermato che una policy ufficiale è già in lavorazione.

Polonia: via le EV cinesi dalle basi militariPolonia: via le EV cinesi dalle basi militari

E non si parla solo dei marchi più noti – BYD, MG, Leapmotor, etc. – ma di qualsiasi veicolo che utilizzi software, sensori o componentistica elettronica di provenienza cinese. Insomma, più che un divieto per brand, un divieto per filiera.

E dopo le basi militari?

Nel Regno Unito, i legislatori hanno già ricordato che la legge cinese consente al governo di accedere ai dati raccolti dai dispositivi tecnologici prodotti nel Paese. Un dettaglio che in Europa non passa inosservato.

In Polonia c’è chi ipotizza che il divieto possa estendersi anche ad altri luoghi strategici, come aeroporti o infrastrutture critiche. Ma qui il terreno diventa scivoloso: bisogna fare i conti con le norme europee sulla concorrenza, che non vedono di buon occhio restrizioni troppo ampie o troppo mirate.

Per ora, la parola d’ordine è: distanza. Dai segreti militari. Che non si sa mai. Solo paranoie? E soprattutto: ritorsioni in vista?

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 02/02/2026
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