Auto usate, prezzi 2021 in crescita: ecco perché. E cosa fare
Editoriale

Se ti stai chiedendo come mai oggi l'usato costa così tanto


Avatar di Lorenzo Centenari , il 01/08/21

1 mese fa - Quotazioni in crescita e la ragione, dopotutto, è semplice. Cosa fare?

Quotazioni dell'usato in forte crescita in tutto il mondo e la ragione, dopotutto, è semplice. Ecco cosa conviene (non) fare

TO BUY OR NOT TO BUY? Comprala usata, che risparmi. Anzi, no. Forse risparmi ancor di più a comprarla nuova, con tutte quelle offerte, gli incentivi, etc.? Aspetta però, la situazione cambierà. Che ginepraio.

IN PURGATORIO C'è un immagine che circola sul web che simboleggia lo scenario attuale meglio di qualsiasi analisi testuale. È l'immagine di un esercito di pickup Ford F-150 parcheggiati uno accanto all'altro sull'asfalto del Kentucky Motor Speedway. Sono esemplari nuovi, ma invendibili. Perché ancora sprovvisti di quei benedetti chip, in assenza dei quali servizi di infotainment come mirroring smartphone, o sistemi di assistenza alla guida come la frenata di emergenza, semplicemente non possono funzionare. La crisi dei semiconduttori non accenna a mitigare il proprio impatto sulla produzione e sul mercato auto. Sia quello delle auto nuove, sia il mercato dell'usato,. Sia in Italia, sia in Europa, sia negli USA. Ecco perché.

CHIP SHORTAGE Non è una novità come la carenza di microchip stia mettendo i Costruttori - non uno escluso - a dura prova. Nel 2020 la pandemia ha sia rallentato la domanda di automobili, sia i ritmi produttivi, con intere fabbriche rimaste chiuse anche per mesi. Nel frattempo, decollava la domanda planetaria di accessori hi-tech come pc, tablet, cellulari, assistenti vocali domestici, eccetera eccetera (ne sapete qualcosa?). Alla ripresa della domanda, il settore auto aveva perciò nel frattempo perso la priorità nella catena degli ordinativi. Tutti inoltrati a  pocchissimi super fornitori, a loro volta nel caos, impreparati di fronte a uno sbalzo tanto repentino degli ordini stessi. Da qui - per farla breve - il collo di bottiglia che da mesi causa blocchi nella produzione, ritardi nelle consegne degli stock, ma anche ritardi sulla tabella di marcia a lungo termine dei marchi auto, costretti a rivedere lanci commerciali anche di mesi o anni. 

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REAZIONE A CATENA Tutto questo che c'entra con l'usato? C'entra eccome. L'epidemia di Covid-19 ha modificato le abitudini sia dei privati, che hanno rimandato la sostituzione della propria vecchia auto, sia anche delle società di noleggio - clienti d'oro per i Costruttori -, ferme in attesa di un ritorno alla mobilità pre-pandemia. Ergo, anche nei piazzali dei rivenditori di auto usate, numerosi slot sono rimasti vuoti. Conclusi gli hard lockdown da prima ondata Covid, l'economia è ripartita e la domanda di auto pure. Ma tempi di attesa infiniti hanno spinto il pubblico a orientarsi verso il mercato di seconda mano, in cui i tempi di attesa sono a zero. Per una legge economica vecchia come il genere umano, se cresce la domanda ma parallelamente non cresce l'offerta, i prezzi salgono. Talvolta, anche di molto.

IL BOLLETTINO Secondo i dati di Autoscout24, dopo i primi mesi del 2021 chiusi con il segno meno, a giugno i passaggi di proprietà, al netto delle minivolture, sono aumentati rispetto allo stesso mese del 2019 del +15,5%, mentre il mercato del nuovo continuava a registrare sempre un calo a doppia cifra. Aggregando i dati del popolare portale europeo di compravendita online di auto usate si scopre tuttavia anche come, a fronte di un calo del -14% degli annunci di rivenditori, le richieste siano invece salite del +12%. Naturale che da inizio anno a oggi il costo medio delle auto in vendita su Autoscout, ma anche su altre piattaforme, sia aumentato del +3,1% (prezzo medio di 17.670 euro).

EUROPA UNITA La stessa situazione si verifica anche in altri Paesi europei, con la Germania che ha registrato nello stesso periodo un incremento dei prezzi di ben il +6,1% (media di 22.940 euro), seguita da Belgio con +5,7% (19.630 euro), Austria con +4,9% (22.700 euro) e Olanda con +4,5% (20.150 euro).

CONCLUSIONI Il mercato è un organismo vivente, in continuo mutamento e, soprattutto, adattamento: il perfetto equilibrio tra domanda e offerta non esiste. O se esiste, si manifesta per periodi di tempo brevissimi, sempre oscillando da un lato all'altro. Secondo le stime, la crisi dei semiconduttori proseguirà almeno fino a metà 2022. Sino ad allora, il trend dei prezzi dell'usato in crescita dovrebbe proseguire. A quale ritmo, nessuno lo sa. Quando la catena logistica si sarà nuovamente riassestata, e in assenza di emergenze sanitarie tali da influenzare i flussi macroeconomici, allora anche il mercato secondario ritroverà il proprio assetto naturale, e i prezzi torneranno a scendere. Nel frattempo, tra un'auto nuova e un usato giovane il differenziale prezzo è più sottile, anche in presenza di incentivi ad hoc sulle auto usate stesse (che dureranno quel che dureranno). Preferirla nuova o usata, oltre che una questione di portafogli è una questione di...pazienza. Questo è, semmai, un momento favorevole per vendere.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 01/08/2021

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