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Lexus GS 450h


Avatar Redazionale , il 29/05/06

15 anni fa - Un'ammiraglia elettrizzante

Avanti un'altra. Il gruppo Toyota si conferma pioniere tra le ibride e sforna il suo terzo modello bimotore, a benzina ed elettrico. La tecnologia raffinata è solo uno dei plus della GS 450h: anche comfort, prestazioni ed equipaggiamento sono al top. E' già in vendita, a 71.000 euro tondi tondi.

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UNA TIRA L'ALTRA "Entro il 2010 ogni modello del Gruppo avrà la sua brava versione ibrida." La promessa fatta a suo tempo da Toyota era di quelle perentorie, anche se un po' azzardata. Tuttavia, i giapponesi avranno i loro difetti ma di solito sono gente seria e così eccoli operosi, con le maniche rimboccate, iniziare a sfornare un ibrido dopo l'altro. Dopo la Prius e la Lexus RX, è la volta della GS, mentre già si profila all'orizzonte anche la variante ibrida pure della LS prossima ventura, che si chiamerà LS 600h.

AGUZZATE LA VISTA Riconoscere la GS 450h dalle sorelle a benzina è quasi impossibile. L'unica soluzione è dare una sbirciata alla coda, sormontata da uno spoilerino, o alle modanature sottoporta e aguzzare la vista per leggere la scritta identificativa. La linea è dunque quella nota, con uno stile reso personale soprattutto dal taglio attillato e spiovente del padiglione, che gira svelto sopra le teste dei passeggeri e si stiracchia verso la coda. L'impressione trasmessa è di sportività, con un look quasi da coupé e comunque ben più atletico rispetto alla media delle classiche berline a tre volumi. Forse la Lexus non avrà il blasone e il richiamo di alcune rivali europee ma a certi livelli anche un po' di understatement può far piacere.

PALMO DI NASO Se già non si conosce il trucco, è normale restare con un palmo di naso quando si apre il bagagliaio e si scopre che non c'è il portellone la cui presenza, da lontano, sembrava scontata. Nel caso della GS 450h, poi, la delusione è doppia, perché la presenza delle batterie del motore elettrico porta via un bel po' di volume utile per i bagagli. Come dice il mio amico Roberto, "Per l'acquirente Lexus non dovrebbe essere una tragedia, perché comunque la carta di credito ci sta comoda..." ma, battute a parte, i 280 litri dichiarati sono pochini e a occhio pare una missione impossibile caricare una qualsiasi valigia rigida di taglia XL. Non è un caso che la Casa giapponese offra in omaggio ai clienti della GS 450h un set di borse Samsonite studiate ad hoc per giocare a Tetris con il vano bagagli...

SOTTO ZERO Qualche indizio in più per capire che la 450h non è una GS qualsiasi lo si ha dall'abitacolo. La strumentazione, che da spenta mostra una finitura che la rende simile al fondo di una pentola d'acciaio, è priva di contagiri. Al suo posto c'è un curioso indicatore che mostra quale è in ogni momento la potenza in kW utilizzata dalla Lexus per muoversi. Al di sotto dello zero c'è una zona blu, che la lancetta occupa quando si sta decelerando o semplicemente in fase di rilascio, quando cioè il sistema ricarica le batterie del motore elettrico. La stessa informazione viene fornita anche dal piccolo display alla base del tachimetro, che illustra per sommi capi i flussi di energia tra il motore termico, quello elettrico, le batterie e le ruote.

PRIMA VISIONE Se si vuole godere appieno dello spettacolo, il consiglio è però quello di affidare il volante a qualcun altro e mettersi comodi in poltrona al posto del passeggero, selezionando in sequenza, sul computer di bordo, le schermate fino a quella chiamata Energy. Un disegnetto, con le frecce colorate a indicare i flussi di energia in atto, permette di comprendere per bene le logiche di un sistema per molti versi simile a quello della Prius. La differenza principale sta nel fatto che qui manca il pulsante EV, quello che impone alla vettura di funzionare spinta dal solo motore elettrico.

IN INCOGNITO La GS 450h è comunque una vera ibrida, nel senso che in alcune (brevi) fasi della guida, come nelle partenze e nella marcia a bassa velocità, è il solo motore elettrico a sobbarcarsi tutto il lavoro. In questi momenti il V6 3.5 a iniezione diretta D-4S e con doppia fasatura variabile VVT se ne sta in panciolle, con le braccia incrociate. Una parentesi dedicata a chi ha familiarità con le sigle Lexus: non c'è alcun errore di battitura. Questa versione ha un motore da 3,5 litri ma si chiama 450 e non 350 perché, a detta degli uomini della Casa, con l'aiuto del motore elettrico questo V6 sembra avere 1.000 cc in più. Visti i 345 cv di potenza massima, la scusa sembra buona...

MUTUALISMO D'altro canto, i due propulsori hanno un'intesa perfetta e si aiutano a vicenda, ciascuno secondo le proprie capacità, con uno spirito mutualistico da società cooperativa. Se per vincere l'inerzia iniziale se la cava meglio il motore elettrico, alle andature più sostenute il testimone passa al V6 a benzina, mentre il socio tira il fiato. Quando invece si pesta decisi sull'acceleratore, i due spingono all'unisono a tutta forza e fiondano in avanti la GS 450h con una forza impetuosa.

CAPISCE AL VOLO E non è solo una sensazione. Nello scatto da 0 a 100 km/h il cronometro si ferma dopo 5,9 secondi, mentre insistendo si arriva d'un fiato a 250 km/h, un limite che la sevara centralina considera invalicabile. In ripresa, a orecchio, le cose vanno anche meglio e i soli 4,7 secondi necessari per passare da 80 a 120 ne sono una prova. Il cambio automatico a variazione continua E-CVT è gestito da una centralina bella sveglia, che capisce al volo le intenzioni del pilota e cambia rapidamente il rapporto, assicurando una gran prontezza nei rilanci. La stessa rapidità si ha anche nell'uso sequenziale. A velocità di crociera, invece, le marce selezionate sono belle lunghe, con grandi vantaggi sul fronte delle silenziosità e delle percorrenze, che in media sono di 12,7 km/litro.

CITTADINA MODELLO Al di là dell'aspetto del fisico imponente, da perfetta ammiraglia, la GS 450h è un'auto dalle molte facce. In città si lascia guidare con facilità sorprendente, a dispetto degli ingombri decisamente elevati (la lunghezza è di 4.835 mm). I sensori di parcheggio e la telecamerina posteriore che proietta le immagini sul display del navigatore consentono di manovrare al millimetro senza mettere a rischio l'incolumità dei paraurti. Nei frequenti stop and go cittadini, poi, si usa spesso il motore elettrico e diventa quasi un gioco ritardare il più possibile il risveglio del possente V6, agendo con piede felpato sull'acceleratore.

SILENZIO, SI VOLA Fuori dalle mura cittadine, la Lexus mostra il più classico pugno di ferro in guanto di velluto. Il comfort di marcia è elevatissimo e il silenzio regna sempre sovrano. Restando nei limiti imposti dal codice della strada, si sceglie se godere della stessa quiete che si avrebbe su un aliante oppure se lasciarsi cullare dalle note dello stereo Mark Levinson con ben 14 casse. Solo in autostrada, con lo stereo spento e armati magari di stetoscopio, s'inizia ad avvertire qualche lievissimo fruscio dagli specchietti una volta superati i 160 km/h. Anche a velocità prossime a quella massima la situazione non peggiora e, se non si sta attenti agli strumenti, ci si ritrova a tenere andature di crociera ben superiori ai 200 km/h.

OSSO DURO Nel misto, invece, la GS 450h sfodera un bilanciamento quasi perfetto. La presenza delle batterie nella zona posteriore carica bene le ruote motrici e porta a una distribuzione dei pesi ideale. Con l'ago della bilancia che si ferma attorno ai 1.900 kg non si possono chiedere miracoli nelle svolte più strette: in frenata e nei cambi di direzione il peso si sente ma nella categoria mediomassimi poche rivali possono vantare la stessa agilità. Il suo pane restano comunque i percorsi un po' più veloci dove, se guidata in modo pulito, si rivela un osso duro anche per le sportive.

IL CHIP VIGILA L'elettronica raffinatissima vigila su tutto ma il più delle volte potrebbe andare in pausa caffé. Solo in uscita dalle curve lente, come tornanti o rotonde, se si pesta di brutto sull'acceleratore, le ruote posteriori pattinano e la coda allarga appena prima che il sistema VDIM (che coordina le operazioni di tutte le centraline di bordo) riporti la GS sulla retta via. A scopo precauzionale, comunque, alla Lexus hanno deciso che il controllo della trazione TRC non si possa escludere, se non a bassa velocità. Il merito del buon comportamento stradale della GS 450h va in parte anche alle sospensioni adattive AVS con due programmi di funzionamento, Normal e Sport. Quest'ultimo, ferma restando la capacità di adattarsi in tempo reale alle condizioni di guida e della strada, offre una taratura più sostenuta, che limita l'affondamento del muso in frenata e tiene la carrozzeria più piatta in curva.

CINQUE STELLE LUSSO Per chiudere, un'annotazione sul prezzo. I 71.000 euro spaccati richiesti dalla Lexus possono non sembrare pochi a prima vista. Tuttavia occorre riconoscere che la tecnologia impiegata è di prim'ordine e che la dotazione della GS 450h comprende di tutto. Oltre ai vari dispositivi sin qui citati, sono standard tra le altre cose anche dodici airbag, i sedili elettrici in pelle, i fari allo xeno adattivi con lavafari, il tetto apribile, il cruise control adattivo ACC e il sistema PCS che, tramite un radar, scruta l'orizzonte e prepara freni, cinture di sicurezza e sospensioni per limitare i danni ai passeggeri e all'auto qualora avverta il rischio di un incidente. Impossibile chiedere di più e non solo per modo di dire: di optional non c'è traccia...


Pubblicato da Paolo Sardi, 29/05/2006
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