Presente quando a scuola davate degli ''sfigati'' a quelli con i pantaloni a zampa e poi, dieci anni dopo, siete i primi a comprarli spacciandoli per l’ultima tendenza vintage-chic? Ecco, a Volkswagen viene rinfacciata più o meno la stessa cosa.
Protagonista della vicenda è il glorioso motore EA211, un pezzo di storia che ha motorizzato metà del pianeta e che ora, in Cina, viene presentato come il ''Golden Range Extender'', il cuore pulsante della nuova gamma ID. Era.
Il problema è che i cinesi, si sa, hanno la memoria lunga e lo smartphone rapido. Nel 2020, quando brand come Li Auto dominavano il mercato delle EREV (elettriche con range extender a benzina), i vertici di Volkswagen China storcevano il naso, definendo tale tecnologia ''superata'', ''poco ecologica'' e ''senza potenziale''.
Fast Forward al 2026: VW annuncia con orgoglio il nuovo SUV ID. Era 9X (ne abbiamo parlato giusto ieri) che usa proprio... un motore a benzina come generatore.
Il trolling è servito. Li Auto pubblica un post sul social Weibo che è un capolavoro di sarcasmo.
“Congratulazioni a Volkswagen per aver messo in produzione in soli sei anni una tecnologia che definivano obsoleta e senza futuro!”.
Un ''benvenuti tra noi'' servito ghiacciato, che sottolinea come il colosso tedesco stia inseguendo chi, fino a ieri, guardava dall'alto in basso.
Per onor di cronaca, non è che a Wolfsburg abbiano tirato fuori un motore dal museo e lo abbiano bullonato nel telaio. Il 1.5 turbo EA211 EVO II è un gioiellino tecnico con ciclo Miller, turbo a geometria variabile e iniezione a 350 bar. Abbinato a una batteria da ben 65 kWh, promette 400 km in puro elettrico, prima che il ''vecchio'' caro quattro cilindri si svegli per dare una mano.

Basterà questo ''ritorno di fiamma'' tecnologico a convincere i clienti cinesi che VW non è arrivata fuori tempo massimo? Ai posteri (e ai dati di vendita) l'ardua sentenza.





