Autore:
Giulio Scrinzi

TRENTOTTO CANDELINE Sembra ieri che Kimi Raikkonen ha debuttato in Formula 1, al volante di quella Sauber-Petronas nel GP d'Australia 2001, terminato in un sensazionale sesto posto che ha convinto la Federazione a convertire la sua Superlicenza FIA provvisoria nella patente definitiva che lo portò, successivamente, a continuare la sua scalata nel Circus iridato. Invece ieri il finlandese della Ferrari ha spento le trentotto candeline della sua torta di compleanno, diventando di diritto il pilota più anziano attualmente presente in griglia.

SUBITO IN UN TOP TEAM La sua stagione d'esordio con il team elvetico gli permise di portare a casa subito nove punti iridati, più che sufficiente a convincere Ron Dennis nel proporgli un contratto pluriennale nel team McLaren-Mercedes, dove rimase fino al 2006. Un passaggio di consegne con l'ex bi-Campione del Mondo Mika Hakkinen, ritiratosi alla fine del 2001 e che ha spianato la strada alla crescita di Raikkonen, il quale nelle stagioni successive lottò più volte per il Titolo iridato. Nel 2003, però, dovette inchinarsi (per soli due punti) alla superiorità dell'eccezionale Michael Schumacher, mentre nel 2005 fu Fernando Alonso sull'imprendibile Renault R25 a fregargli la possibilità di indossare la tanto agognata corona d'alloro iridata.

SUL TETTO DEL MONDO Che arrivò la stagione successiva, quella del 2007 che segnò il suo passaggio alla Ferrari: con la mitica F2007 Kimi fu capace di mettere in cassaforte ben 6 vittorie e altrettanti piazzamenti a podio, sufficienti per beffare sul filo di lana (per un solo punto!) il debuttante Lewis Hamilton, che lo rimpiazzò proprio nel team McLaren-Mercedes. Un risultato sorprendente che divenne, finalmente realtà: dopo il biennio di successi nel 1998 e nel 1999 di Mika Hakkinen, un finlandese era tornato di nuovo sul gradino più alto del podio, diventando, tra l'altro, il diretto successore a Maranello di quel Michael Schumacher che aveva dominato fino al 2004 con le Rosse del Cavallino Rampante.

CONCORRENZA AGGUERRITA Da quel momento in poi, però, Raikkonen non fu più capace di ripetersi: la sua freddezza glaciale in pista non servì a nulla per fermare la fame di vittorie prima di Hamilton nel 2008, ai danni di un Felipe Massa battuto proprio nell'appuntamento di casa in Brasile, e poi di Jenson Button nel 2009 con la superlativa (quanto altamente discussa) Brawn GP. Una situazione che lo convinse a dire basta alla Formula 1 per tentare la carriera nel mondo del Rally, durata appena due stagioni dal momento che, poi, il suo amore per la velocità lo riportò nuovamente nel Circus iridato grazie all'opportunità offertagli dal team Lotus.

GLI ULTIMI ANNI Nel 2012, quindi, Kimi tornò al volante di una monoposto di F1, per la precisione su quella E20 con la quale avrebbe dovuto correre anche Robert Kubica, infortunatosi in quel Rally Ronde di Andorra che, invece, lo costrinse ad abbondare in anticipo le sue ambizioni iridate. Ci pensò il finlandese a tenere alto l'onore del reparto corse britannico, con il quale fu sua la prima vittoria della stagione 2013... tra l'altro la sua ultima in carriera, dal momento che il suo successivo ritorno in Ferrari non gli permise più di assaporare la soddisfazione di salire sul gradino più alto del podio.

SIAMO TUTTI CON TE La recente, ritrovata, competitività della Rossa di Maranello però potrebbe presto permettergli di tornare al successo: la SF70H, infatti, ha dimostrato in più di un'occasione di non essere seconda a nessuno e solamente qualche problema di affidabilità (e di motivazione nei confronti del suo compagno di squadra Vettel) hanno impedito ad Iceman di gustare nuovamente il sapore del successo. Un obiettivo ampiamente alla sua portata, dal momento che dietro di sé può contare sull'intero reparto corse di Maranello, che ieri, nel giorno del suo 38esimo compleanno, ha scattato una foto di gruppo augurandogli i migliori auguri per un futuro ancora pieno di soddisfazioni.

POSSO ANCORA VINCERE In risposta a ciò, Raikkonen ha affermato di avere ancora le capacità per tornare a vincere, grazie a una monoposto sempre più competitiva che ha la velocità per tenersi dietro tutte le altre presenti in griglia. “Se daremo veramente il massimo possiamo trionfare in tutti i GP che rimangono in questa stagione, anche se dovremo affrontare piste molto differenti tra loro. In ogni fine settimana dovremo partire da zero e fare del nostro meglio evitando problemi ed errori. Non dobbiamo mollare, anzi, dobbiamo spingere fino all'ultima curva dell'ultimo giro. Abbiamo la velocità e le prestazioni per rimettere a posto le cose”.


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