Autore:
Luca Pezzoni

AGGIUNGI UNA PRESA Batterie, presa per la corrente, niente rumore ed emissioni zero per 25 chilometri. Interessante, intonato ai tempi ma difficilmente associabile all'immaginario supercar. Ancor meno al cavallino selvaggio di Stoccarda. Eppure sotto i riflettori di Ginevra la 918 luccicava, una sigla quasi classica per una sportiva scoperta tanto tradizionale nelle forme quanto rivoluzionaria nella sostanza. Ecco i dettagli del manifesto Porsche per la supercar del futuro: corretta, ecocompatibile ma con chip, display, pulsantini e pulsantoni per mettere insieme motori termici ed elettrici e ritornare all'obbiettivo di sempre. Lasciarsi dietro tutti gli altri.

VISTARIVISTA Curiosamente, a vederla a fuori, sembra una Porche scoperta attuale, moderna e con richiami alla tradizione, ispirata alla 918 dei tempi che furono e in parte alla Carrera GT. Invece la 918 nasconde molte novità che vanno ben oltre i due posti secchi, il motore centrale, le ruotone ai quattro angoli. Tutto il succo si trova sottopelle, al riparo anche dalle stimmate stilistiche di Stoccarda, vedi gli occhi anteriori posizionati sui passaruota, la fanaleria posteriore allargata, le prese d'aria frontali e laterali. Con un'avvertenza: la 918 è molto più piacente dal vivo, le foto non rendono giustizia alle proporzioni e all'algida perfezione che trasuda dai particolari. E poi ci sono le finezze da apprezzare in movimento o solo per esperti di fluidodinamica come spoiler mobili e prese d'aria.

SPACCATO Un semplice sguardo allo spaccato, ancor prima di aprire portelli e cofani, parla dell'unicità concettuale della scoperta Porsche. C'è un classico propulsore termico in posizione centrale, un V8 da 3,4 litri evoluzione di quello montato sulla RS spider racing. Eroga 500 cavalli a 9000 giri. Ma ci sono anche le batterie agli ioni di litio, raffreddate a liquido, e due motori elettrici che aggiungono nel complesso altri 218 cavalli, uno sull'asse anteriore e uno sull'asse posteriore. E poi tante altre soluzioni pensate apposta per associare senza traumi la parola ibrida ad una supercar. Non manca neppure la presa di corrente, la 918 tecnicamente si può definire una ibrida plug-in, per ricaricare le batterie di notte o in sosta nel garage.

PRESTAZIONI A COMANDO Tutta la cavalleria viene trasmessa alle ruote tramite PDK, il cambio a doppia frizione a sette marce. Non manca la frenata rigenerativa e quattro regolazioni possibili in base all'umore del piede e della coscienza ambientale. Ci si può muovere in modalità solo elettrica per 25 chilometri, oppure utilizzare la classica modalità ibrida che prevede l'alternarsi di motore a scoppio ed elettrico in base alla situazione. Poi ci sono le due modalità toste: Sport, per iniziare a fare sul serio e il setting ultimativo, e Race, che regala "piena potenza". Con anche la possibilità, in stile Kers-Formula 1, di avere a disposizione un bottone magico per sorpassi o accelerazioni fuori ordinanza. La punta massima dichiarata raggiunge i 320 km orari mentre lo zero-cento si brucia in 3,2 secondi.

EMISSIONI MODULABILI Divertimento e grado di coscienza ambientale che sono modulabili anche nelle conseguenze. Perché le varie modalità di funzionamento consentono di cambiare, e di molto, il tabellino dei consumi ed emissioni fino a stupire con effetti speciali. La 918 può arrivare addirittura a consumare solo 3 litri di benzina per 100 km e ad emettere 70g di CO2 al chilometro. Numeri da utilitaria. Per tenere tutto sotto controllo ci sono strumenti tradizionali, ispirati alle Porsche sportive che correvano a Le Mans negli anni d'oro.

MANAGERIALE Ma anche display ultramoderni che richiamano le schermate da "gestore del mercato elettrico". Con un Range Manager in grado di suggerire se alla destinazione impostata, il campo da golf ad esempio, ci si può arrivare anche in modalità emissioni zero. Fin qui le meraviglie tecnologiche legate alla 918. E sembra chiaro che le meraviglie dell'elettrico possono essere interpretate in due sensi: salvacondotto energetico ma anche doppio divertimento. Poi ci sono le ragioni di marketing e di portafogli.

PRIMA INTER PARES In questo senso si può vedere la 918 come la star, pensata per ricordare che in gamma ci sono, o ci saranno, pronte da comprare le Cayenne e le Panamela ibride. Meno estreme, meno ipercar ma anche più spendibili e accettabili nella vita di tutti i giorni. E allora sembra certo che anche in futuro, indipendentemente dal tipo di propulsione, ci saranno sempre auto da guidare, altre da veder passare per strada e altre solo da immaginare. Con la differenza che si respirerà aria un filo più pulita. Un'ultima notazione, per fondare le doti prestazionali da Stoccarda parlano di tempi di percorrenza al Nurburgring inferiori ai 7 minuti e 30"… chi ci vuol leggere una risposta piccata alla campagna di comunicazione con cui la Nissan ha lanciato la GTR è libero di farlo. Ma questa è un'altra storia…


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