Il nuovo frontale, più pulito, la rende più elegante e raffinata; nuovi interni alzano il tono in abitacolo. Honda Civic 2026 cambia in modo sottile, ma efficace per guadagnare appeal e conferma le doti di sempre: grande efficienza e una guida davvero entusiasmante.

Design e interni della nuova Honda Civic 2026
Inutile girarci intorno: è da qualche anno che lo stile della Honda Civic non convince appieno i clienti italiani, forse troppo schiavi della moda dei SUV.
Il modello uscito nel 2022 aveva già fatto molto per riallacciare i rapporti, rinunciando a spigoli e prese d’aria che facevano sembrare la precedente generazione un robottone da manga giapponese.
L’ultimo facelift datato 2026 compie l’ultimo e decisivo passo per abbracciare uno stile personale e maturo, passando dalla tuta da pilota di mecha al golfino di cashmere.
Tutto gira attorno al nuovo frontale, il cui aggiornamento più evidente è la sparizione delle luci antinebbia dalla parte bassa del fascione: ora integrate nei proiettori a LED. Grazie a questa soluzione ora il look è molto più pulito, levigato ed elegante.
Non mancano finiture differenti per le modanature dei fari e uno spoiler in tinta con la carrozzeria, nuovi cerchi e cornici delle porte in nero lucido.
Ne beneficia tutto l’insieme, che trova nuova armonia ed equilibrio formale, con la slanciatissima fiancata e la bella coda a chiudere una Civic più desiderabile che mai.

Interni e dotazioni
Salgo a bordo e la Civic 2026 mi accoglie ariosa, con un tetto panoramico apribile che stempera il nero del nuovo rivestimento e porta tanta luce a bordo. Inoltre è munito di tendina elettrica, per quando i raggi del sole si fanno troppo insistenti.
Apprezzo soprattutto gli arredi poco invadenti che avvantaggiano lo spazio interno. Per questo paiono in controtendenza rispetto alla moda del momento, che invece li vuole iper-avvolgenti.
Ma diciamolo, la Civic è in controtendenza un po’ su tutti i fronti, vista anche la posizione di guida bassa che guarda con un certo snobismo agli inflazionatissimi crossover.
Con buona pace della Honda ZR-V, che dalla Civic deriva, è la berlinetta che rimane la più indicata per solleticare il palato dei veri connoisseur della bella guida.
Una guida che interpreta con una messa a punto così raffinata come è sempre più raro riscontrare tra le auto moderne. Ma su questo torneremo più tardi.
Per rimanere sul tema degli interni e delle tecnologie di bordo, la Civic spicca per un abitacolo accogliente e generoso in fatto di centimetri.
Uniche note negative, le sedute anteriori non sono molto profonde; il pavimento molto rialzato al centro penalizza l’eventuale quinto passeggero, e il piano di carico non è perfettamente piano.
Un dettaglio che complica un pochino la sistemazione dei bagagli – ma nemmeno troppo, va detto - a fronte di un volume di 410 litri (404 litri nell'esemplare in prova, che ha l'audio premium Bosee) e di una cappelliera avvolgibile che non sopporta carichi, ma è molto comoda da aprire e chiudere.

Impressioni di guida
Seduto al posto di guida regolo il sedile all’altezza minima e mi sembra di stare su un’auto sportiva: con il fondoschiena a due palmi da terra e il volante verticale davanti. È la situazione ideale per sentire al meglio la vettura e avere sempre il massimo controllo.
Discutibile invece l’infotainment, che ha sì due comodi tasti fisici per tornare al menu precedente e al menu principale, oltre a un pomello per il volume dell’audio, ma misura appena 10,2 pollici, soffre di comandi vocali poco efficienti e di un navigatore poco intuitivo.
Per fortuna Apple Carplay e Android Auto sono di serie e permettono di aggirare questi limiti con le app dei telefonini. Apprezzo invece che ci siano comandi fisici per il clima bi-zona, per l'audio e le funzioni principali dell'infotainment.
I comandi del cambio, va detto, richiedono un po' di abitudine per essere usati speditamente nelle manovre senza guardare, giacché sono quattro tasti dedicati che si usano in modo diverso: P, N e D si premono dall’alto verso il basso, mentre il comando della retromarcia (R) va tirato indietro.

Al volante della nuova Civic ibrida
Esco dal parcheggio con l’aiuto della retrocamera e dei sensori, che mi offrono riferimenti precisi e una panoramica ampia e chiara delle retrovie. Eventuali veicoli che provengono di lato mentre esco in retro da un posteggio a lisca di pesce non sfuggono al potente occhio elettronico della Honda.
Fin dai primi metri, poi, ritrovo la Civic che mi ricordavo: fluida, silenziosa e assai poco sensibile alle asperità dell’asfalto. Anche sul pavé cittadino viaggio in pieno comfort.
La silenziosità, perturbata solo dal rotolamento delle gomme sugli asfalti ruvidi, permette di apprezzare appieno l’impianto audio premium Bose, che ha un una pulizia del suono da riferimento.
Le sensazioni al volante ricordano un’auto elettrica, grazie al particolare sistema ibrido Honda e:HEV che funziona così: in genere il quattro cilindri a benzina da 2,0 litri fa da generatore per ricaricare la batteria o alimentare il motore elettrico di trazione.
Quando la carica nella batteria e il ritmo della guida lo consentono, il motore si spegne per farmi viaggiare in elettrico. Altre volte si collega direttamente alle ruote tramite una frizione automatica, ma senza alcun cambio nel mezzo, per migliorare il rendimento.
Quattro le modalità di guida: Econ, Normal, Sport e Individual. E lo dico subito, la Econ è la migliore, visto che non mortifica la guida, consente sorpassi veloci e sicuri, ottimizzando nel contempo consumi e sound. Premi a tavoletta e ti pare di essere il proietto di una fionda.
Vero, in Normal e ancora più in Sport, la risposta all’acceleratore si fa un pochino più incisiva. Ma nemmeno tanto, dopotutto, e quando affondo sul gas il motore sembra andare su di giri più del necessario, a dare una sorta di effetto scooter.
Le palette dietro al volante? Rispondono presente, ma servono solo per regolare il freno motore al rilascio del gas, e con esso il recupero di energia del sistema ibrido. Niente cambiate: né vere né simulate, visto che qui un cambio non c’è proprio.

Tra le curve è dinamica come poche
L’assetto mi accompagna alla perfezione tanto sugli avvallamenti autostradali, dove l’auto viaggia sui binari, con le ruote che assecondano dolcemente ogni ondulazione, quanto tra le curve.
Qui, senza mai risultare rigida, la Civic trova presto l’appoggio e asseconda i cambi di direzione senza rimbalzare da una parte all’altra.
Bene, ma non benissimo, la guida autonoma di secondo livello, che rallenta con la giusta dolcezza quando altri veicoli invadono la nostra corsia, ma che non sempre riesce a mantere una distanza rassicurante dal margine sinistro della strada quando la uso in corsia di sorpasso.
Mi piacerebbero delle scorciatoie per spegnere al volo il mantenimento di corsia: operazione possibile ma un po’ laboriosa visto che devo entrare in un apposito menu sul quadro strumenti, utilizzando la rotellina sulla razza destra del volante.
Avvicinandosi ai limiti di tenuta, dapprima emerge un progressivo sottosterzo, mentre eventuali sovrasterzi vengono prontamente contrastati dal controllo di stabilità, che risponde alla bisogna in modo efficace e discreto: senza farsi notare troppo.
Lo sterzo mi conquista per le sensazioni che trasmette: è assai più comunicativo della media delle auto odierne e anche quanto a dolcezza e precisione è da riferimento.
Sempre fluido e mai frettoloso, è anche molto diretto, visto che bastano circa due giri e un quarto per andare da un estremo all’altro: grazie al servosterzo a rapporto variabile, che aumenta il rapporto di demoltiplica con la velocità per rendere la guida più stabile e rassicurante.
Bene la vérve, con 184 CV e 315 Nm sempre pronti sotto al piede, a dare 180 km/h di velocità massima e uno sprint notevole nelle partenze da fermo. Per lo 0-100 km/h servono infatti da 7,8 a 8,1 secondi, secondo l'allestimento scelto: più è ricco, più pesa e più penalizza l'accelerazione.
In definitiva, la Civic è forse la rivale più temibile per la neonata coupé Honda Prelude, certo avvantaggiata da un look più sexy, ma non molto diversa nella guida.

Honda Civic 2026 ibrida: i consumi nel mondo reale
Lato consumi, la Civic e:HEV mostra livelli di efficienza notevoli, consentendo con facilità di superare i 20 km/l in città (meno di 5 l/100 km).
In extraurbano siamo vicini ai 4 l/100 km (25 km/l) e in autostrada, dove le auto ibride spesso mostrano il fianco, si accontenta di 6,4 l/100 km a 130 km/h costanti con la guida autonoma in funzione. La media della prova è stata di 5,8 l/100 km.
Consumo | Urbano | Extraurbano | Autostradale | Medio |
| l/100 km | 4,8 | 4,0 | 6,4 | 5,8 |
| km/l | 20,8 | 25 | 15,6 | 17,2 |
Il serbatoio di benzina, va detto, è quasi da utilitaria: appena 40 litri, ma grazie ai consumi contenuti, la Civic consente comunque un'autonomia superiore a 600 km con ogni pieno.
La scheda tecnica
| Motore | 1.993 cc, 4 cilindri, benzina, full hybrid |
| Potenza | 184 CV |
| Coppia | 315 Nm |
| Velocità | 180 km/h |
| 0-100 km/h | da 7,8 a 8,1 secondi secondo allestimento |
| Cambio | eCVT |
| Trazione | anteriore |
| Dimensioni | 4,56 x 1,80 x 1,41 m |
| Bagagliaio | da 410 a 1.220 litri |
| Peso O.D.M. con conducente | da 1.445 a 1.502 kg |
| Prezzo | da 37.500 euro |
Dotazioni e prezzi
Honda Civic 2026 attacca a 37.500 euro dell'allestimento Elegance, che rispetto a prima guadagna di serie la ricarica wireless per lo smartphone e lo specchietto elettrocromico.
Altre dotazioni qualificanti, tra le tante, la suite completa di aiuti alla guida con tutti i sistemi di sicurezza del caso e la guida autonoma di secondo livello. E ancora, sedili risaldabili, vetri privacy, sistema keyless, retrocamera e sensori di parcheggio con monitoraggio del traffico in manovra.
L'infotainment ha lo schermo da 9 pollici, 8 altoparlanti e prevede già navigatore, vivavoce, Apple Carplay e Android Auto. Oltre alla radio DAB, s'intende.
Dal livello Sport (38.500 euro), i cerchi passano da 17 a 18 pollici di diametro. Sono inoltre previsti il volante riscaldato e strumentazione con schermo da 10,2'' invece della strumentazione standard da 7 pollici. Il clima rimane bi-zona, ma guadagna una bocchetta per ventilare i sedili posteriori. E la selleria in tessuto lascia il posto a un mix di tessuto ed ecopelle.
Il vero salto di qualità, però, lo fa l'allestimento Advance top di gamma (quello dell'auto in prova), che per 41.000 euro aggiunge sedute in pelle, sedili anteriori a regolazione elettrica, luci ambient, abbaglianti automatici e luci di svolta, tetto panoramico apribile e audio premium firmato Bose.
Quale scegliere? L'allestimento base offre già una dotazione di tutto rispetto e con 7,8'' nello 0-100 km/h è anche la più scattante. I sedili in tessuto e i cerchi da 16'', però, mortificano un po' il look.
La Civic Sport può apparire la scelta più equilibrata, ma tetto panoramico e audio Bose possono fare la differenza. Se il top di gamma rientra nel tuo budget, è in questo allestimento che la Civic dà il meglio di sé, offrendoti un ambiente dal sapore premium. Pensaci.
| Allestimento | CV / Kw | Prezzo |
|---|---|---|
| Civic 2.0 Elegance 143 CV eCVT | 143 / 105 | 39.900 € |
| Civic 2.0 Sport 143 CV eCVT | 143 / 105 | 42.000 € |
| Civic 2.0 Advance 143 CV eCVT | 143 / 105 | 44.400 € |
| Civic 2.0 Type R | 329 / 242 | 59.300 € |
Per ulteriori informazioni su listino prezzi, caratteristiche e dotazioni della Honda Civic visita la pagina della scheda di listino.
Scheda, prezzi e dotazioni Honda Civic






















