Pubblicato il 14/07/20

IL RITORNO DI FLAVIO Nei suoi anni da team principal di Benetton e Renault e, poi, nel recente passato da commentatore e opinionista, Flavio Briatore ci ha abituati a dichiarazioni mai banali. E anche all’indomani del fine settimana horror della Ferrari a Spielberg, non si sono fatte attendere le stilettate del manager cuneese all’indirizzo dei vertici di Maranello. Osservati speciali ovviamente loro, i piloti, protagonisti di un autoscontro fratricida che ha reso, per quanto possibile, ancora più nero il già difficile weekend del Gp di Stiria, concluso di fatto senza poter neppure valutare la bontà degli aggiornamenti alla SF1000.

Briatore all'interno del box Ferrari - F1

LA RICETTA? MULTARE I PILOTI Charles Leclerc si è preso la responsabilità per l’accaduto già nell’immediato dopogara ma Briatore, ai microfoni di Rai GR Parlamento, ha anche sottolineato come la risposta del team principal Binotto sia stata fin troppo accomodante: “L’errore questa volta lo ha fatto Leclerc, cercava di infilarsi in un buco dove non c’era spazio. Vettel sa che andrà via e non aiuterà il compagno, ma di sicuro non pensava che qualcuno lo attaccasse in quel modo… È stato un disastro, quando dopo 300 metri entrambe le macchine non ci sono più è un disastro. Vanno rispettati gli ingegneri, i meccanici, i colori di un team come la Ferrari. In quella posizione, non aveva senso prendere un rischio del genere. Ci vuole un po’ di disciplina, la macchina è della squadra e non dei piloti. Questi ragazzi devono rispettare il lavoro del team, io gli avrei fatto una multa del 5 o 10% del salario, perché l’unico modo per far capire certe cose è toccarli sui soldi”.

F1 GP Stiria 2020, Red Bull Ring: Sebastian Vettel (Ferrari) dopo l'incidente con Leclerc

IL COMANDANTE Inevitabile allora che, dall’analisi di quanto accaduto in pista, si arrivi ad analizzare quello che accade – e che non si vede – all’interno delle stanze dei bottoni di casa Ferrari: “A Maranello manca un comandante, è una squadra di giovani ma sono stati fatti molti errori. Dopo Montezemolo, di cavolate ne hanno fatte fin troppe, la F1 è uno sport che devi conoscere. Io, ad esempio, avrei aspettato ad annunciare i nuovi piloti per il 2021, si poteva fare un’opzione sul pilota, ma dopo una o due gare non avrei fatto quest’operazione. C’era bisogno di un Vettel motivato fino alla fine. Poi, la macchina è molto lenta e non è solo un problema di chi la guida. La SF1000 se la gioca per essere la terza o quarta forza in pista, non va veloce né sul bagnato né sull’asciutto. Sono anni che la Ferrari non vince, hanno problemi aerodinamici e adesso anche sul motore. Se fossi in Binotto lascerei perdere quest’anno e anche il prossimo, penserei allo sviluppo della macchina 2022, quando ci sarà il nuovo regolamento. Non ci penserei neanche un secondo, al posto suo. Alla Ferrari c’è tutto per vincere, ma qualcuno si deve prendere la responsabilità e metterci la faccia per tornare a esultare dal 2022”.

GP Austria 2020, Spielberg: Mattia Binotto (Ferrari)

TRA HAMILTON E ALONSOHamilton in Ferrari? Non cambierebbe niente allo stato attuale – ha aggiunto Briatore – perché il pilota può fare la differenza di 1 o 2 decimi, ma non di secondi. Lewis ha una grandissima macchina e gli va tutto bene con questa superiorità in pista. Nessuno lo contrasta e Bottas è un gregario mentre Rosberg, al contrario, lo ha messo in difficoltà. Se, sulla Mercedes, salissero Leclerc, Verstappen o Alonso, potrebbero tranquillamente vincere il titolo”. Nome caldo è proprio quello di Fernando, che ha da poco annunciato il ritorno in Formula 1 con la Renault: “Abbiamo negoziato assieme, lo sapevo da due mesi che sarebbe tornato. C’è la garanzia che la Renault rimarrà in F1 ancora per molto tempo e Fernando ha grandi motivazioni. È un grande ritorno e sono felice per lui. C’è anche stata la possibilità di firmare con Racing Point, ma abbiamo preferito fare altre scelte. La Ferrari? No, non ci sono stati contatti con Alonso”.


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