Se pensi ancora che comprare un'auto cinese sia una scelta di ripiego basata soltanto sul prezzo basso, forse è il caso di dare un'occhiata a quello che sta succedendo oltremanica.
Qui, le cinesi Omoda, Chery, Jaecoo, Leapmotor, GWM e Changan sopravanzano nella soddisfazione del cliente tutti gli altri brand generalisti tradizionali, compresi Renault, Hyundai e Toyota. E anche nei segmenti premium e lusso, dove pure le cinesi non giocano ancora, ci sono grandi sorprese.
Il mercato britannico, storicamente uno dei più competitivi e indicativi d'Europa, sta registrando un terremoto silenzioso ma profondo nel modo in cui gli automobilisti percepiscono l'esperienza d'acquisto e di assistenza.
A metterlo nero su bianco è l'ultimo rapporto firmato da Carblah, una piattaforma guidata dai dati e co-fondata dal giornalista automobilistico Steve Fowler insieme all'esperto di trasformazione digitale Michael Yeates. Non parliamo dei classici sondaggi a stelline dove basta un modulo compilato a mente fredda per falsare il risultato.
Questo sistema utilizza un'intelligenza artificiale per scandagliare quasi 250.000 recensioni reali, estraendo lo stato d'animo autentico dei clienti, i loro comportamenti e i segnali operativi lungo tutte le fasi: dalla vendita in concessionaria fino ai passaggi in officina. Il risultato finale fotografa la realtà senza filtri, e le notizie per i costruttori tradizionali non sono affatto buone.
La rivoluzione d'oltremanica: i nuovi brand dettano il passo
Guardando la classifica generale che prende in esame ben 54 marchi automobilistici operanti nel Regno Unito, ti accorgi subito che i rapporti di forza tradizionali sono saltati. In cima a tutto troviamo Omoda, seguita a ruota dai marchi fratelli Chery e Jaecoo. A completare le prime cinque posizioni ci pensano Leapmotor e GWM.
Marchi che fino a un paio di stagioni fa erano praticamente sconosciuti al grande pubblico europeo adesso si permettono il lusso di fare scuola in termini di soddisfazione del cliente. Il motivo è semplice: i consumatori britannici stanno premiando la freschezza dell'approccio di questi costruttori emergenti, capaci di azzerare le complicazioni burocratiche e commerciali tipiche della vecchia scuola.
La crisi dei marchi premium e l'eccezione Lexus
La vera sorpresa, però, emerge analizzando la categoria dei costruttori premium, che fa registrare la forbice di punteggi più ampia di tutto il comparto. L'unico baluardo della tradizione capace di tenere testa all'invasione e di entrare nella top ten assoluta è Lexus, che stacca tutti i diretti rivali storici con un margine netto.
Per il resto, il panorama è desolante. Molti dei blasoni più celebrati e costosi dell'automobilismo mondiale si trovano confinati nella seconda metà della classifica, finendo abbondantemente dietro ai marchi generalisti. Gli ultimi cinque brand premium della lista hanno ottenuto punteggi inferiori rispetto al peggiore dei marchi di volume.
Si tratta di una vera e invesione strutturale delle gerarchie: le aspettative di chi spende cifre importanti crescono a ritmi vertiginosi, e le case storiche stanno dimostrando una certa lentezza nell'adeguare i propri standard. Piccola soddisfazione nazionalistica: Alfa Romeo conquista la quarta piazza, sopravanzando le solite tedesche, ma anche Volvo e Land Rover.
Stabile il lusso guidato da Rolls-Royce
Nessuna scossa, invece, nel settore del lusso e delle alte prestazioni, dove i clienti continuano a ricevere il trattamento esclusivo che giustifica l'investimento. In questo club ristretto la leadership rimane saldamente nelle mani di Rolls-Royce, che precede Aston Martin e Ferrari in un comparto dove l'attenzione al dettaglio resta una certezza.
Ecco le classifiche dettagliate con le top 10 dei marchi suddivise per i tre raggruppamenti analizzati dall'indice Carblah, così puoi vedere esattamente chi sta convincendo di più gli automobilisti e chi, al contrario, rischia di rimanere indietro.
Classifica Mainstream (Marchi Generalisti)
Nella categoria dei costruttori di volume, i nuovi player asiatici monopolizzano la parte alta della classifica, lasciando ai marchi tradizionali ed europei solo le posizioni di rincalzo. Dacia e Abarth sono le prime delle europee, ma restano comunque fuori dai primi cinque posti.
| Posizione | Marchio | Valutazione Carblah Index |
| 1 | Omoda | Top Performance |
| 2 | Chery | Top Performance |
| 3 | Jaecoo | Top Performance |
| 4 | Leapmotor | Top Performance |
| 5 | GWM | Top Performance |
| 6 | Changan | Alta Soddisfazione |
| 7 | Dacia | Alta Soddisfazione |
| 8 | Geely | Alta Soddisfazione |
| 9 | BYD | Alta Soddisfazione |
| 10 | MG | Alta Soddisfazione |
Classifica Premium
Qui il terremoto è ancora più evidente. Lexus si conferma un riferimento assoluto per distacco, mentre alle sue spalle spuntano realtà recenti come la francese Alpine e la coreana Genesis. I grandi colossi tedeschi faticano a entrare nei primi dieci posti della loro stessa categoria, evidenziando una netta discrepanza tra le aspettative dei clienti e la risposta delle reti di vendita.
| Posizione | Marchio | Valutazione Carblah Index |
| 1 | Lexus | Riferimento di Segmento |
| 2 | Alpine | Alta Soddisfazione |
| 3 | Genesis | Alta Soddisfazione |
| 4 | Alfa Romeo | Soddisfazione Media |
| 5 | Polestar | Soddisfazione Media |
| 6 | Volvo | Soddisfazione Media |
| 7 | DS | Soddisfazione Media |
| 8 | Land Rover | Sotto la Media |
| 9 | Mercedes-Benz | Sotto la Media |
| 10 | Jaguar | Sotto la Media |
Classifica Luxury e Performance
Nessuna sorpresa tra i marchi di lusso e le supercar, dove l'attenzione al cliente è storicamente parte integrante del prezzo d'acquisto. Rolls-Royce si prende la prima posizione, seguita dalle sportive di Aston Martin e dalle rosse di Maranello.
| Posizione | Marchio | Valutazione Carblah Index |
| 1 | Rolls-Royce | Leader di Segmento |
| 2 | Aston Martin | Eccellente |
| 3 | Ferrari | Eccellente |
| 4 | Lotus | Ottimo |
| 5 | Maserati | Ottimo |
| 6 | Lamborghini | Ottimo |
| 7 | Bentley | Buono |
| 8 | McLaren | Buono |
| 9 | Porsche | Stabile |
| 10 | Ineos | Stabile |
Chiarezza e rete di vendita: dove si vince la partita
I dati raccolti mostrano una tendenza evidente: il prezzo di listino non è più direttamente proporzionale alla qualità dell'esperienza vissuta dall'acquirente. Chi si affaccia oggi sul mercato vince se è capace di offrire linearità, trasparenza e formule d'acquisto prive di frizioni.
C'è poi un fattore cruciale che spesso si tende a dimenticare: l'esperienza d'acquisto la determinano i concessionari sul territorio, non i manager che siedono nelle sedi centrali dei costruttori. E più di un produttore rimarrà deluso dal modo in cui la propria rete di vendita sta rappresentando il marchio sul campo.
''Ciò che questo indice dimostra è semplice: i clienti ricompensano i marchi che li trattano bene'', spiega Steve Fowler. ''I brand sfidanti e quelli orientati al valore stanno vincendo perché rendono le cose chiare, giuste e facili, ed è esattamente ciò che le persone cercano. Quando i nuovi arrivati superano nomi premium storici, è il segno che il mercato sta finalmente ascoltando i consumatori anziché basarsi solo sulla reputazione''.
Gli fa eco Michael Yeates, amministratore delegato della piattaforma: ''I dati sono inequivocabili: la customer experience genera fiducia e la fiducia genera margini. I marchi che semplificano il percorso e rimuovono gli ostacoli stanno ottenendo prestazioni superiori rispetto al mercato. Chi si posiziona al vertice sta dimostrando che quando i clienti si fidano, non solo restano fedeli al marchio, ma sono anche disposti a spendere di più''.
Insomma, il quadro è chiaro. La reputazione del logo sul cofano non basta più a coprire le carenze nei servizi post-vendita o le lungaggini commerciali. Se i costruttori europei e americani vogliono mantenere le proprie quote di mercato, dovranno sbrigarsi a modernizzare l'intera filiera delle loro reti di distribuzione.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.






