Pubblicato il 12/05/20

SEPARAZIONE CONSENSUALE Tanto tuonò che piovve. E, cioè, la notizia che avevamo rilanciato a più riprese nell’arco degli ultimi 12 mesi seguendo questa o quella indiscrezione di radio paddock, è diventata ufficiale: Sebastian Vettel e la Ferrari si separeranno al termine di questa azzoppata stagione 2020 di Formula 1. Ok, ma quali sono i possibili scenari futuri del Cavallino? E, segnatamente, chi sono i candidati per prendere il posto del quattro volte campione del mondo al fianco del confermatissimo Charles Leclerc, il cui contratto è blindato fino al 2024? Scopriamoli insieme.

F1 Test Barcellona 2020: Sebastian Vettel (Ferrari)

IL FAVORITO: CARLOS SAINZ

È a tutti gli effetti il campione del mondo in carica tra i piloti del pacchetto di mischia. Il terzo posto ottenuto – in modo rocambolesco anche grazie dall’autoscontro tra i due ferraristi – nell’ultimo Gp del Brasile a Interlagos ha permesso a Carlos Sainz Jr. di superare lo scoglio mentale del primo podio in Formula 1. Lo spagnolo, al termine di una battaglia molto equilibrata, ha sconfitto l’agguerrita ed esuberante concorrenza del giovane Lando Norris, portando a casa una sesta posizione in classifica 2019 su cui nessuno avrebbe davvero scommesso a inizio stagione. 25 anni (classe 1994) e 102 gran premi all’attivo, il figlio d’arte madrileno possiede un profilo in grado di coniugare esperienza, talento e velocità. Pur avendo il pedigree dei campioni, potrebbe anche essere pronto – fattore da non sottovalutare quando ambisci al (secondo) sedile Ferrari – ad accettare un eventuale ruolo da gregario al servizio di capitan Charles. Se, insomma, l’obiettivo è quello di trovare qualcuno che sappia coprire le spalle al monegasco salvando la bandiera in caso di errori del compagno, allora Sainz ci sembra corrispondere alla perfezione all'identikit. In passato non ha entusiasmato al cospetto di Verstappen (in Toro Rosso) e Hulkenberg (in Renault) e forse è per questo che qualcuno potrebbe avere qualche dubbio. Ciononostante le sue azioni sono in rapida ascesa e, al momento, lo si può indubbiamente considerare il candidato numero uno per il posto di Seb a Maranello.

PRO – Campione di centro gruppo, è veloce ed esperto, ha il pedigree di una famiglia vincente. Sarebbe un perfetto scudiero di Leclerc.
CONTRO – È un nome che non stuzzica la fantasia, in passato ha perso confronti con Verstappen e Hulkenberg. Rischierebbe di essere “solo” un perfetto scudiero di Leclerc.

F1 GP Australia 2020, Melbourne: Carlos Sainz (McLaren)

IL TOP DRIVER: DANIEL RICCIARDO

Sulla cresta dell’onda fino all’estate 2018 – le bellissime vittorie di Shanghai e Monte Carlo lo hanno persino spinto tra i pretendenti al titolo mondiale – Daniel è stato a lungo uno dei pezzi pregiati dello scacchiere, specie dopo che la Red Bull ha manifestato l’intenzione di andare all-in su Verstappen. Non capita tutti i giorni di avere sul mercato un top driver talentuoso, affamato, apprezzato dal pubblico e ancora relativamente giovane ma, con i sedili Mercedes e Ferrari ancora occupati, Ricciardo ha poi scelto di sposare la causa Renault: non proprio un passo indietro, visto il contratto da prima guida che lo ha legato al costruttore francese, ma quantomeno un passo di lato, se si guardano le ambizioni di breve periodo di lottare nelle posizioni che contano. Se l’addio di Vettel alla Ferrari potrebbe dunque rappresentare l’ultima chiamata per coronare il sogno di vestirsi di rosso, sono anche chiare le criticità di un eventuale matrimonio a Maranello. La coabitazione con Leclerc rischia infatti di riproporre un dualismo interno che i vertici Ferrari vorrebbero evitare dopo le tensioni del 2019, ed è difficile immaginare che, per amore del Cavallino, Ricciardo possa accettare con il proverbiale “sorrisone” il ruolo da gregario già rifiutato due anni fa. Tra quelli a disposizione, il profilo di Daniel è decisamente quello con maggiore appeal, ma resta da chiarire se Binotto voglia davvero mettere accanto a Leclerc un pilota che, oltre a richiedere un ingaggio consistente, potrebbe metterne in discussione la leadership. E che, almeno sul piano comunicativo, potrebbe risultare lontano dai canoni della Scuderia.

PRO – Talentuoso, cattivo in pista e amato dal pubblico. È un top driver, il miglior pilota tra quelli da prendere in considerazione.
CONTRO – La convivenza con Leclerc potrebbe riportare la tensione nel box Ferrari. Ingaggio elevato ed esuberanza comunicativa non in linea con i canoni della Scuderia.

F1 GP Australia 2020, Melbourne: Daniel Ricciardo (Renault)

LA SCELTA LOW COST: ANTONIO GIOVINAZZI

È l’opzione low cost, già pronta per essere servita sul piatto di casa Ferrari. E, forse anche per questo motivo, quella con minori chance di concretizzarsi. Se, da un lato, sarebbe suggestivo rivedere un pilota italiano al volante della Rossa – non accade dal 2009 in seguito alla brevissima parentesi targata Badoer e Fisichella – non si può nascondere come il ventiseienne pugliese abbia ancora relativamente scarsa esperienza per essere gettato nella mischia al fianco di Leclerc, seppur con il chiaro ruolo di supporto al principino di Monaco. Fortemente voluto dall’allora presidente Sergio Marchionne, Antonio è in Ferrari dal 2016 e, dopo due anni in panchina e uno finalmente da titolare in Alfa Romeo, accetterebbe a occhi chiusi il gregariato. Il 2019 ha regalato feedback contrastanti, con un inizio molto difficoltoso nel momento in cui la macchina era più competitiva e una chiusura di stagione in netta crescita, ma con una monoposto ormai inferiore alle rivali di centro gruppo. Anche se la classifica sembra raccontare una storia diversa, la realtà dei fatti è che Giovinazzi non è uscito stritolato dal (pur difficile) confronto con Kimi Raikkonen, l’ultimo campione del mondo con la Ferrari. Ma è, forse, ancora troppo poco per il grande salto.

PRO – Pilota Ferrari già dal 2016. Conosce bene l’ambiente e il gruppo di lavoro. Soluzione low cost.
CONTRO – Scarsa esperienza in Formula 1, gli errori di gioventù nella stagione del debutto fanno dubitare che sia davvero pronto per il salto. Ha perso (almeno sul piano numerico) il confronto con Kimi Raikkonen.

F1 Test Barcellona 2020: Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo Racing)

IL BELLO E IMPOSSIBILE: FERNANDO ALONSO

Quella del possibile ritorno del bicampione di Oviedo, in Ferrari o più in generale in Formula 1, è una voce che circola a cadenza regolare. Fernando è molto amato dai tifosi e molto criticato dai detrattori. Impossibile, dinanzi a un talento così divisivo, restare neutrali. Facilissimo, proprio per questo motivo, pensare di andare a caccia di click sparando – magari interpretando maliziosamente le (molte) dichiarazioni a tema dello spagnolo – titoli su un suo possibile rientro. Partiamo proprio da qui: lo stesso Alonso ha recentemente quasi alzato bandiera bianca, spiegando come il rinvio dell’entrata in vigore dei nuovi regolamenti al 2022 renda ancora più complesso il clamoroso comeback. Allo stesso tempo, non sembra così poco credibile che Fernando abbia parlato con qualcuno alla Ferrari, per sondare il terreno, per offrire la propria disponibilità o semplicemente per salutare qualche vecchio amico. Al di là delle volontà dei diretti interessati, sarebbe ingenuo sottovalutare alcuni dati incontrovertibili che rendono pressoché impossibile l’approdo di Alonso a Maranello. A partire dalla carta d’identità, che ci avvisa del tempo che passa inesorabile e delle 39 candeline che il grande ex dovrà spegnere il prossimo 29 luglio. E, qualora non bastasse il dato anagrafico per definire poco lungimirante una scelta del genere, c’è poi la questione dello status: non rinnovare il contratto di Vettel perché si è deciso di puntare tutto su Leclerc e, al contempo, ingaggiare un pilota persino più ingombrante del predecessore sarebbe un nonsense. Il tutto senza considerare il tema ingaggio e dando per scontato – ma non lo è – che Alonso sarebbe disposto a firmare un assegno in bianco pur di tornare in Italia.

PRO – È tra i piloti più forti in circolazione, ha voglia di tornare in Formula 1 e di riscattare le ultime stagioni sfortunate. In grado di accendere davvero la fantasia dei fan.
CONTRO – Non sarebbe (mai) disposto a fare il gregario. All’inizio della stagione 2021 avrebbe quasi 40 anni.

F1 GP Abu Dhabi 2019, Yas Marina: Fernando Alonso a colloquio con Mattia Binotto (Ferrari)

GLI OUTSIDER: LEWIS HAMILTON E I SUOI FRATELLI

Rapida carrellata, infine, dei possibili outsider. Il nome più suggestivo è ovviamente quello di Lewis Hamilton, che sul finire della passata stagione era stato oggetto di un mandato esplorativo mai negato dai vertici Ferrari. I tempi sono però molto cambiati e, stante la volontà abbastanza chiara di puntare su Leclerc, anche per il sei volte iridato valgono gli stessi discorsi già fatti con Alonso e Ricciardo: sostituire Vettel con un profilo persino più ingombrante non sembra così sensato, al di là di ogni valutazione sulla caratura – quella di Hamilton è indiscutibile – del pilota. Sempre restando in casa Mercedes, è ancora in piedi la pista che potrebbe portare a Valtteri Bottas, già in passato vicino a firmare con la Ferrari: l’impressione è però che il finlandese, specie sul piano della personalità, sia uno dei meno attrezzati tra quelli al vaglio. Piccolissime chance anche per Nico Hulkenberg, attualmente senza sedile e in passato persino opzionato dalla Scuderia prima che gli venisse preferito (era l’estate del 2013) Kimi Raikkonen. In fondo alla griglia figurano anche due cavalli di ritorno: da un lato Daniil Kvyat – che era stato pilota del simulatore Ferrari nel 2018 – dall’altro Sergio Perez che, una vita fa, prima di scegliere la McLaren nel 2013, era stato il primo prodotto tangibile della Ferrari Driver Academy e tanto bene aveva fatto nei primi due anni in Sauber. Troppo presto, invece, per Mick Schumacher, che in questa stagione di Formula 2 dovrà dimostrare di essere qualcosa in più che un semplice cognome pesante.


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