Quanto sta accadendo è quantomeno curioso. C’è chi in Audi ha sempre ripetuto che E5 Sportback ed E7X, le due elettriche sviluppate con SAIC per il solo mercato cinese (quelle con il solo lettering AUDI e non il logo con i quattro anelli, per intenderci), non sarebbero mai arrivate in Europa. Di fatto Audi sta mantenendo quanto dichiarato, ma quei modelli stanno comunque iniziando a circolare sulle strade del Vecchio Continente. Precisamente in Germania. Com’è possibile?
Un importatore indipendente ha deciso di aggirare i piani di Audi.
Un mercato parallelo
L’azienda si chiama Auto China e non è nuova a operazioni di questo tipo. Negli anni ha già importato, omologato e immatricolato in Europa modelli esclusivi del mercato cinese come la Xiaomi SU7 Ultra e la Zeekr 9X. Ora ha aggiunto alla lista le due Audi a marchio AUDI. Nonostante i costi aggiuntivi di trasporto e omologazione, secondo i prezzi pubblicati dall’importatore la E5 e la E7X in versione di punta risultano comunque più economiche degli equivalenti europei.
La E5 top di gamma, con powertrain a doppio motore da 776 CV e batteria da 100 kWh, costerebbe circa 28.000 euro in meno della Audi S6 Sportback e-tron, che pure monta una batteria della stessa capacità ma eroga 543 CV. Anche la E7X, che parte da circa 86.800 euro comprensivi di trasporto, immatricolazione e IVA secondo il configuratore dell’importatore, si posiziona sotto la Audi SQ6 e-tron, ferma a 93.800 euro in Germania nonostante dimensioni inferiori e l’assenza del Lidar.
L’importatore include nel prezzo un adattatore di ricarica e offre due anni di garanzia tramite una rete di officine indipendenti, non collegata alla rete ufficiale Audi.
Il rovescio della medaglia
Restano diverse incognite per chi decidesse di acquistare una di queste vetture. La rete di assistenza indipendente non ha lo stesso livello di competenza dei centri Audi, e la disponibilità dei ricambi rimane un punto interrogativo. C’è poi un tema più tecnico legato anche alla sicurezza. I sistemi di guida assistita di E5 ed E7X, basati su LiDAR e undici telecamere, sono stati tarati sulle strade cinesi, con logiche di riconoscimento e reazione diverse da quelle richieste dal traffico europeo.
La vicenda ha diversi elementi interessanti. Innanzitutto che un importatore indipendente vada contro le logiche industriali di un marchio come Audi. Questo significa anche che quell’importatore crede che il mercato sia ricettivo a vetture che la casa madre ha invece pensato per un mercato molto diverso. Senza sottovalutare come non è chiaro quale iter di omologazione abbia seguito Auto China per portare su strada tedesca un’auto pensata per una normativa diversa da quella europea, tra requisiti sui pedoni, sistemi ADAS ed emissioni elettromagnetiche. Molto probabilmente l’importatore ha seguito la procedura dell’omologazione per singolo veicolo, di norma più permissiva ma anche più costosa e limitata nei volumi.
C’è poi un dettaglio che il confronto sul prezzo rischia di far passare in secondo piano. La garanzia di due anni non è quella di Audi, ma quella di una rete di officine indipendenti, il che significa che in caso di controversia l’interlocutore del cliente non sarebbe la casa di Ingolstadt bensì l’importatore stesso. Anche il paragone tra E5 e E7X e i modelli ufficiali S6 Sportback e-tron e SQ6 e-tron, per quanto utile a dare un’idea di massima, va contestualizzato. Questo perché mette a confronto vetture che si assomigliano nel prezzo ma non del tutto nella sostanza. Il risparmio, insomma, potrebbe rivelarsi meno immediato di quanto suggerisca il solo confronto tra i listini.
FONTE: Automobilwoche
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




