Possiede un archivio, Ford, che farebbe venire i brividi a qualsiasi appassionato: oltre 350.000 negativi fotografici, conservati in un caveau a temperatura controllata, che documentano l'intero processo di design di quasi ogni vettura prodotta dalla metà degli anni Cinquanta fino ai primi anni Duemila.
Modellini in argilla (clay model in latino), bozzetti, prototipi, varianti mai realizzate: tutto lì, al buio. E in bianco e nero.
La buona notizia è che qualcuno ha deciso di tirarli fuori. La notizia meno buona - diciamo così, per cortesia - è che per colorarli hanno usato la palette del 2026.

L'esperimento, condotto attraverso il Ford Heritage Vault, ha preso alcuni scatti storici della Mustang e li ha ricolorati con l'intelligenza artificiale. Il risultato è curioso, a tratti affascinante e ogni tanto un pochino straniante. Come vedere tua nonna con le scarpe da trail running.
Tra i soggetti scelti c'è una clay model del 1963 di una Mustang berlina a quattro porte - sì, hai letto bene, una Mustang con quattro porte - che nella realtà non è mai arrivata in produzione, e che qui viene ''resuscitata'' in un improbabile Intense Lime Yellow Metallic.

Poi c'è una Fastback del 1966 in Grabber Blue Metallic (questa almeno ha una certa logica cromatica), un concept sempre del '66 in Race Red, infine la Mustang I - quella che Ford portò nelle università per testare l'appetito dei giovani per le sportive - rivestita di Orange Fury Metallic Tri-coat, che di certo non passa inosservata (sfoglia anche la gallery).
Il problema, se così si può chiamare, è che tingere un'auto degli anni Sessanta con i colori del 2026 è un po' come restaurare un affresco rinascimentale con le vernici acriliche del Brico. Tecnicamente, funziona. Esteticamente, non solleva qualche domanda?
L'esperimento è però, nelle intenzioni, del tutto legittimo: Ford stessa ammette che si tratta di un'esplorazione, e che l'obiettivo finale sarebbe quello di colorare i negativi storici con i colori originali, restituendo le immagini così come furono pensate. Questo sì, avrebbe un senso storico preciso e un valore documentale notevole.
Per ora è un cosiddetto proof of concept. Con qualche anno in più di sviluppo — e qualche storico del design in più nel team — potrebbe diventare qualcosa di davvero importante. Trecentocinquantamila negativi aspettano.













