Come ridurre il divario di costo tra le batterie Europe e quelle cinesi
Batterie

Con il Made in Europe si può ridurre il divario di costo tra le batterie UE e quelle cinesi, secondo T&E


Avatar di Filippo Vendrame, il 02/03/26

12 fa - T&E spinge per il Made in Europe sulle batterie

Batterie auto elettriche, il Made in Europe può ridurre il divario con la Cina

Mentre l'Unione Europea discute se introdurre criteri del ''Made in Europe'' per ottenere i sussidi pubblici, nell'Industrial Accelerator Act, un nuovo rapporto di Trasport & Environment mette in evidenza che aumentare la produzione in Europa potrebbe ridurre il divario di costo tra le batterie prodotte nell'UE e quelle provenienti dalla Cina a circa il 30% dall'attuale 90%. Per tale motivo il gruppo ambientalista esorta Bruxelles a sostenere l'industria europea adottando il criterio del ''Made in Europe''.

Puntare sul Made in Europe

L'esecutivo dell'Unione Europea è pronto a proporre il suo ''Industrial Accelerator Act'' il 4 marzo per proteggere le aziende del Vecchio Continente dalla concorrenza americana e soprattutto cinese in una serie di mercati strategici tra cui batterie, energia solare ed eolica, produzione di idrogeno, energia nucleare e veicoli elettrici. La normativa che dovrebbe essere introdotta prevede una serie di requisiti di produzione europea per dare priorità ai prodotti realizzati nel Vecchio Continente quando si parla di assegnare sovvenzioni pubbliche. Tuttavia, secondo alcune case automobilistiche, questi requisiti che Bruxelles vorrebbe porre in essere, renderebbero le batterie proibitivamente costose e comprometterebbero la competitività dei loro modelli.

Transport & Environment la pensa invece diversamente, affermando che una maggiore efficienza produttiva potrebbe ridurre l'attuale vantaggio dei produttori cinesi con un divario di costo che passerebbe da 41 a 14 dollari per kWh nel 2030. Secondo Julia Poliscanova, Senior Director di T&E, l'Europa ha bisogno di un'industria nazionale delle batterie come ''polizza assicurativa'' contro l'uso improprio delle sue catene di approvvigionamento. Per questo è necessario adottare il criterio del Made in Europe che permetterà all'industria europea di crescere e migliorarsi. L'accesso alle batterie, ai loro componenti e alle materie prime critiche è essenziale per la sicurezza economica e la resilienza dell'Europa. I materiali per batterie sono vulnerabili alla stessa arma commerciale osservata con le terre rare, e l'Europa deve essere preparata.

Cosa dice Transport & Environment

Secondo lo studio di T&E, una quota sostanziale della filiera dei veicoli elettrici è già locale: con il 45%-70% del valore dei componenti chiave prodotti in Europa. Le batterie rappresentano la quota maggiore dei costi di produzione, con un'incidenza che varia dall'83% all'86% a seconda della casa automobilistica. Se la produzione dovesse essere trasferita all'estero, rappresenterebbe oltre il 90% dell'aumento dei costi aggiuntivi, a sottolineare il ruolo centrale delle batterie. Inoltre, sebbene le celle delle batterie europee siano in media più costose del 17% rispetto a quelle prodotte negli Stati Uniti e del 90% rispetto a quelle prodotte in Cina, questo divario riflette in gran parte economie di scala limitate piuttosto che uno svantaggio strutturale.

Con una maggiore efficienza produttiva, si potrebbe arrivare a ridurre il divario di costo a 14 dollari a kWh entro il 2030 per le batterie NMC e LFP, rispetto ai 41-43 dollari/kWh attuali. Il tutto si tradurrebbe in un costo aggiuntivo medio per un veicolo elettrico di 500 euro nel 2030, con un intervallo compreso tra 300 e 750 euro a seconda della casa automobilistica. Impatto di prezzo che potrebbe essere minore se fossero erogati incentivi pubblici.

Immagine di frimufilms su Freepik

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Pubblicato da Filippo Vendrame, 02/03/2026
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