C’era una volta il ''Made in Germany'', quel marchio di fabbrica che faceva tremare le poltrone in pelle dei manager di Stoccarda e Wolfsburg.
Poi è arrivato il 2025 e i cinesi, stanchi di aspettare che il navigatore dell’auto tedesca si connettesse allo smartphone, hanno deciso di comprare local.
Secondo lo studio dell’Istituto Economico Tedesco (IW), riporta Automotive News Europe, le esportazioni di auto e componenti dalla Germania verso la Cina sono precipitate a meno di 14 miliardi di euro, un terzo in meno rispetto all’anno prima.
Per rendere l’idea: dal 2022 il business è più che dimezzato, passando da quasi 30 miliardi a una cifra che farebbe piangere anche il robot di stabilimento più ottimista.

Insomma, la concorrenza locale non è più solo un’eventualità: è un dato di fatto.
Mentre i colossi tedeschi si leccano le ferite (doganali) delle tariffe USA e cercano di vendere auto in Europa a gente che non sa se potrà scaldarsi in inverno o caricare la macchina, Pechino vince la guerra.
Una guerra fatta di schermi giganti, connettività 5G e prezzi che farebbero impallidire un saldo da concessionario di periferia.
E mentre le Case automobilistiche tedesche, il fior fiore dell’industria teutonica, si dibattono tra il passaggio all’elettrico (costoso) e la concorrenza interna (feroce), il Cancelliere Friedrich Merz è dovuto salire in groppa al cammello diplomatico e volare a Pechino.
La missione? Buttiamola in ridere: chiedere per favore se, magari, qualche auto tedesca può ancora essere utile come apriporta nei garage di lusso di Shanghai.
Un viaggio che, più che una visita di Stato, sa di tentativo di rianimazione commerciale in salsa bavarese.
Per la Germania, l'unica speranza è che Merz abbia in mente un buon piano. Perché così, è una partenza col freno a mano tirato.
Fonte: Automotive News Europe



