La gamma 660 di Triumph si aggiorna nel 2026, da una parte con la Trident 2026, dall'altra con la Tiger Sport 660. Scopriamo come cambia la crossover stradale tra design, motore e ciclistica.
Triumph Tiger Sport 660 2026, novità: design
La Tiger Sport 660 2026 si aggiorna anche un po' nel look, senza stravolgersi. La crossover stradale guadagna infatti un nuovo serbatoio più capiente, da 18,6 litri, e nuove componenti, tra le quali figurano anche i convogliatori del radiatore, completamente rivisti per offrire maggiore protezione aerodinamica.
Triumph Tiger Sport 660 2026, novità: motore
Come per la cugina naked, Tiger Sport 660 2026 può beneficiare del 3 cilindri da 660 cc rivisto: ora diventa ora più potente e ricco di coppia – 95 CV a 11.250 giri/min e 68 Nm a 8.250 giri/min, col limitatore ora a 12.650 giri/min – per una maggiore capacità da tourer, anche con passeggero e valigie al seguito. Tutto questo è stato possibile attraverso i tre corpi farfallati da 44 mm, uno per ciascun cilindro – al posto di uno singolo – mentre grazie alla nuova mappatura il motore, a detta di Triumph, è in grado di ''Fornire una risposta più pronta, di carattere''. È stato modificato anche l'airbox, ora più grande, mentre la testa dei cilindri è stata riprogettata, con valvole di scarico più larghe e un profilo delle camme con alzata più alta.
Triumph Tiger Sport 660 2026, novità: raffreddamento e scarico
A cambiare su Tiger Sport 660 2026 anche il sistema di raffreddamento, che ora adotta un radiatore più grande e riposizionato, insieme a una ventola ridisegnata, per una maggiore efficienza. Il sistema di scarico vanta ora un collettore 3-in-1 con catalizzatore rivisto e silenziatore underslung, mentre sono stati rivisti i rapporti del cambio e il Triumph Shift Assist è stato ricalibrato, con la nuova frizione slip&assist che rende il tutto ancor più facile.
Triumph Tiger Sport 660 2026, novità: ciclistica
Tiger Sport 660 2026 guadagna col nuovo modello un telaio rivisto, mentre mantiene inalterato l'impianto sospensioni/cerchi/freni. Si tratta ancora di Showa, con forcella Separate Function e mono RSU capaci di 150 mm di escursione (l'ammortizzatore ha il pomello per la regolazione remota del precarico). I cerchi da 17'' in alluminio pressofuso ospitano i soliti Michelin Road 5, dischi da 320 mm con pinze a 2 pistoncini e disco da 255 mm con pinza a singolo pistoncino. Triumph Tiger Sport 660 2026 dichiara un peso in ordine di marcia di 211 kg, mentre la sella è a 835 mm da terra (810 mm la sella bassa optional).
Triumph Tiger Sport 660 2026: elettronica
La Tiger Sport 660 2026 non aggiunge nulla alla già buona dotazione del model year 2025, tra accelleratore ride-by-wire e 3 diverse modalità di guida – Sport, Road e Rain – ABS e controllo di trazione cornering, ma anche Triumph Shift Assist e cruise control, il tutto gestibile attraverso il solito display TFT a colori con schermo LCD dotato di MyTriumph Connectivity di serie, per usufruire di navigazione turn-by-turn, musica e controllo chiamate. L'unica vera novità in campo elettronico è data dal nuovo faro a LED con DRL.
Triumph Tiger Sport 660 2026, novità: dotazioni
La dotazione di Tiger Sport 660 si riconferma anche col model year 2026: il parabrezza regolabile – da 1.312mm a 1.395mm di altezza – può essere coadiuvato, per superare anche gli inverni più freddi, da optional quali manopole riscaldabili e paramani, mentre grazie alle valigie laterali in tinta da 57 litri totali e al bauletto da 49 litri capace di contenere due caschi, si può partire senza remore per le vacanze, anche in coppia.
Triumph Tiger Sport 660 2026: data di arrivo, colori e prezzo
Triumph Tiger Sport 660 2026 sarà disponibile da marzo in Pure White – standard – mentre Interstellar Blue/Mineral Grey e Silver Ice/Intense Orange sono le nuove opzioni a pagamento. Prezzo a partire da 9.795 euro.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…












