ENTUSIASMO SPRINT Il secondo test deve ancora effettivamente disputarsi, ma la direzione intrapresa dai vertici della Formula 1 è già abbastanza chiara a prescindere dai risultati dell’esperimento di quest’anno. Parliamo del format “F1 Sprint”, che dopo il controverso esordio di Silverstone torna in pista a partire da oggi a Monza, in attesa della terza e ultima prova che andrà in scena nel fine settimana di Interlagos, in Brasile. Il boss del circus, Stefano Domenicali, è però già intenzionato a ripetere e anzi a incrementare le apparizioni della Sprint Qualifying già nel 2022.

OBIETTIVO 7 GARE Intervistato sul punto dai colleghi de La Gazzetta Dello Sport, il Ceo della Formula 1 ha infatti spiegato che intanto l’obiettivo è quello di portare da tre a sette il numero di eventi caratterizzato dalla “gara di qualifica” che decide la griglia di partenza del Gp vero e proprio: “La strada che abbiamo preso è quella giusta e per il 2022 la nostra ambizione è quella di avere un calendario a 23 gare, di cui un terzo con il nuovo format Sprint, in modo da incrementare l’imprevedibilità degli eventi”.

DUBBIO SAN PAOLO Per quanto riguarda il terzo esperimento di questa stagione, programmato per Interlagos, c’è però la questione Covid ancora da risolvere: “Stiamo cercando di proteggerci quanto più possibile da altri stravolgimenti di calendario, anche perché al momento c’è una lotta intensa per il titolo mondiale. Il sindaco di San Paolo ci ha assicurati che saranno prese tutte le precauzioni per far sì che la gara in Brasile si possa svolgere regolarmente e con le tribune al completo. Per quanto riguarda il Qatar (che dovrebbe occupare lo slot rimasto libero nel weekend del 21 novembre, ndr), si tratta di un’opzione di cui stiamo discutendo anche se non potremo avere altre info prima della prossima settimana”.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.


