Una volta, il tamponamento da parcheggio era un rito di routine (ok, ''quasi''): un colpetto, due graffi, una stretta di mano, una visita al tuo carrozziere di fiducia, il conto e via.
Oggi, invece, basta sfiorare un paraurti o scheggiare un parabrezza, per attivare una catena di eventi degna di un film catastrofico. Con l’unica differenza, che il meteorite è il conto del carrozziere.
Ne avevamo già parlato solo alcune settimane fa. Ma ci capita in mano un nuovo report, che rafforza le stesse identiche tesi, da una prospettiva un po' diversa.

Secondo l'ADAC, che non è un gruppo rock tedesco ma la più grande associazione automobilistica d’Europa, il problema non è l’inflazione, né il meccanico che “eh sa, i tempi sono cambiati”.
No: il vero nemico è la tecnologia. Sensori, radar, telecamere, laser, fari intelligenti e paraurti che sembrano progettati da Apple: tutto bellissimo, finché funziona. Molto meno bellissimo, quando devi sostituirlo.
Prendiamo il parabrezza. Una volta era un lavoro da “torno tra mezz’ora”. Oggi, tra telecamere da ricalibrare e sistemi ADAS che vanno rimessi in riga, superare i mille euro è la normalità. E se ti capita un’auto premium, il conto può tranquillamente raddoppiare. Per un vetro. Un vetro.
Poi ci sono i fari. Quelli laser della BMW, per esempio: 3.300 euro solo il pezzo. E se ti capita un frontale leggero, tra paraurti, sensori e verniciatura, arrivi a cifre che un tempo si vedevano solo nei preventivi dei carrozzieri di Monte Carlo.

Sotto, un estratto della tabella dello studio ADAC che mette a confronto tre tipi di riparazioni comuni su 10 veicoli: sostituzione parabrezza, piccoli danni alla parte anteriore che richiedono un nuovo faro e un nuovo paraurti, riparazione paraurti posteriore (gruppi ottici esclusi).
| Parabrezza | Danno anteriore | Danno posteriore | |
|---|---|---|---|
| BMW 330e | €1.619 | €7.829 | €4.991 |
| VW Golf | €2.474 | €5.312 | €4.953 |
| Suzuki Swace | €2.126 | €5.393 | €4.753 |
| Toyota Corolla | €1.898 | €5.097 | €5.150 |
| Mercedes C200 | €1.927 | €5.902 | €4.023 |
| Volvo XC60 | €1.832 | €5.923 | €3.965 |
| Audi A3 | €1.694 | €5.350 | €3.661 |
| Hyundai Tucson | €1.979 | €4.911 | €3.904 |
| Nissan Qashqai | €2.133 | €3.488 | €4.466 |
| BYD Atto 3 | €1.243 | €4.177 | €3.373 |
(Sono cifre ADAC: se a te l'officina chiede cifre differenti, ahimè non è colpa nostra)
Il bello è che a volte due auto identiche costano cifre diverse, solo perché una ha un badge diverso sul cofano. Suzuki Swace, clone di Toyota Corolla, ha un parabrezza che costa oltre 200 euro in più. Stesso vetro, stesso telaio, stesso tutto. Sarà che il logo Suzuki è stampato con inchiostro d’oro.

Il risultato di tutto ciò? Assicurazioni alle stelle (+50% in tre anni in Germania), auto che diventano “da rottamare” per danni ridicoli, e un crescente movimento di nostalgici del paraurti in plastica grezza.
L’ADAC chiede ai Costruttori di tornare a progettare auto riparabili, con pezzi modulari e tecnologie sensate.
Mercedes, per dire, ha iniziato a fare fari con le lenti avvitate invece che incollate: una piccola rivoluzione che potrebbe salvare più portafogli, di quanto abbia mai fatto un airbag.
Nel frattempo, il consiglio è uno solo: parcheggiate come se aveste in mano una bomba a orologeria.



