72.000 auto vendute in Europa nel 2025, contro le 313.000 di un lontano 2007. Un confronto che dice più di tante analisi e che conferma quanto i numeri sappiano essere spietati. Questo è il divario che racconta meglio di ogni altro dato il declino di Honda nel Vecchio Continente, dove il marchio giapponese oggi viaggia a livelli paragonabili a quelli di Lexus. A margine del Goodwood Festival of Speed, il presidente di Honda Europe Hans De Jaeger ha spiegato in un’intervista ad Autocar come l'azienda intenda invertire la rotta, senza inseguire i grandi numeri della concorrenza.
La nuova strategia
De Jaeger ammette che Honda «non è un grande player» in Europa. Mazda e Suzuki hanno più che raddoppiato le vendite del marchio nello stesso periodo, Nissan viaggia vicino alle 300.000 unità (nonostante le difficoltà interne), Toyota sfiora quota 900.000. La strategia, quindi, punterà a una crescita che sia «sostenibile e sana» concentrata su Unione Europea, Regno Unito e Turchia, mercati che insieme valgono circa 100.000 vendite l'anno per Honda.
Il fulcro del piano, secondo De Jaeger, è «portare un prodotto che tocchi il punto giusto» per il cliente, puntando su modelli capaci di distinguersi e di «mettere un sorriso sul volto» di chi li guida. Un posizionamento che il dirigente definisce quasi un vantaggio competitivo della propria debolezza dimensionale: «Se entri nel campo di battaglia dei modelli mainstream, è un mercato molto difficile. Lo vediamo con molti costruttori.»
Prelude HRC e Super-N come manifesto
De Jaeger cita direttamente la Prelude HRC Concept, mostrata proprio a Goodwood con componenti sviluppati da Honda Racing Corporation, e la Super-N, la piccola elettrica ispirata alla Honda City Turbo II degli anni Ottanta, come esempi concreti di questa filosofia. Sulla Super-N, il dirigente parla di una reazione «davvero, davvero positiva» del pubblico, perché il modello incarna quella «gioia un po' eccentrica» che ha storicamente caratterizzato le Honda di piccola cilindrata. Non è un caso che il modello, al momento disponibile solo nel Regno Unito, venga descritto da De Jaeger come un'auto pensata per attrarre clienti giovani più che per generare grandi volumi.
De Jaeger sottolinea che concept come questo dimostrano la volontà di Honda di tornare a «rappresentare sogni di ingegneria», in un momento in cui l'azienda ha già rivisto la propria strategia sui powertrain, puntando su una piattaforma multi-energia capace di ospitare sia motori elettrici sia ibridi, anziché sul tutto elettrico a ogni costo.
La forza delle due ruote
Un passaggio interessante dell'intervista riguarda il ruolo delle moto. De Jaeger ricorda che il business Honda è «un po' atipico», perché affianca all'automobile un impero che include anche moto, utensili, giardinaggio e motori per il settore marino. In Europa, il marchio detiene una quota del 21% nel mercato motociclistico, con 450.000 mezzi immatricolati ogni anno. Una forza che Honda, secondo De Jaeger, vuole provare a trasferire almeno in parte al mondo delle quattro ruote.
FONTE: Autocar
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



