Partito con ottimo slancio grazie alla Jaecoo 7, il marchio del gruppo Chery è tra i nuovi costruttori cinesi che si sta affermando più rapidamente e dopo la sorella minore Jaecoo 5 il 2027 vedrà il lancio del modello Jaecoo 3 ancora più compatto: destinato a competere nel combatuttissimo settore dei B-SUV.
Forme squadrate e passaporto europeo
Come si presenterà, concretamente, la nuova Jaecoo 3? Parliamo di un crossover compatto lungo circa 4,2 metri, una misura che lo proietta dritto nel cuore del mercato per sfidare bestseller consolidate come la Ford Puma o la Toyota Yaris Cross.
Il vantaggio della Jaecoo 3, però, sarà la flessibilità dell'offerta, potendo contare sia su motorizzazioni 100% elettriche sia su varianti ibride, così da infastidire un ventaglio di concorrenti piuttosto ampio.
Con tutta probabilità, l'auto manterrà quelle forme squadrate e quel look solido da ''mini-Land Rover'' che ha già decretato il successo commerciale dei modelli più grandi del marchio.
Tra l'altro, ironia della sorte, Chery ha avviato una joint venture proprio con Land Rover per lo sviluppo della futura gamma Freelander e viene quasi naturale chiedersi se un pizzico del DNA del marchio britannico non sia già filtrato nei centri stile del gruppo cinese.
Tecnologia di bordo ed ergonomia
Per quanto riguarda l'abitacolo, i dettagli precisi sono ancora limitati. Tuttavia, è molto probabile l'adozione del grande schermo verticale da 14,3 pollici e della console centrale già visti sulla sorella maggiore Jaecoo 5, inseriti in una plancia ridisegnata per andare incontro alle preferenze del Vecchio Continente.
Lo spazio a bordo sarà configurato per cinque persone, cercando di assicurare una buona abitabilità per la seconda fila e un bagagliaio modulabile a seconda delle necessità di carico.

Sotto il cofano: solo elettrica o ibrida
Capitolo motori: cosa troverai sotto il cofano? Sfruttando la piattaforma multi-energia di Chery, la Jaecoo 3 a zero emissioni (BEV) adotterà la trazione anteriore e un pacco batterie piatto posizionato sotto il pianale.
La capacità degli accumulatori dovrebbe aggirarsi tra i 40 e i 45 kWh a seconda delle versioni, con l'obiettivo minimo di un'autonomia attorno ai 350 chilometri per restare competitivi rispetto alla prossima generazione di rivali.
Se preferisci l'ibrido, i componenti del powertrain elettrico lasceranno il posto al sistema SHS di Chery. Si tratta di uno schema collaudato, che abbina un motore a benzina a quattro cilindri da 1,5 litri a un'unità elettrica, capace di garantire percorrenze nell'ordine dei 5 litri per 100 km.
Difficile, invece, vedere in listino una variante a sola benzina, perché in un'intervista raccolta dall'inglese AutoExpress il management dell'azienda avrebbe ammesso che i loro motori termici puri faticherebbero a reggere il confronto con l'efficienza dei rivali europei.
Per questioni di costi e ingombri su una vettura di questa taglia, sembra improbabile anche una declinazione plug-in hybrid, sebbene il segmento B stia vedendo timidi segnali di apertura verso questa tecnologia.
Prezzi e concorrenza: una sfida tutta in salita
Inutile girarci intorno, alla fine l'ago della bilancia sarà il prezzo. Il posizionamento che Jaecoo sceglierà per la vettura sarà cruciale, soprattutto perché la base del segmento è presidiata da avversarie concrete, piene di personalità e pensate su misura per l'Europa.
Per esempio la Fiat Grande Panda (in lancio a 14.950 euro in versione Turbo 100) o la Citroën C3, che sono offerte a listini decisamente aggressivi anche grazie a una lunghezza attorno ai 4 metri tondi.
Per replicare l'ottimo rapporto qualità-prezzo dei SUV più grandi, l'ideale sarebbe un prezzo d'attacco molto competitivo, anche se resta da vedere quanto i cinesi riusciranno a limare i costi di produzione per l'Europa, per competere in un segmento dai margini ben più risicati di quelli con cui Jaecoo ha giocato finora.
Insomma, se con i SUV di medie dimensioni la strada per la casa cinese è apparsa subito in discesa, conquistare le categorie inferiori si preannuncia come un osso decisamente più duro. Per farcela, servirà una proposta commerciale a cui sia davvero difficile dire di no.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




