Ferrari continua a lavorare per il futuro. E sembra essere orientata a diverse soluzioni. Questo è quello che emerge dall’analisi dei brevetti che il Cavallino Rampante ha depositato presso l'USPTO (l'ufficio brevetti americano). Due di questi brevetti descrivono un sistema inedito per gestire il calore prodotto dallo scarico trasformandolo in un vantaggio. L'idea è particolarmente interessante, oltre che ambiziosa. Invece di limitarsi a dissipare il calore in eccesso, il sistema lo converte in spinta aerodinamica aggiuntiva, senza turbocompressore e senza modificare il funzionamento del motore.
Come funziona il sistema brevettato da Ferrari

Il sistema si compone sostanzialmente di due elementi principali. Il primo è un collettore di scarico con una struttura con superfici alettate progettata per dissipare il calore in eccesso più efficacemente rispetto a un collettore tradizionale, riducendo lo stress termico sui materiali e migliorando la durata dei componenti.
Il secondo elemento è quello più originale e prevede un condotto cavo che corre in parallelo al collettore alettato, attraverso cui viene convogliata l’aria prelevata dall'esterno del veicolo. Questo tubo assorbe parte del calore generato dallo scarico, poi espelle l'aria riscaldata verso l'esterno attraverso un ugello appositamente sagomato. L'ugello restringe progressivamente il passaggio dell'aria, aumentandone la pressione e la velocità in uscita. In questo modo l'aria compressa all'interno del condotto, quando fuoriesce dall'ugello, genera una spinta in avanti. Un principio simile a quello dei motori a reazione, applicato in scala ridotta a un'auto di serie.
Il vantaggio rispetto a un turbocompressore tradizionale è che il sistema non crea contropressione sull'impianto di scarico, non condiziona i cicli del motore e può essere applicato indipendentemente dal tipo di propulsore. I brevetti specificano che lo stesso principio potrebbe essere adottato sui veicoli elettrici (come la discussa Ferrari Luce) per dissipare il calore delle batterie e dei motori elettrici generando al contempo una piccola spinta aggiuntiva.
Al momento, come sempre accade con i brevetti, siamo nel campo della ricerca. La realizzazione pratica richiederebbe una progettazione meccanica e aerodinamica molto precisa per garantire che ogni componente lavori correttamente. Ma è comunque indicativo del lavoro degli ingegneri di Maranello nell’esplorare soluzioni inedite per aumentare la potenza delle proprie vetture.
FONTE: CarBuzz
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



