C’è un numero che più di tutti racconta cosa sta succedendo nel mercato europeo dell’auto: 8%.
È la quota raggiunta a febbraio 2026 dai Costruttori cinesi, share quasi raddoppiato rispetto a un anno fa grazie a un volume di vendite mensili di circa 79 mila immatricolazioni (+94%). Il momento in cui potremo scrivere che una su 10 parla mandarino, si avvicina.

Il boom di febbraio non arriva certo dal nulla, ma si inserisce in un inizio d’anno già molto vivace: già a gennaio i marchi cinesi avevano più che raddoppiato i volumi in Europa, preparando il terreno al balzo successivo.
La chiave? La de-elettrificazione dolce. A spingere il made in China sono infatti soprattutto le ibride, sia quelle del genere auto-ricaricabile (full hybrid), sia ancor di più le ibride plug-in, sempre più apprezzate da un pubblico europeo che sembra volere l’elettrico, ma... senza troppi traumi. In questo scenario si muovono bene Gruppi come SAIC (tramite MG), BYD e Chery (proprietaria di Omoda&Jaecoo e non solo), mentre sul fronte elettrico puro continuano a guadagnare spazio player emergenti come Leapmotor.

Il risultato è che modelli come MG ZS, BYD Seal U DM-i, Jaecoo 7 e Omoda 5 SHS e si ritagliano posizioni sempre più solide nelle classifiche di vendita, segno che la curiosità iniziale sta lasciando spazio a qualcosa di ben più concreto.
Otto per cento può sembrare ancora una quota “di contorno”. Ma quando raddoppia in un anno, smette di essere un dettaglio e inizia a diventare un... avvertimento.
Fonte: Automotive News Europe



