Se sei un purista della Porsche, sai bene che l'addio al raffreddamento ad aria — avvenuto quasi trent'anni fa con il pensionamento della generazione 993 — è ancora una ferita aperta per molti collezionisti.
A Stoccarda, però, non hanno mai smesso di pensarci. Un brevetto depositato in Germania nel 2025 e pubblicato ufficialmente il 7 maggio scorso svela un sistema termico decisamente interessante, capace di mescolare la vecchia scuola ingegneristica con le esigenze prestazionali moderne.

Un'idea che arriva dal passato (ma guarda al futuro)
Il documento depositato presso il DPMA si intitola, senza troppi giri di parole, ''Autoveicolo con motore a combustione raffreddato ad aria e liquido''. Non si tratta quindi di un ritorno puro e semplice al passato, ma di un sistema di gestione termica ibrido.
Qualcosa di simile, concettualmente, si era già visto sulla leggendaria 959 da pista, che utilizzava il basamento raffreddato ad aria e le testate ad acqua.
Questa volta, però, l'idea unisce un classico circuito a liquido (con radiatore, pompa e condotti) a un flusso d'aria attivo convogliato intorno al blocco motore, al turbocompressore e ai componenti dello scarico.
Il motore è racchiuso in un guscio che funge da enorme condotto aerodinamico: l'aria viene aspirata dal radiatore, soffiata sul motore ed espulsa dal retrotreno. Ci sono persino le alette di raffreddamento sul basamento, un dettaglio visivo e tecnico che rimanda direttamente ai vecchi motori della 911.

Vantaggi di spazio, aerodinamica e... deportanza
Sulla carta, questa soluzione porta con sé vantaggi pratici non indifferenti per quanto riguarda il packaging, ovvero l'ottimizzazione degli ingombri per le vetture a motore centrale o posteriore.
Circuiti idraulici più corti: con il radiatore posizionato vicino al motore, le tubazioni del liquido si accorciano, riducendo il peso e la complessità dell'impianto.
Frontale più pulito: liberare la zona anteriore da enormi bocche di raffreddamento permette di migliorare l'efficienza aerodinamica della vettura.
Avviamento a freddo intelligente: nelle partenze a freddo, la ventola può invertire la direzione del flusso, ricircolando l'aria calda e il calore dello scarico per portare il motore in temperatura nel minor tempo possibile.
Effetto suolo forzato: il brevetto accenna al fatto che questo sistema di ventilazione potrebbe aiutare a generare deportanza al retrotreno, una soluzione che ricorda molto da vicino la logica della ventola posteriore vista sulla Gordon Murray Automotive T.50.

Vedrà mai la produzione?
Come per ogni brevetto, non c'è alcuna certezza che questa tecnologia arrivi su strada. Resta da capire come gli ingegneri Porsche gestiranno il rumore della ventola meccanica, che fu uno dei motivi tecnici che decretarono il pensionamento del motore ad aria a fine anni Novanta.
Se però questo progetto dovesse superare la fase di studio, potresti trovarti di fronte a una sportiva di nuova generazione capace di respirare, almeno in parte, come le sue antenate. Una nuova sportiva a motore termico.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.








