La leggendaria Honda CB750 rinasce come una moto da corsa grazie a un progetto di Carriero Corse. Si tratta di una CB750 F2 del 1991, la cui trasformazione è stata curata da Massimo Carriero e dal suo team. La volontà è stata quella di fondere tradizione con la modernità, l'ispirazione delle café racer con uno stile più contemporaneo. Il tutto per realizzare una moto che offra un'estetica raffinata senza dimenticarsi l'anima del modello originale, con il motore ben in vista che rimane un elemento centrale.
La metamorfosi
La ''metamorfosi'' della CB750 parte dal setup della ciclistica e precisamente dalla tradizionale configurazione a doppio ammortizzatore che è stata abbandonata in favore di un nuovo monoammortizzatore Öhlins regolabile. Troviamo poi un nuovo forcellone realizzato su misura in alluminio e fibra di carbonio. Il forcellone ha permesso di accorciare il passo di ben 136 mm, che dovrebbe tradursi in una maggiore reattività nei cambi di direzione. A completare il pacchetto della ciclistica troviamo all'anteriore una forcella rovesciata Öhlins e piastre di sterzo ricavate dal pieno realizzate appositamente per questa speciale moto. Carriero Corse ha scelto poi di adottare cerchi in alluminio forgiato Marchesini, montati su pneumatici Pirelli Diablo Rosso II.
Anche il motore che come accennato in precedenza rimane in bella vista, è stato aggiornato, con la cilindrata portata a 866 cc. Il 4 cilindri in linea è stato rivisto profondamente con una logica di preparazione racing che ha comportato, ad esempio, la creazione di pistoni personalizzati. Inoltre, è stato aumentato il rapporto di compressione. L'unità adotta poi carburatori con filtri in spugna in stile prototipo, mentre la mappatura è gestita attraverso un kit Dynojet Stage 1. Il lavoro di Carriero Corse si è concentrato anche sul cambio. Via quello a 5 rapporti in favore di una trasmissione a 6 marce di origine Honda CBX750 che permette di sfruttare al meglio la maggiore coppia del motore. L’azionamento della frizione è adesso idraulico. Il motore è poi collegato a un sistema di scarico in titanio 4 in 1 con il terminale in acciaio inox collocato sotto al motore. Tra gli altri elementi ''moderni'', leve Brembo, manopole e acceleratore Domino, una nuova batteria agli ioni di litio e l'accensione keyless.
Il sistema frenante è affidato a pinze della Brembo che stringono dischi da 320 mm all'anteriore e uno flottante al posteriore. Non manca nemmeno un cruscotto digitale ECUMaster. La livrea è stata creata in collaborazione con Jackem Design e la moto adotta pannelli in fibra di carbonio sulla carenatura e serbatoio in alluminio.






