Lo scorso ottobre, unvideo scherzoso pubblicato sui social insieme a Stefano Domenicali, il boss della Formula 1, aveva fatto ipotizzare di un possibile nuovo coinvolgimento di Flavio Briatore nel campionato del mondo. Una notizia che adesso viene confermata ufficialmente dal manager cuneese ex team principal di Benetton e Renault che, a partire da quest’anno, tornerà a lavorare nel circus. Il suo ruolo non sarà però correlato alle attività sportive di alcuna scuderia, trattandosi più che altro di un’attività di consulenza manageriale e di rappresentanza commerciale.

PARLA FLAVIO A confermare il ritorno in F1, che mette fine a un esilio cominciato nel 2009 dopo lo scandalo crash-gate di Singapore (in seguito al quale era stato dapprima radiato e poi successivamente prosciolto con formula piena) è stato lo stesso Briatore sui propri account social: “Sono felice di essere Ambassador della Formula 1. Sono lieto e onorato di poter continuare a supportare lo sviluppo commerciale e di intrattenimento della F1, lo sport che amo e che è stato una parte così importante della mia vita professionale”.
IL COMUNICATO FOA A corredo del breve commento del famoso imprenditore piemontese, c’è anche il comunicato ufficiale della FOA, la Formula One Administration: “Flavio Briatore, nella sua qualità di ambasciatore di lunga data per la Formula 1, continuerà a supportare il Circus nelle relazioni con alcuni promotori, partner esistenti e potenziali, sviluppando anche eventuali collaborazioni commerciali e di intrattenimento”.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



