La rivoluzione elettrica di Ford non passerà soltanto dalle batterie o dal software. Il vero cambio di paradigma potrebbe arrivare dalla fabbrica. Il nuovo Universal EV Production System annunciato dal CEO Jim Farley promette infatti di riscrivere le regole della produzione automobilistica: più veloce, meno costosa e – sorpresa – con un ruolo più centrale per gli esseri umani rispetto ai robot.
Una catena di montaggio più veloce perché meno complessa
Durante un’intervista racolta da TopGear inglese, Farley ha spiegato che il nuovo sistema produttivo sviluppato per i futuri modelli elettrici a basso costo consentirà a Ford di ridurre drasticamente i tempi di assemblaggio. L’obiettivo? Un processo fino al 40% più rapido rispetto agli attuali standard produttivi.
La chiave sta in un approccio radicalmente diverso alla costruzione dell’auto. Invece della classica sequenza di operazioni su una scocca già completa, Ford prevede di assemblare il veicolo in tre macro-sezioni, per poi unirle nelle fasi finali della linea. Una soluzione che rende il processo più snello e migliora l’efficienza complessiva di circa il 30%.
In pratica, molti componenti di grandi dimensioni – come la plancia – non dovranno più essere inseriti attraverso le portiere con complessi macchinari. Con la struttura dell’auto ancora “aperta”, i tecnici potranno installarli in modo diretto e molto più semplice.

Meno saldature, più integrazione strutturale
Il nuovo schema produttivo porta con sé anche un cambiamento strutturale nel modo in cui l’auto viene progettata. Farley ha spiegato che il sistema ridurrà drasticamente il numero di componenti stampati e di operazioni di saldatura.
Un elemento chiave sarà la batteria strutturale, che fungerà anche da pianale del veicolo. Ford utilizzerà accumulatori LFP (litio-ferro-fosfato), più economici e adatti a modelli di grande diffusione.
Secondo il CEO, anche l’unione tra la parte anteriore del veicolo e il resto della struttura seguirà una logica completamente nuova, tanto da spingersi a dire che nessuno ha mai prodotto in grande serie un’auto in questo modo. Il ritmo previsto è impressionante: una vettura ogni 50 secondi.
Il debutto nel 2027 con un’elettrica da 30.000 dollari
Il primo modello realizzato con questo sistema dovrebbe arrivare nel 2027, con un prezzo di partenza attorno ai 30.000 dollari. Non sarà però un’elettrica “basic”.
Farley ha anticipato che offrirà tecnologie di guida assistita di nuova generazione, compresa la guida autostradale hands-off ed eyes-off, che cioè non richiederà la costante supervisione dell'esere umano.
L’idea è chiara: creare un’auto accessibile ma desiderabile. Non il classico veicolo elettrico economico pensato solo per soddisfare le normative sugli incentivi, ma un prodotto capace di attirare davvero i clienti.
Perché Ford deve abbassare i prezzi
La sfida del prezzo è tutt’altro che secondaria. Oltre un secolo fa Ford diventò un colosso globale proprio grazie alla capacità di costruire auto accessibili al grande pubblico lanciando la Model T. Oggi la situazione è ben diversa.
Il modello più economico della gamma statunitense è il pick-up compatto Maverick, che parte comunque da circa 30.000 dollari. Non proprio una cifra popolare, e soprattutto non una soluzione adatta a tutti, trattandosi di un piccolo truck.
Nel frattempo, i modelli che per anni hanno sostenuto i conti dell’azienda sono diventati sempre più costosi. Il F-150, simbolo della gamma Ford, ha visto i prezzi crescere sensibilmente negli ultimi anni, mentre il SUV Explorer parte ormai da circa 40.000 dollari e può salire rapidamente con gli allestimenti.
Il risultato è che anche i veicoli familiari non di lusso stanno diventando sempre più difficili da acquistare. Ed è proprio qui che entra in gioco la nuova strategia produttiva: ridurre i costi industriali per riportare i prezzi su livelli più accessibili.
Fonte: TopGear





