Nel mondo dei veicoli elettrici, uno dei principali timori riguarda la batteria, soprattutto nel mercato dell’usato. I veicoli elettrici nuovi hanno una garanzia di lunga durata sulle batterie, ma chi vorrebbe comprare un veicolo a corrente usato, anche di pochi anni, non può contare sulla stessa sicurezza.
CATL punta sulla lunga durata delle batterie
E il pensiero che un'auto abbia trascorso i primi anni di vita collegata a una stazione di ricarica rapida è fonte di grande preoccupazione per il potenziale acquirente. Secondo CATL, uno dei più grandi fornitori cinesi di batterie per veicoli elettrici (guarda la hompage di CATL), questo scenario potrebbe presto cambiare.
Guardiamo prima il video pubblicato sul canale YouTube di CATL e poi approfondiamo la questione.
La tecnologia 5C e i numeri dichiarati
Il colosso asiatico ha presentato un nuovo pacco agli ioni di litio con tecnologia 5C, progettato per resistere a cicli di ricarica intensivi. In condizioni ideali, con temperatura ambiente di 20 °C e utilizzo di un caricabatteria rapido, l’accumulatore sarebbe in grado di conservare l’80% della capacità originale dopo 3.000 cicli completi. Tradotto in percorrenza, significa circa 1,8 milioni di chilometri (guarda un'altra proposta di CATL).
Prestazioni elevate anche ad alte temperature
Anche in condizioni climatiche estreme i dati restano significativi. CATL dichiara che a 60 °C, una temperatura difficilmente raggiungibile anche nelle estati più torride, la batteria mantiene l’80% di capacità dopo 1.400 cicli, equivalenti a circa 840.000 km. Valori che superano ampiamente la vita media di molte automobili.

Ricarica ultraveloce senza compromessi
La sigla 5C indica una velocità di carica teorica che consente di passare dallo 0 al 100% in circa 12 minuti. Normalmente, una ricarica così rapida accelera il degrado, ma CATL sostiene di averlo contenuto grazie a una chimica evoluta e a una gestione termica avanzata.

Il segreto è tutto nella chimica CATL
Tra le soluzioni adottate figurano un rivestimento catodico più uniforme, additivi nell’elettrolita capaci di limitare le microfratture e uno strato termosensibile nel separatore che regola il flusso degli ioni. Il sistema di gestione indirizza inoltre il raffreddamento nei punti più critici del pacco batteria.

Prospettive e incognite
Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l’uso intensivo dei BEV, soprattutto per taxi, flotte e servizi di consegna. Detto tutto il bene che si può dire di questa novità tecnologica, serve restare con i piedi per terra, poiché siamo ancora in una fase di pieno sviluppo e restano da chiarire tempi di produzione e applicazioni reali.
Se anche solo parte delle promesse fosse confermata, l’idea di una batteria più longeva dell’auto stessa sarebbe molto più concreta e aprirebbe una porta alla diffusione dei veicoli elettrici usati per dare un bell’impulso all’elettrificazione. Voi cosa ne pensate?



