Pubblicato il 04/12/20

E LUCE FU Riconosci un'auto anche dai fari, sia di giorno, sia ancor più di notte. Sia che l'auto viaggi nella corsia opposta, sia che ti preceda e avanzi nella stessa direzione. Dai fari riconosci - se sei un intenditore - quasi ogni modello. Ma individuare un'Audi di nuova generazione è ancor più facile. Le luci un elemento di design, funzione, sicurezza, sperimentazione tecnologica. Le luci, per i Quattro Anelli, un simbolo di innovazione che ogni anno compie passi avanti straordinari. Il 2020 è l'anno dei fari di coda OLED digitali, al debutto su nuova Q5 (guarda in gallery il video tutorial). La frontiera? Si chiama Flexible Digital OLED e trasformerà i fanali in veri e propri strumenti di conversazione tra auto e auto, qualcosa di impensabile soltanto lo scorso decennio. (a proposito: qui la prova video di Audi Q5 2021). Le prospettive sono...illuminanti. Prima, riassumiamo le puntate precedenti.

THE MATRIX Dalle prime lampade alogene a incandescenza, passando dai fari a forma libera negli anni '80 e le coperture delle lenti trasparenti alla fine degli anni '90, i car designer sempre più sono stati in grado di utilizzare la luce come elemento di stile. E in materia, Audi si è sempre distinta per precocità. Nel 2004 i primi fari diurni a LED su Audi A8, nel 2008 su Audi R8 i primi fari full LED, nel 2013 i fari Matrix LED, apripista ancora Audi A8: i 25 diodi luminosi individuali della luce abbagliante potevano essere attivati o disattivati a propria discrezione, o in alternativa anche essere oscurati. Il laser come luce abbagliante aggiuntiva ha poi debuttato sull'edizione limitata Audi R8 LMX nel 2014: Laser Matrix LED, uguale portata dei fari raddoppiata. Nel 2017, la A8 combina le idee più recenti: fari LED HD Matrix con il laser Audi, luci posteriori con tecnologia OLED (ci avviciniamo al nocciolo della questione). Su Audi e-tron, infine, nel 2019 debutta il faro LED Matrix digitale con dispositivo digital micromirror (DMD).

WORLD PREMIERE Analogamente ai fari anteriori, in Audi anche le luci posteriori hanno dunque vissuto una rapida evoluzione. Nel 2011 la prima Audi A6 con luci di coda a LED: maggiore omogeneità visiva e migliore efficienza di illuminazione, a vantaggio anche degli altri utenti della strada. Nel 2012, su Audi R8 compare per la prima volta l'indicatore di direzione dinamico. Nel 2016, le luci posteriori OLED di Audi TT RS inaugurano una nuova era: luce da diodi luminosi costituiti da materiale organico, quindi estremamente omogenea,  precisa, ultrasottile, senza più necessità di riflettori. E arriviamo così al 2020 e ai Digital OLED: Audi Q5 restyling primo modello auto in assoluto a digitalizzare le luci posteriori, e a trasformarle in un vero e proprio display.

GIOCHI DI LUCE Grazie alla maggiore segmentazione degli OLED digitali (18 segmenti), è possibile ottenere per la prima volta luci posteriori di differente design. Chi acquista nuova Q5 può scegliere tra tre diverse configurazioni luminose (vedi anche gallery), mentre - indipendentemente dalla preferenza - una firma particolarmente sportiva può sempre essere impostata in modalità ''dynamic'' tramite l'Audi drive select. Stile, ma non solo: debutta infatti anche la nuova funzione di indicazione di prossimità. Ovvero: quando Q5 è ferma e un altro utente della strada si avvicina da dietro a una distanza inferiore a due metri, tutti i segmenti OLED vengono attivati, in modo da attirare l'attenzione e scongiurare un possibile tamponamento. Il video tutorial spiega tutto.

FARI PARLANTI Lampade insomma sempre più interattive, modulabili, intelligenti. Da una iniziale funzione di segnalazione e avvertimento unidimensionale, a poco a poco il faro sempre più si evolverà in un versatile mezzo di comunicazione con il mondo esterno. In Audi si lavora senza sosta: in futuro, tramite il sistema di infotainment MMI, per lo stesso modello si potrà optare per una vasta gamma di firme personalizzate. Lato sicurezza, i fari posteriori Digital OLED saranno in grado di emettere numerosi avvisi di pericolo a beneficio degli altri utenti della strada: asfalto scivoloso, ingorghi e via dicendo.

COMING SOON Ma la rivoluzione definitiva fa rima con Audi Flexible Digital OLED: invece del materiale di supporto sottile, ma rigido, di circa 0,7 mm, verranno utilizzati substrati flessibili come vetro sottile, pellicole di plastica o fogli di metallo, che possano così essere piegati in una o più direzioni. La nuova tecnologia offrirà una libertà di stile dei fari posteriori ancora maggiore. Le caratteristiche chiave dei fari OLED bidimensionali - vedi il peso ridotto - verranno mantenute, ma la luce emessa potrà brillare in modo tridimensionale. OLED digitali flessibili per l'integrazione dell'area di visualizzazione fino ai fianchi del veicolo. E le auto non saranno più le stesse. Non ci credi? Clicca Play qui sotto...


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