Gli incentivi per le auto elettriche hanno permesso di spingere le vendite delle BEV sul mercato italiano e i progressi sono evidenti guardando i numeri delle immatricolazioni degli ultimi mesi. Tuttavia, da un po' di tempo è emerso un problema nel processo dei rimborsi alle concessionarie che UNRAE e Ferdauto hanno ribadito ulteriormente nei comunicati relativi all'andamento del mercato auto italiano di marzo 2026.
Il meccanismo dei rimborsi si è inceppato
Come funzionavano gli incentivi? In estrema sintesi l'Ecobonus veniva applicato come sconto dalla concessionaria che poi si faceva rimborsare dal Ministero dell'Ambiente quanto anticipato. A quanto pare, qualcosa si è inceppato nel meccanismo dei rimborsi con la diretta conseguenza che le concessionarie si trovano esposte per milioni di euro. Una situazione complessa che lascia queste aziende sotto pressione vista l'ingente esposizione finanziaria. Per questo, sia UNRAE e sia Federauto chiedono un immediato intervento da parte del Ministero dell'Ambiente per andare a risolvere tale problematica.
Importante garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite per evitare problemi alla filiera automotive italiana.
Ritardi nelle consegne
Questa situazione di ritardi nei rimborsi può avere conseguenze dirette anche per i clienti. Infatti, in attesa che i rimborsi vengano sbloccati, le concessionarie potrebbero ritardare le consegne delle auto acquistate con gli incentivi, con ovvi disagi da parte dei clienti.
Cosa dicono UNRAE e Federauto
Il Presidente UNRAE Roberto Pietrantonio sollecita quindi un intervento urgente per sbloccare il rimborso alle concessionarie.
È necessario intervenire con urgenza sul tema degli incentivi: la rete dei concessionari li ha anticipati di tasca propria, esponendosi per milioni di euro e sostenendo rilevanti oneri finanziari. Il ritardo nei rimborsi sta mettendo sotto pressione centinaia di imprese. È quindi fondamentale garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite, per tutelare la stabilità della filiera e rafforzare la credibilità delle misure pubbliche.
Sulla stessa linea Massimo Artusi, presidente Federauto.
Riguardo a questi incentivi non possiamo tacere che si tratti di un’operazione che continua ad incepparsi nella fase decisiva dell’erogazione del sostegno da parte del Ministero dell’Ambiente, il cui blocco perdura già da oltre un mese. Dal momento che la misura prevede che l’incentivo sia erogato sotto forma di sconto sul prezzo d’acquisto, le concessionarie si devono far carico di anticipare alle case la differenza (il valore di ciascun voucher) di cui dovrebbero successivamente essere rimborsate. In questa situazione, le concessionarie, si sono esposte oltre l’aggravio dei loro costi, finanziariamente e commercialmente per svariati milioni di euro, per saldare i costruttori, e si trovano nella paradossale difficoltà di spiegare al cliente, come mai non possono consegnargli l’auto che ha acquistato. Federauto ha più volte sollecitato il Ministero dell’Ambiente, prima paventando il crearsi di tale situazione, poi per sollecitare un intervento urgente dello stesso ministro Gilberto Pichetto Fratin, affinché la presenza di una singola pratica non conforme non blocchi la prosecuzione dell’iter relativo a tutte le altre istanze a danno dei concessionari e con grande disagio per i clienti.



