Instant Classic: se c'è uno scooter che merita questa etichetta nel panorama degliscooter adventure300, quello è loZontes 368G. In meno di un anno ha trasformato Zontes da marchio semisconosciuto a protagonista indiscusso del segmento. E ora la versione 2026 alza ulteriormente l'asticella. Il segreto? Lo stesso di sempre, declinato in versione ancora più convincente: un rapporto dotazione/prezzo che non ha rivali. Solo che questa volta Zontes non si è limitata a confermare i punti di forza, ma ha fatto il grande salto tecnologico: il 368G 2026 è il primo scooter della cilindrata media – quella dei 300, per intenderci – ad avere ride by wire e cruise control di serie. Non è un aggiornamento, è un salto di categoria.
Come cambia il re degli scooter adventure 300 cc
Il look avventuroso restaquello del 2025– non originalissimo, ammettiamolo – ma funziona, piace e continuerà a farlo. La vera novità estetica è ilsilenziatore posteriore: più compatto, con finituranero opacoche dona un aspetto ancora più premium. Il risultato, oltre che più bello, è pure più leggero: si passa da 201 a 198 kg.
La dotazione: il nuovo standard del segmento
Se già nel 2025 la dotazione dello Zontes 368G era considerata il benchmark della categoria, nel 2026 il brand cinese ha deciso di alzare il tiro in modo deciso. Le novità principali ruotano tutte attorno a un componente: l'acceleratore elettronico. I riding mode si chiamano oraTouring e Sport(addio Eco e Sport) e sono stati sviluppati con una logica intelligente. In Touring si fa più corsa sul gas per una risposta più dolce e rilassata; in Sport la risposta è quasi diretta, ma senza il fastidioso effetto on/off tipico dei gas a cavo. Ma vogliamo parlare del Cruise Control? Si ingaggia con un tasto, si imposta la velocità in pochi secondi e lui la mantiene. Perfetto per statali, tangenziali, occhio agli autovelox. Semplice, preciso, ben integrato.
Confermato il grande schermo TFT con grafica rinnovata (più elegante e intuitiva) e connettività Bluetooth per musica, chiamate e mirroring della navigazione. I nuovi blocchetti al manubrio sono una sorpresa positiva: retroilluminati, con joystick a cinque vie per navigare i menu, sono tra i migliori che abbia visto su qualsiasi scooter, di qualsiasi provenienza. Qualche brand premium potrebbe prendere appunti.
Dal joystick si gestisce tutto: riscaldamento delle manopole su tre livelli, riscaldamento della sella pilota su tre livelli, riscaldamento della sella passeggero su tre livelli. Plus: la dash cam ora si può configurare come action cam oppure come doppia cam anteriore/posteriore. USB aggiuntive sotto il display. Paramani, parabrezza regolabile in cinque posizioni, barre protettive, faretti LED, controllo di trazione, ABS disinseribile. La lista è lunga, il prezzo no.
Il motore: il 368 cc con il vestito nuovo
Il monocilindrico da 368 cc resta invariato nella sostanza: 38,7 CV a 7.500 giri e 40 Nm a 6.000 giri. Quello che cambia, grazie al ride by wire, è il modo in cui lo si usa. La risposta all'acceleratore in entrambe le modalità è precisa, progressiva, senza scatti. Si guadagna in controllo nel traffico intenso – dove serve giocare di gas, equilibrio e freni – e in piacevolezza nei tratti aperti.
Le sospensioni: cambiano e migliorano
Al posteriore scompare la regolazione idraulica, ma attenzione: non è un downgrade. Gli ammortizzatori sono di qualità superiore rispetto alla generazione precedente e conservano la regolazione del precarico molla. Il risultato pratico è un comfort nettamente migliorato su buche, tombini e pavé urbano – i veri ostacoli quotidiani di uno scooter adventure. All'anteriore si confermano le regolazioni in compressione ed estensione.
La praticità: uno dei suoi segreti
Il sottosella è enorme: due caschi integrali, doppia presa USB (tipo A e tipo C), luci di cortesia, pistone ammortizzato per apertura e chiusura, fondo rivestito e organizer portaattrezzi. Il vano retroscudo sinistro – accessibile tramite levettina nascosta – è profondo abbastanza da accogliere uno smartphone, che nel frattempo potete lasciare lì e gestire tutto dallo schermo TFT. Il passeggero trova una sella comoda, maniglioni pratici con rivestimento antiscivolo. Piccoli dettagli che fanno capire come Zontes intenda il concetto di prodotto premium.
L'ergonomia: versatile, con un neo
Manubrio alto e largo, sella volutamente bassa per facilitare il raggiungimento del suolo. Bisogna allargare parecchio le gambe nella parte anteriore – tra pedana e tubolare – e la sella è abbastanza larga da rendere il toccasella non banale anche per chi è alto 1,74 m. Le pedane aggiuntive sono di serie e permettono diversi posizionamenti del piede, oltre a una guida in piedi più naturale nel leggero off-road. Manubrio regolabile in altezza, leve regolabili in distanza. Flessibilità piena.
L'unica nota stonata: il rivestimento della sella nella zona del pilota. Poco grip, con qualsiasi tipo di pantalone si tende a scivolare in frenata. Peccato, perché è un dettaglio che si nota.
Su strada: pregi e difetti del 368G 2026
In città.Lo Zontes 368G non è uno scooter smilzo – è un mezzo di media-grossa taglia e bisogna tenerne conto. Eppure il raggio di sterzata è generoso, la risposta del motore in modalità Touring è dolce quanto basta per districarsi nel traffico senza brusche reazioni. Il ride by wire si fa sentire nel modo migliore: gas progressivo, nessuno strappo, pieno controllo quando si gioca di equilibrio tra una fila e l'altra. Il peso di 198 kg si gestisce bene in movimento; da fermo, con la sella larga, qualche centimetro di altezza in meno non avrebbe guastato.
In extraurbano e sulle statali.È qui che il 368G 2026 esprime il meglio di sé. Le sospensioni migliorate assorbono con compostezza asfalti degradati e dossi che sulle versioni precedenti avrebbero fatto sobbalzare più del dovuto. Il cruise control diventa un alleato concreto: si imposta la velocità con un tasto, si aggiusta con facilità e lo scooter la mantiene con precisione. La protezione offerta dal parabrezza – regolabile in cinque posizioni senza attrezzi – è genuinamente efficace: a velocità di percorrenza autostradali la turbolenza al casco è ben gestita. Il risultato è un comfort da viaggio che pochi scooter di questa fascia riescono a offrire.
In autostrada.I 130 km/h sono raggiunti senza sforzo e mantenuti con disinvoltura. Il motore non è ''impiccato'', come si dice in gergo: gira con margine, senza vibrazioni fastidiose, e i consumi reali si attestano intorno a 4,1-4,2 L/100 km – un delta accettabile rispetto ai 3,5 dichiarati. Il cruise control qui vale oro: si imposta, ci si dimentica del gas e si lascia scorrere il paesaggio.
Sulle strade curve.La disomogeneità tra la ruota da 17'' all'anteriore e quella da 14'' al posteriore si sente in ingresso di curva: il retrotreno scende rapido, il davanti segue con un po' più di inerzia. Non è un difetto, è la fisica di questo tipo di geometria. Con qualche ritocco alla regolazione della forcella – la compressione si può affinare – lo Zontes diventa uno scooter piacevole da guidare anche sulle strade tutte curve, non solo tra rotonde e incroci. La modalità Sport affianca la guida con una risposta del gas più pronta, che aiuta a modulare la traiettoria con maggiore precisione.
In fuoristrada: onesto
Strade bianche poco impegnative, sì. Enduro, no. La sella larga rende difficile stringere lo scooter con le gambe e la posizione non è quella di una vera enduro. Ma il manubrio largo aiuta a indirizzare il davanti, la forcella ha 154 mm di escursione, c'è la slitta in alluminio a proteggere la parte inferiore, si può disinserire ABS e trazione per divertirsi un po'. Onesto nell'utilizzo, coerente con la filosofia adventure-tourer: ti fa sognare l'avventura e ti porta in ufficio ogni mattina.
Il prezzo: ancora lui, il vero cool factor
6.490 euro. Con ride by wire, cruise control, riscaldamento su tre elementi, dash cam, connettività, cerchi a raggi tubeless e tutto il resto. Non è un prezzo da low cost, ma la dotazione è ricca, anche più di tanti brand premium. Il mercato, finora, ha risposto acquistando, sarà così anche nel 2026? Molto probabilmente sì.
La prova in video
Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati. Presto o tardi, il volume della musica che ascolta in cuffia mentre scrive le sue prove ne farà un centauro sordo più di uno scarico privo di Db killer.


























































