Assicurazioni, come stanno per cambiare. I progetti di Elon Musk e Tesla
Assicurazioni

L’idea di Elon Musk per rottamare le compagnie di assicurazioni


Avatar di Claudio Todeschini , il 04/05/21

6 mesi fa - Assicurazioni, come stanno per cambiare. I progetti di Elon Musk e Tesla

Le compagnie di assicurazioni potrebbero avere i giorni contati. Ed essere poco alla volta sostituite dalle case automobilistiche stesse

PRIMI SEGNALI DI CAMBIAMENTO La sempre più presente tecnologia all’interno delle nostre automobili potrebbe avere ripercussioni anche in ambiti a cui non viene immediato pensare, come quello delle assicurazioni (qui la nostra guida pratica al mondo delle RCA). Un paio di anni fa il capoccia di Tesla Elon Musk aveva annunciato che la sua casa avrebbe presto cominciato a offrire ai suoi clienti la possibilità di assicurarsi direttamente con Tesla, con un risparmio sul premio assicurativo della RCA di circa il 20/30 percento rispetto alle cifre di mercato. Un’idea che non si è ancora concretizzata, ma che sta conquistando sempre più interesse, anche presso le altre case automobilistiche.

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NON È COLPA DEL 5G Se la cosa dovesse prendere piede, l’impatto per le compagnie assicurative sarebbe notevole. Il problema, secondo quanto riferisce Daniel Schreibe, presidente della compagnia di assicurazioni Lemonade (che lavora con algoritmi di intelligenza artificiale) è che le compagnie assicurative tradizionali hanno sempre avuto, storicamente, un approccio abbastanza approssimativo: si può dividere la popolazione in grandi gruppi a diversi livelli di rischio (guidatori giovani per le RCA, fumatori per le assicurazioni sulla vita, ecc.), ma è molto complicato calcolare il fattore di rischio - e quindi il premio assicurativo - di una singola persona. Ed è qui che entrano in gioco le automobili.

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SCATOLA NERISSIMA Sempre più connesse e tecnologiche, le automobili raccolgono una quantità di dati smodata, come direbbe Mel Brooks. Molti più dati di quelli rilevati dalle “scatole nere” che molte compagnie ormai offrono. Pensate banalmente alla velocità media che un automobilista tiene rispetto a quella della strada che percorre, ma anche alle piccole variazioni nella velocità, segno di una tendenza ad accelerare bruscamente (comportamento più rischioso), oppure a quanto spesso, e con quale forza vengono usati i freni, oppure ogni quanto tempo entra in funzione il controllo di trazione. Sono dati che possono essere utilizzati per analizzare i fattori di rischio in maniera più accurata e precisa. E sono dati che, al momento, stanno saldamente nelle mani (e nei server) delle case automobilistiche

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E LA PRIVACY? Più tecnologiche e connesse sono le auto, maggiori sono i dati da analizzare. Una casa come Tesla (ma non è l’unica, ovviamente) può tranquillamente tracciare il comportamento di chi guida in tempo reale, come fanno gli smartphone con la nostra attività fisica, e costruire un profilo di rischio personalizzato con un dettaglio inimmaginabile solo qualche anno fa. E che, giustamente, potrebbe premiare chi guida in maniera responsabile e attenta. C’è anche la questione della privacy, naturalmente, che meriterebbe un discorso a parte (e che ci porterebbe un po’ troppo fuori strada).

NUOVE SFIDENel breve e medio periodo”, conclude Schreibe, “ci aspettiamo che tutte le case automobilistiche offriranno direttamente assicurazioni ai clienti che acquistano le loro auto connesse”. Se così fosse, alle compagnie assicurative toccherebbe la non facile sfida di trovare una risposta adeguata, per non rischiare di essere travolta dall’onda tecnologica.


Pubblicato da Claudio Todeschini, 04/05/2021
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