Triumph Trident 660 2026: prova, pregi, difetti e prezzo
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Triumph Trident 660 2026: con il nuovo motore è la migliore di categoria?


Avatar di Danilo Chissalé, il 03/03/26

2 ore fa - La naked entry level di Hinckley cresce e vuole fare ancora più paura

Triumph Trident 660 2026 flette i muscoli. Ora il tre cilindri sale a 95 CV di potenza massima e si fa ancora più sportiva

Qualcuno ricorderà le mie parole quando la Trident 660 debuttò nel 2021: ''un'entry level da manuale, forse la migliore del momento.'' Nel frattempo, in scia all'inglese sono arrivate tante altre proposte interessanti e in Triumph hanno optato per il contrattacco. Con il Model Year 2026 la piccola di Hinckley smette definitivamente i panni della ''semplice'' naked entry level (qui trovate la nostra ultima comparativa di segmento) e alza l'asticella in modo deciso, specialmente in termini di prestazioni. In questa prova parleremo del nuovo motore, della ciclistica, delle impressioni di guida, di pregi, difetti e naturalmente del prezzo.

Triumph Trident 660 2026: com'è fatta, le novità

Il look: più muscoli, stessa anima

Triumph Trident 660 2026, 3/4 anterioreTriumph Trident 660 2026, 3/4 anteriore

Dal punto di vista estetico, Triumph non ha stravolto nulla — ci mancherebbe, il design della Trident è da sempre uno dei suoi punti di forza — ma è innegabile che con l'ultimo restyling la roadster inglese abbia una presenza su strada superiore, più muscolosa che mai e simile alla sorella maggiore Trident 800. Il serbatoio è più largo, con incavi laterali più profondi e scolpiti per le ginocchia. Nuovo anche il supporto del faro, che modifica leggermente la silhouette frontale rendendola più moderna. La sella si divide ora in due parti distinte per pilota e passeggero — con coprisella monoposto disponibile come optional — e il manubrio è più largo per una presa più naturale.

Qualità costruttiva? Quella rimane su livelli che nel segmento entry non si trovano facilmente: le finiture sono curate, i cablaggi ordinati, i particolari rifiniti con una cura, vero marchio di fabbrica di Triumph e cosa per nulla scontata quando si parla di moto sotto i 9.000 euro.

Le colorazioni disponibili sono tre: Cosmic Yellow e Stone Grey per le versioni premium (con sovrapprezzo), Snowdonia White per quella standard.

Il nuovo motore: tre corpi farfallati cambiano tutto

Eccola, la vera notizia. Il tre cilindri da 660 cc che tutti conoscevamo erogava 81 CV e 64 Nm: una bella proposta, lineare e versatile, ma con un carattere che ai medi-alti regimi era sempre rimasto un filo trattenuto. Per il 2026, Triumph ha fatto sul serio: tre corpi farfallati individuali da 44 mm al posto del singolo precedente, airbox più grande, testa dei cilindri completamente rivista e, soprattutto, il limitatore spostato a 12.650 giri, il 20% più in alto rispetto a prima.

Il risultato? 95 CV a 11.250 giri/min (+14 CV rispetto alla generazione precedente) e 68 Nm di coppia a 8.250 giri/min, con l'80% di quest'ultima disponibile già dai 3.000 giri e fino quasi al limitatore. Di fatto, è lo stesso cuore della Daytona 660. Il cambio a sei rapporti guadagna rapporti aggiornati e il Triumph Shift Assist ricalibrato per innesti ancora più fluidi, sia in salita che in scalata, ora di serie. La frizione slip & assist riduce lo sforzo alla leva e migliora il controllo nelle frenate più decise — ottima notizia per chi passa ore in città. Lo scarico, con collettore 3-in-1 e silenziatore compatto underslung, mantiene intatto il sound tipico del tre cilindri inglese: una delle colonne sonore più piacevoli del segmento, da sempre.

Il kit A2 rimane disponibile come accessorio, applicabile e rimovibile in concessionaria: un dettaglio che rende la Trident 660 una moto da crescere insieme.

Ciclistica: il monoammortizzatore cambia finalmente davvero

Triumph Trident 660 2026, confermato l'impianto frenanteTriumph Trident 660 2026, confermato l'impianto frenante

Il nuovo motore ha costretto gli inegneri di Triumph a modificate il telaio tubolare in acciaio, che conferma però le quote e le dimensioni compatte. Non cambia nemmeno la sospensione anteriore, una forcella Showa Big Piston da 41 mm con 120 mm di escursione, la novità è al posteriore: arriva un nuovo monoammortizzatore Showa con regolazione di precarico e ritorno — non più solo precarico come in passato — per 130 mm di escursione. Una piccola rivoluzione che, sulla carta, dovrebbe risolvere un punto debole della Trident.

Freni invariati nella formula — doppi dischi da 310 mm con pinze Nissin a due pistoncini con tubi in treccia per una risposta più consistente e leva del freno anteriore regolabile nella distanza -e a calzare i cerchi sono confermati gli pneumatici Michelin Road 5 di primo equipaggiamento: una scelta che, stando ai tecnici inglese è offre il giusto compromesso tra tenuta, performance e resa chilometrica.

Elettronica: dotazione di serie completissima

Triumph Trident 660 2026, dettaglio della strumentazioneTriumph Trident 660 2026, dettaglio della strumentazione

Dal punto di vista della dotazione elettronica, la Trident 660 2026 conferma quanto introdotto sulla 2025, modello che ha fatta un vero e proprio balzo in avanti, anche rispetto a molte competitor. Comepresi nel prezzo la roadster Triumph include Cornering ABS e TC, che utilizzano la piattaforma inerziale IMU per gestire frenata e perdita di aderenza posteriore, cruise control, Triumph Shift Assist bidirezionale e tre riding mode: Road, Rain e Sport. Lo strumento circolare misto LCD/TFT è dotato di modulo di connettività Bluetooth.

Triumph Trident 660 2026: come va su strada, pregi e difetti

Ho incontrato la Trident 660 per la prima volta nel 2021 e da allora non abbiamo perso l'abitudine di rivederci. La conosco bene, l'ho vista arricchirsi e maturare nel tempo, si può dire che siamo buoni amici ormai ma, battute a parte, nella prova ho riscontrato tanti punti di forza passati, qualcuno nuovo ma anche qualche nota stonata.

Posizione in sella: familiare, ma non uguale

Triumph Trident 660 2026, il manubrio è stato allargato di 20 mmTriumph Trident 660 2026, il manubrio è stato allargato di 20 mm

Salire in sella è sempre stato uno dei punti di forza di questa moto, specialmente per chi non spicca in altezza o è alle prime armi e vuole una moto facile da gestire: ergonomia naturale, sella a 810 mm, manubrio nella posizione giusta, leggermente più largo (20 mm totali) e peso di 195 kg in ordine di marcia che non impensierisce. Solo chi è più alto di 180 cm potrebbe apprezzare una moto di taglia più grande, ma tra le entry level si sa devono accontentare maggiormente chi vuole toccare facilmente il terreno.

In città la Trident è ancora una compagna ideale: agile, maneggevole, con una frizione leggera da azionare (ora ancora di più) che non stanca il polso sinistro nemmeno nel traffico più congestionato. Aiuta molto anche il motore, che grazie al triplo corpo farfallato e alla nuova calibrazione dell'acceleratore è ancora più docile negli apri-chiudi, a maggior ragione se sono selezionati i riding mode Rain e Road, i più ''tranquilli''. Diversa è la musica se si vuol scoprire il massimo delle prestazioni che ha ora da offrire il ''triple'' inglese.

Il tre cilindri: questa sì che è una novità

Già conoscevo l'elasticità di fondo del tre cilindri da 660 cc: fluido, sempre disponibile ai bassi, con un buon carattere ai medi regimi e solo un po' trattenuto in alto, ma ora non è più così: dai 6.000 in poi l'allungo c'è e si fa apprezzare. Il picco di 95 CV si raggiunge a 11.250 giri, con il limitatore spostato a 12.650. Rispetto al passato, ora si può scegliere se guidare in relax sfruttando la coppia o tirare le marce, godendo della spinta extra e del sound, tra i più coinvolgenti della categoria, anche con lo scarico di serie.

In curva: leggera, agile e divertente ma non chiedetele di fare la sportiva

Triumph Trident 660 2026, in piega scende svelta Triumph Trident 660 2026, in piega scende svelta

Le dimensioni compatte della Trident fanno rima con un'estrema agilità e rapidità nella discesa in piega, basta puntare lo sguardo verso il punto di corda e ti ritrovi lì in un batter d'occhio. In passato la forcella morbida e il mono troppo secco nella risposta rappresentavano i limiti (specialmente nella guida più sportiva) della roadster inglese. Con l'aggiornamento 2025 la forcella ha fatto un piccolo miglioramento, nel 2026 a migliorare è il mono ammortizzatore che guadagna anche la regolazione dell'idraulica in estensione, rendendo il posteriore meno ballerino e più pesonalizzabile nella configurazione per vantaggi nella guida sportiva e nel comfort quotidiano. Non siamo ai livelli di un'ammortizzazione premium — ci mancherebbe, il prezzo di partenza è quello che è — ma è un passo avanti concreto e significativo.

Nella guida tranquilla e a passo svelto la Trident 2026 è efficace e più confortevole che in passato, facile da condurre e coinvolgente, ma quando si alza ancora l'asticella, andando veramente a cercare il massimo delle prestazioni, emergono alcuni limiti: la forcella affonda ancora troppo rapidamente facendo allertare in maniera invasiva l'ABS e senza regolazioni non è possibile intervenire sulla taratura. Una soluzione potrebbe essere adattare lo stile di guida, approcciando la frenata con il freno posteriore per ridurre i trasferimenti di carico... o spendere un migliaio di euro in più e scegliere la Trident 800, che è stata introdotta sul mercato proprio per chi era alla ricerca di una moto più performante della sorellina 660 ma meno estrema della Street Triple. 

Versioni, colorazioni e prezzi della Triumph Trident 660 2026

Triumph Trident 660 2026, 3/4 posterioreTriumph Trident 660 2026, 3/4 posteriore

La nuova Trident 660 2026 arriverà nelle concessionarie in questi primi giorni di marzo 2026 con un prezzo di listino di 8.795 euro. Delle colorazioni disponibili mi sento di suggerire la Cosmic Yellow o la Stone Grey, magari impreziosite da alcuni dei numerosi accessori come il piccolo cupolino a protezione della strumentazione, gli specchi bar end o il coprisella del passeggero. Il kit A2 è disponibile come accessorio applicabile e rimovibile in concessionaria, il che rende la Trident 660 una moto che cresce con il pilota.

In definitiva, la nuova Trident si piazza al vertice della categoria per prestazioni (solo la 790 Duke ha 95 CV come lei) e rapporto dotazione/prezzo. Per rispondere alla domanda del titolo di questa prova servirebbe una comparativa, ma la candidatura a regina della categoria è tutt'altro che fuoriluogo secondo me. 

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Pubblicato da Danilo Chissalè, 03/03/2026
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