Hai presente quell’idea di moto semplice, robusta, senza troppi fronzoli elettronici, pensata per macinare chilometri anche dove l'asfalto finisce e iniziano le pietre? Kawasaki ha appena svelato negli Stati Uniti la nuova KLX300 XPL ABS, una variante dal sapore nettamente più adventure della sua classica dual-sport che però - meglio chiarire subito - da noi non è commercializzata. Ma sarebbe proprio così sbagliata per il nostro mercato? Vediamo...
Poche storie, tanta sostanza: com'è fatta la KLX300 XPL
La KLX300 XPL ABS va a inserirsi al millimetro in quel segmento di enduro medio-piccole che piace a chi cerca leggerezza, costi gestibili e tanta concretezza. La base tecnica è quella ben collaudata della famiglia KLX300, che per il nuovo anno riceve pure qualche affinamento al monocilindrico bialbero da 292 cc raffreddato a liquido.
Ora accreditato di 26,8 CV a 8.000 giri e 24,9 Nm di coppia, il motore sfrutta migliorie interne come l'adozione di una nuova bronzina sulla testa di biella per guadagnare in affidabilità e regolarità di erogazione. A fare la differenza sulla versione XPL (Explorer) è l’allestimento pensato per i viaggi a lungo raggio, che aggiunge al pacchetto:
Plexi protettivo alto per riparare dall'aria nei trasferimenti su strada.
Faro anteriore a LED circolare: classico nel design ma moderno nella tecnologia.
Paramani chiusi di serie e un pratico portapacchi posteriore con ganci di ancoraggio per borse o tenda.
Grafiche dedicate di ispirazione retro KX anni 80-90.
Strumentazione LCD con connettività per lo smartphone tramite Rideology App.
La ciclistica non tradisce le origini: telaio perimetrale in acciaio, forcella a steli rovesciati da 43 mm completamente regolabile con 254 mm di escursione e mono Uni-Trak al posteriore con 231 mm di escursione. Cerchi ovviamente da vero fuoristrada (21 pollici davanti e 18 dietro), disco anteriore da 250 mm e ABS disinseribile per la guida off-road. Il peso in ordine di marcia si ferma a soli 142 kg con serbatoio da 7,6 litri pieno.
Il guanto di sfida a Honda CRF300L Rally e KTM 390 Adventure R
Guardando la scheda tecnica, il bersaglio della nuova Kawasaki è chiarissimo: la Honda CRF300L Rally. La ''piccola'' di Akashi e la giapponese dell'Ala si dividono la stessa filosofia fatta di facilità d'uso, maneggevolezza e manutenzione ridotta al minimo. La KLX300 XPL risponde colpo su colpo con cavalleria e sospensioni paragonabili, puntando su un look da vera esploratrice e una dotazione pronta all'uso senza dover attingere a cataloghi aftermarket. Ma un look un po' rétro che la distingue chiaramente dalla ''dakariana'' Honda.
Dall'altro lato c'è l'universo delle piccole monocilindriche più pepate, rappresentato da avversarie come la KTM 390 Adventure R. Rispetto alla rivale austriaca (e a chi punta tutto sulla tecnologia di bordo e cavallerie vicine ai 40 CV), la proposta verde offre meno birra sul dritto e meno controlli elettronici, ma recupera con un'impostazione ciclistica più specialistica nei tratti guidati fuori dall'asfalto e una leggerezza che in mulattiera fa sempre la differenza.

Ma la vedremo davvero a EICMA?
Veniamo alla nota dolente, o per lo meno al dubbio che tutti noi appassionati ci poniamo ogni volta che Akashi svela questo tipo di moto. Negli Stati Uniti la KLX300 XPL ABS è annunciata a un prezzo di 6.499 dollari. Un posizionamento davvero competitivo per quello che offre.
Storicamente, però, Kawasaki tende a tenere riservata la famiglia KLX300 — proprio come accaduto per la KLR650 — in primis al mercato nordamericano e ad altri paesi extra-UE, a causa delle restrittive normative anti-inquinamento europee e di logiche commerciali che qui prediligono cilindrate superiori.
Kawasaki Motors Europe non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito a un'eventuale omologazione Euro 5+ o a un debutto per il nostro mercato. EICMA potrebbe essere la passerella perfetta per testare l'interesse del pubblico europeo, ma per ora le possibilità di vederla nei nostri concessionari restano remote. Anche se una dual-sport così pura e turistica farebbe un gran comodo anche a tanti motard nostrani.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.






